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I Sàrgano e l'uscita del nuovo concept album "T". L'intervista alla voce del gruppo Filippo Piunti

San Benedetto del Tronto | Dopo 4 anni, la band sambenedettese torna sulla scena musicale. 11 brani, 4 amici, 3 generi musicali che si uniscono, una grande passione per la musica.

di Gioia Palanca

"T" concept album Sàrgano

"Quando delle persone si vogliono bene davvero non c'è distanza spaziale, temporale o musicale che possa dividerli. "T" è la vittoria sul futuro scontato. Un concept album sui vari significati della parola "chiusura" a partire dalla fine di una stagione fino ad arrivare all'inizio di una nuova." 

Parole dense di significato scivolano su una melodia che ricorda echi lontani. Le gambe di un uomo incedono lentamente sul selciato, fino a fermarsi di fronte ad una porta che viene aperta da una mano invisibile. Oltre la soglia c'è una stanza buia e al centro campeggia la copertina di "T". Dopo 4 anni dal disco d'esordio, i Sàrgano decidono di tornare sulla scena musicale presentando la loro ultima creazione con un teaser breve, ma intenso. Oggi esce ufficialmente il loro nuovo album e, nei giorni che hanno preceduto questo atteso 7 dicembre, ho colto l'occasione per intervistare la voce del gruppo, Filippo Piunti, che senza giri di parole ha raccontato il percorso artistico e umano compiuto dal gruppo sambenedettese. 

Quanto tempo fa è iniziato il "cammino" di questo lavoro discografico?Teoricamente tre anni fa, dopo una serie di live in cui non ci sentivamo più uniti musicalmente parlando. Praticamente due anni fa, quando, dopo un anno, alcune tracce erano solo abbozzate, ma c'era la voglia di concretizzare.

Qual è stata la strada che avete percorso per raggiugere la porta che vi accingete ad aprire oggi?

Una strada di compromessi, sicuramente. Da ogni punto di vista. Siamo 4 amici che appartengono a generazioni diverse e che hanno gusti musicali differenti, perciò abbiamo dovuto mediare tra la parte rock predominante e quella elettronica. Siamo partiti da semplici giri di chitarra e melodie canticchiate, solo miscelando il tutto siamo riusciti ad ottenere 11 brani che stringono in un abbraccio anche il cantautorato italiano.

Che forma ha il "futuro scontato" che avete vinto grazie a "T"? Il futuro che combattiamo ha le sembianze di quattro rette parallele. Ognuno di noi poteva andare per la sua strada e incontro alla sua musica. Le band locali generalmente durano pochissimo, perché subentra l'età, gli obblighi morali che ti impone la società e molti altri fattori. Con questo album siamo rimasti insieme ed è una vittoria incredibile! Nonostante le distanze che ci dividono e gli impegni di ognuno di noi, abbiamo perseguito un obiettivo comune e questa per noi è una bella vittoria.

Voi vi sentite gli stessi di 4 anni fa? Cosa è cambiato musicalmente e umanamente parlando?

Siamo gli stessi mattacchioni di sempre - ride - musicalmente te l'ho accennato prima e il risultato potrete ascoltarlo! Umanamente parlando, invece, siamo cresciuti molto. Ci si rispettiamo di più artisticamente e c'è molta più serietà dal punto di vista professionale. Per quanto mi riguarda, credo di essere meno protagonista di prima. Ovviamente nei testi no, non ci riesco.

Vi piace definire la vostra ultima raccolta audio: un concept album, che affronta i vari significati della parola "chiusura", da qui la scelta di utilizzare il cartello "strada chiusa" come immagine di copertina. In che modo avete affrontato questo tema? 

È nato una sera d'estate di due anni fa, seduto su una panchina in un parco a Porto San Giorgio, in compagnia della protagonista femminile di alcune canzoni presenti nell'album. Le parlavo di quelle porte chiuse che caratterizzano i borghi antichi, non so se hai presente... Quando passeggi per un centro storico, a volte, nelle pareti in mattoncini di qualche vecchia abitazione, ti capita di notare una porta. Immagino dove, su quale realtà, poteva aprirsi quell'entrata (o quell'uscita) ed inevitabilmente penso ai tempi che furono e ai percorsi intrapresi allora.

Quali sono i messaggi principali che volete trasmettere attraverso i testi e le note dei vostri brani?

Attraverso i testi, sicuramente, un po' di sana critica sociale. Attraverso la musica proviamo a trasmettere ciò che siamo e i compromessi che abbiamo fatto. Abbiamo gusti diversi, ma all'ascolto delle tracce audio si capirà lo sforzo fatto nel metterli insieme, ne sono convinto.

Nei mesi che hanno preceduto l'uscita del disco, abbiamo ascoltato due singoli in anteprima: "T", di matrice prettamente rock, e "D'agosto", traccia completamente elettronica e dal video ipnotico; ma qual è la canzone del nuovo album a cui siete più affezionati e perché?

Domanda difficile da rispondere in maniera univoca - ride - credo che sarà meglio elencare la preferenza di ogni membro del gruppo. Ad Anselmo (il batterista) piace molto "Stone hero", dato che in gran parte l'ha ideata lui; Mattia (il producer) adora "D'agosto", visto che la base è sua; Io sono legato a "T", un singolo che affronta un tema molto intimo e mi ricorda un periodo difficile, ma superato bene; infine Mirko (il bassista) ha un debole per il sound, e il testo, di "Un fiore di merda".

Quanto lavoro, passione e sacrificio ci sono dietro la nascita di un album autoprodotto?

Molto, soprattutto per chi, come me, non vive di musica. Bisogna fare molti sacrifici economici, sottrarre tempo prezioso ai propri cari, agli amici, a se stessi. Negli anni abbiamo imparato ad organizzarci, sfruttando al meglio ogni momento buono per portare avanti la nostra passione.

Quando potremmo ascoltarvi dal vivo a San Benedetto e dintorni? Che effetto vi fa tornare su un palco?
Sembrerà strano, ma sinceramente spero più in là possibile... Ti confido che mi fa sempre uno strano effetto suonare "in casa", mi imbarazza, mi sento nudo quando mi esibisco davanti a persone che mi conoscono. Questo però rimane un mio personale pensiero, gli altri membri del gruppo sono prontissimi! Non mi voglio sbilanciare ma ti rispondo che accadrà presto.

 

07/12/2018





        
  



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