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A.N.I.M.A non si fa più? Il Sindaco Piergallini scrive ...

Grottammare | Stando alle prime indiscrezioni e note di stampa, l'Organo di Indirizzo della Fondazione Carisap, avrebbe votato a maggioranza la "retromarcia" sulla realizzazione, a Grottammare, della Grande Opera disegnata dall'archistar Bernard Tschumi.

di Umberto Sgattoni

Il Sindaco di Grottammare prof. Enrico Piergallini

Stando alle prime - ma significative note e cronache di stampa - A.N.I.M.A, la Grande Opera progettata dall'archistar Bernard Tschumi e finanziata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno, che era in previsione di essere realizzata nel territorio di Grottammare, non si farà.
Questo emerge, dalle prime note e cronache - qualcosa di più, davvero, di pure indiscrezioni - della stampa.

Proprio nei giorni scorsi, una Nota diramata alla stampa dal Segretario e membro dello Staff del Sindaco Piergallini - il dottor Stefano Fabbioni - segnalava una lettera aperta dell'Amministrazione Comunale di Grottammare (sottoscritta da altri e vari enti ed organi istituzionali, di rappresentanza e di categoria del Territorio, nonché da esponenti politici quali l'on. Luciano Agostini ed il Consigliere Regionale Fabio Urbinati del Partito Democratico), con la quale - in sostanza - il Sindaco prof. Enrico Piergallini ed il dottor Cesare Carboni (Consigliere Delegato ad A.N.I.M.A.) si proponevano l'intento di "incoraggiare la Fondazione a non perdere fiducia nel progetto A.N.I.M.A".

Già in una dichiarazione rilasciata alla stampa nel maggio scorso, il Sindaco di Grottammare - evidentemente al fine di facilitare lo snellimento della situazione contingente - si era dato (e detto) disponibile a sostenere come Comune, le opere di urbanizzazione primaria nelle aree adiacenti alla Grande Opera.
Lavori che, - stando alla stessa fonte di informazione cui il Sindaco aveva rilasciato la dichiarazione - sarebbero spettati al privato, la SVM 2, ma che "a seguito della variante al progetto iniziale per vincolo della Soprintendenza su uno dei due casolari, il gruppo Malavolta ha ottenuto una proroga fino al primo trimestre 2018".

"Non intendiamo perdere quei 25 milioni della Fondazione Carisap sul nostro territorio" aveva precisato e rivelato alla giornalista Tiziana Capocasa il Sindaco Piergallini, manifestando e palesando la disponibilità dell'Amministrazione Comunale "a sostituirsi al privato" per "realizzare tali opere".

Rettificando - e correggendo il tiro - pertanto, nel merito di quanto lo stesso Sindaco aveva espresso e profilato, palesemente e ripetutamente, nelle varie e numerose assemblee pubbliche cittadine; nelle quali, nell'illustrare i vantaggi della Grande Opera, d'un lato aveva garantito come l'intervento di spesa fosse meramente privato (con ampi vantaggi pubblici, per la collettività e per il territorio), dall'altro aveva affermato ed assicurato che non vi sarebbero stati possibili o successivi esborsi da parte dell'ente pubblico, nell'ambito di detta operazione.

Sempre nel maggio scorso, però, la stampa aveva altresì reso noto che il Presidente Vincenzo Marini Marini ed il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno, avevano sospeso "la procedura per l'affidamento della progettazione esecutiva e dell'esecuzione dei lavori", in quanto - appellandosi ad un senso di responsabilità che intendesse evitare che i lavori prendessero il via per poi ritrovarsi nell'impossibilità di far funzionare l'edificio - ritenevano necessaria e prioritaria la garanzia degli interventi di urbanizzazione.

Sempre stando a quanto riferito nell'articolo che riportava detta notizia e stando all'Accordo di Programma a suo tempo sottoscritto, questi servizi ed interventi, sarebbero stati a carico del proprietario dell'area; o comunque, il Comune di Grottammare avrebbe dovuto fornire le relative garanzie.
In assenza di queste due condizioni - riferiva l'articolo apparso su Il Messaggero del 26 maggio scorso - "stop alla procedura".

E stando all'oggi (ed a quanto risulterebbe dalla cronaca odierna di uno dei più noti giornali della Regione a tiratura nazionale), l'Organo di Indirizzo della Fondazione Carisap avrebbe votato a maggioranza il dietrofront sull'ambizioso progetto da oltre 20 milioni di euro, da realizzarsi - come già sopra accennato - a Grottammare.

