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Le “tre donne” di Dacia Maraini il 6 maggio a San Benedetto del Tronto

San Benedetto del Tronto | Domenica 6 maggio, al Palazzo Bice Piacentini di San Benedetto del Tronto, la scrittrice Dacia Maraini ha presentato il suo ultimo libro dal titolo “Tre donne”.

di Elvira Apone

un momento della presentazione del libro

 

Domenica 6 maggio, la Sala della Poesia del Palazzo Bice Piacentini di San Benedetto del Tronto ha ospitato la scrittrice Dacia Maraini, che ha presentato il suo ultimo romanzo dal titolo "Tre donne". Ha dialogato con l'autrice il giornalista Eugenio Murrali, filologo ed esperto di letterature antiche che, con acume e misura, ha ripercorso, insieme all'autrice, tutte le tappe più salienti del libro, offrendo al folto pubblico presente in sala importanti spunti di riflessione e fornendone una visione globale completa e pregnante, illuminata anche da diverse letture affidate alla voce della psicologa Pascale Chapaux-Morelli.

"Non ho voluto fare il ritratto di tre generazioni, ma semplicemente di tre donne", ha puntualizzato Dacia Maraini, pur trattandosi di una storia in cui le tre protagoniste femminili, Gesuina, Maria e Lori, rappresentano le tre diverse generazioni cui appartengono essendo, rispettivamente, nonna, madre e figlia. Tuttavia, come ha ben spiegato l'autrice, si tratta piuttosto di un romanzo a tre voci, di tre diversi modi di raccontare e di raccontarsi attraverso altrettanto differenti mezzi di comunicazione e differenti linguaggi.

La peculiarità del romanzo, infatti, è basata sul fatto che non esiste un'unica voce narrante esterna alla narrazione, ma, appunto, una pluralità di voci che, a loro volta, rimandano a tre diverse visioni del mondo. È nata, dunque, da qui l'esigenza della Maraini di lavorare sulla lingua, affinché tre diverse personalità e modi di concepire la vita fossero soprattutto rappresentati attraverso tre diversi modi di parlare e di esprimersi.

E dell'importanza del linguaggio, non solo come strumento di comunicazione, ma soprattutto come espressione dell'identità di un popolo, Dacia Maraini ha ampiamente parlato durante la presentazione del suo libro, ponendo l'accento sul ruolo che lo scrittore dovrebbe svolgere nella società odierna, cioè quello di lottare contro l'usura e la banalizzazione della lingua cercando, attraverso un rapporto spesso dialettico e conflittuale con la lingua stessa, che è in continua trasformazione ed evoluzione, di coglierne, da un lato, le novità e i cambiamenti, ma, dall'altro, di preservarne l'integrità e l'eleganza, pur senza indulgere in superati arcaismi.

Una lotta che, come la Maraini ha sottolineato, è anche una sorta di battaglia per la purezza del linguaggio, contro prestiti e neologismi stranieri che, in un certo senso, sviliscono la nostra lingua, il cui sviluppo in passato venne già arrestato per ben tre secoli dalla controriforma, che proponeva, di contro all'uso del volgare, un ritorno al latino in molti campi delle attività umane. Una lingua, la nostra, di cui possiamo e dobbiamo essere fieri, nata ancor prima che l'Italia nascesse politicamente e sopravvissuta per lungo tempo agli eventi storici che hanno portato alla creazione del nostro paese.

Segnato a metà da un dramma che, come ha chiarito Dacia Maraini, "porta le tre donne a crearsi una forma di responsabilità", il romanzo sembra ricordare l'impianto narrativo della tragedia greca, come ha suggerito Eugenio Murrali, dove un evento funesto, che avviene più o meno a metà della narrazione, influisce e determina gran parte delle vicende successive. Una storia in cui, attraverso tre universi paralleli, confluiscono numerosi temi: il tempo che scorre, l'amore e il gioco amoroso, la tradizione, la modernità, la velocità, la lentezza, la libertà, quel sentimento interiore "innato e potente", come lo ha definito la Maraini.

Un affresco intenso e dalle molteplici sfumature, in cui, ancora una volta, Dacia Maraini è riuscita a regalare ai lettori emozioni autentiche e profonde, quelle che nascono soltanto da una grande sensibilità e da sguardo lucido, attento e sapiente sulla vita e sulla storia umana.

 

 

08/05/2018





        
  



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