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"Sui rimborsi chilometrici ai malati oncologici passa da 750 a 1000 euro."

Ancona | Luca Ceriscioli oggi in conferenza stampa ha anche aggiunto che "nelle ultime ore sono state diffuse notizie false e si è speculato sulla pelle delle persone malate con polemiche strumentali per mere finalità politiche."

Il presidente ha spiegato che la delibera adottata ieri, con effetti retroattivi al momento dell'entrata in vigore della legge regionale di semplificazione, permette quindi una continuità dei rimborsi per chi ne stava già usufruendo e lascia inalterata la possibilità di spostarsi nel territorio regionale nei tanti, avanzati centri di cura, mantenendo il diritto al rimborso chilometrico. Così come non è cambiato il rimborso per sostenere viaggi in strutture specialistiche fuori regione per curare forme rare o interventi chirurgici oltremodo complessi. Per eventuali casi di mobilità extra regionale la valutazione è affidata al centro regionale di riferimento già esistente.

"Ma il vero cambiamento - ha detto il presidente - sta nel voler far acquisire ai marchigiani la consapevolezza che il sistema regionale, la rete assistenziale oncologica delle Marche è tra le migliori in Italia, sia sotto il profilo della qualità in linea con i protocolli nazionali e internazionali, sia della presa in carico del paziente, avendo anzi macchinari ad alta tecnologia in grado di offrire le migliori terapie. Abbiamo investito tanto in qualità, tecnologia e professionalità e lo sanno anche i cittadini che vengono a curarsi nelle Marche, visto che aumentano ogni anno. Chi specula per pura propaganda danneggia i cittadini marchigiani e colpisce i professionisti che ringrazio perché lavorano con impegno e dedizione assoluta."

"I marchigiani che dovranno in futuro affrontare un percorso di terapie oncologiche devono sapere che possono usufruire della miglior qualità delle cure sotto casa. Questo ci premeva sottolineare con il provvedimento adottato - ha proseguito Ceriscioli- perché si trattava di superare una situazione storica che risaliva al 1982 quando le Marche a causa della frana di Ancona , non avevano più a disposizione una struttura idonea alle cure e dovevano recarsi fuori regione. Oggi la situazione è radicalmente cambiata."

In virtù degli investimenti fatti in questi anni in dal 2015 al 2018, la mobilità attiva - cioè i pazienti di altre regioni che vengono a curarsi nelle Marche - è aumentata in termini di produzione di 27 milioni di euro e quella passiva è rimasta stabile a 22 milioni.

Sono poi intervenuti gli oncologi e radioterapisti marchigiani per testimoniare gli standard di qualità raggiunti dalla rete assistenziale." Perché si tratta nei fatti di una vera e propria rete oncologica regionale - ha detto Nicola Battelli, oncologo a Macerata- ci scambiamo informazioni tra le strutture regionali e con tutti i centri nazionali e internazionali secondo linee guida di cura universalmente adottate e in alcuni casi come a Torrette e a Marche Nord si utilizzano anche terapie sperimentali".

"La qualità e la quantità delle cure è ormai omogenea su tutto il territorio regionale - ha rimarcato il radioterapista Massimo Cardinali di Ospedali Riuniti di Torrette - e abbiamo a disposizione impianti ad alta tecnologia che permettono cure con bersaglio mirato per non danneggiare organi non malati".

" Sono arrivato nelle Marche dall'Umbria - ha detto Alberto Patriti, chirurgo oncologo a Marche Nord - e trovo vincenti gli investimenti fatti sulle persone e sugli strumenti".

 "Quello che fa la differenza per un malato oggi è la presa in carico, il prendersi cura del paziente, l'accoglienza, perché ormai le terapie sono nella nostra regione ad un livello di qualità elevato- ha sostenuto la professoressa Rossana Berardi della Clinica Universitaria oncologica - e la nostra struttura sta garantendo questo tipo di prestazioni in maniera eccellente. Possiamo far viaggiare vetrini, analisi, documentazione clinica tra le strutture, piuttosto che i malati".

Infine è intervenuto il presidente dell'Ordine dei medici della Provincia di Ancona, Fulvio Borromei per ribadire il valore del grande patrimonio di competenza professionale acquisito dalla nostra regione anche nella branca dell'Oncologia che dovrà essere trasmesso alle nuove leve di medici, auspicando infine il rafforzamento del rapporto tra medicina territoriale e ospedaliera. 

 

09/05/2019





        
  



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