A margine delle notizie odierne e del naturale dibattito che potrebbe scaturire nel merito della vicenda, non possiamo non annotare come - rebus sic stantibus - particolarmente significativa, profetica ed azzeccata nel "pronostico", oggi suonerebbe la dichiarazione rilasciata circa un anno fa al Corriere Adriatico dall'ex Sindaco di San Benedetto Giovanni Gaspari.
Il quale, nel sostenere e ritenere - già in quell'intervista dell'agosto 2015 - come a suo avviso, la Grande Opera sarebbe stato intervento che non si sarebbe mai realizzato, aveva altresì aggiunto e profilato che "quei soldi" sarebbero stati - piuttosto - "investiti in Ascoli per finanziare l'intervento sull'area Carbon".

Quali saranno poi gli effettivi intenti della Fondazione Carisap non è dato - al momento - sapere; nè sappiamo, in effetti, il merito dei contenuti della comunicazione ufficiale della Fondazione stessa, in relazione alla Grande Opera; è giunta, tuttavia, proprio in giornata, la riflessione - diciamo a mo' di "lettera aperta" - del Sindaco di Grottammare, Enrico Piergallini, diramata alla stampa.

Non sta a noi dire, con quale stato d'animo il prof. Piergallini abbia vergato questa riflessione.
Noi ne prendiamo atto e ne registriamo - per così dire - la pura cronaca ed i contenuti.
Per quanto, evidentemente, chi avrà modo di leggerne contenuti e sfumature, potrà certamente - e comunque - farsene una esaustiva ed esauriente opinione, senza la necessità di una nostra chiosa (o considerazione a margine).

Eccone dunque, a seguire il contenuto in versione integrale:

"A.NI.M.A. - Comunicato Stampa del Sindaco di Grottammare Enrico Piergallini in merito alla decisione della Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno di non realizzare la "grande opera".

Siamo in attesa della comunicazione ufficiale che giungerà nei prossimi giorni. In quella comunicazione cercheremo le risposte che ad oggi non siamo riusciti a trovare, le giustificazioni politiche, economiche e culturali che hanno convinto l'organo di indirizzo a fare dietro front su ANIMA, il più importante e ambizioso progetto che la Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno ha portato avanti in questi ultimi dieci anni.
Bisognerà pure che qualcuno risponda con responsabilità ad alcune domande. Che fine faranno adesso: il progetto esecutivo, per il quale la Fondazione ha speso oltre un milione e mezzo di euro? Tutto l'impegno e la fatica profusi dai nostri tecnici per pianificare urbanisticamente l'opera e renderne più rapido il percorso? Il terreno sul quale avrebbe dovuto sorgere ANIMA, che è stato donato alla Fondazione per questo scopo? A mente fredda e anche in base alle informazioni che avremo, valuteremo le conseguenze amministrative e legali della scelta che l'organo di indirizzo ha compiuto.
Questa decisione unilaterale dell'organo di indirizzo della Fondazione è di fatto un infarto per il corpo del nostro territorio: essa mostra la totale assenza di sensibilità verso le generazioni che verranno. Senza un oggettivo impedimento viene cancellata una struttura che cambierebbe il baricentro della nostra regione e renderebbe la provincia di Ascoli Piceno un punto di riferimento per il Centro Italia.
Oggi possiamo solo pensare con infinito rammarico all'energia che ANIMA potrebbe ridarci, ai posti di lavoro che potrebbe creare, ai posti letto nelle strutture ricettive che riempirebbe con la sua attività, alle occasioni per esprimersi che darebbe a tutte le associazioni del territorio, agli eventi di valore nazionale che potrebbe accogliere, al prestigio internazionale che avremmo e all'orgoglio che proveremmo per avere a casa nostra la prima opera in Italia di Bernard Tschumi.
Mi pongo infine un'ulteriore domanda: come si potrà in futuro pensare di progettare urbanisticamente lo sviluppo di un territorio se da un giorno all'altro si gettano via dieci anni di lavoro svolto in comune, tra pubblico e privato? O, meglio ancora, come si potrà ristabilire un rapporto di fiducia che consenta di portare avanti in collaborazione progetti utili ai nostri cittadini?
Oggi bruciano la rabbia e la delusione per le possibilità che potrebbero andare perdute, per quella che potrebbe essere definita in futuro la più grande occasione persa dal nostro territorio. Senza ragioni.

12.09.2016
Il Sindaco
Enrico Piergallini

12/09/2016





        
  



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