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Canzoni come racconti di vita nell'arte di Sarah McLachlan

San Benedetto del Tronto | Sarah McLachlan "Shine on"

di Paolo De Bernardin

Sarah McLachlan

"Shine on" 

Nonostante i quasi trenta anni di attività musicale la cantante canadese Sarah McLachlan non ha mai avuto molta fortuna in Italia e resta una semi sconosciuta nonostante abbia realizzato dischi di pregevole fattura che le hanno valso vendite per milioni di copie, Juno Awards (i premi musicali canadesi) e i più importanti Grammies come miglior voce femminile. Piuttosto timida e introversa, la McLachlan esprime il suo carattere attraverso le sue canzoni, molte delle quali autobiografiche.

Non è una bulimica della composizione né dell'incisione se pensiamo che i suoi album di studio sono 8 in quasi 30 anni ma quando decide di entrare in sala d'incisione è perché un importante avvenimento della vita l'ha spinta a tradurre in canzoni le sue emozioni. Era successo per "Laws of illusion", il disco precedente basato sulla crisi del suo matrimonio e succede oggi per un cambio formale di etichetta (dopo oltre 20 anni nelle file della Arista ecco un nuovo contratto con la Verve, che di recente ha aperto le porte al pop dopo essere stata un grande baluardo del jazz). La ragione vera della scrittura delle canzoni di "Shine on" è però la risposta emozionale alla perdita del padre che emerge, semplice e bellissima, in "Broken heart". I momenti di dolore sono sempre sublimati da un artista e Sarah McLachlan non è da meno in questo bel lavoro, soprattutto quando si siede al suo pianoforte e canta i suoi cedimenti in "Surrender and certainty" nel miglior stile che ricorda Carole King. Sa scrivere ballate e sa arrangiarle per vari strumenti e orchestra la dotatissima Sarah McLachlan sempre impegnata anche nella denuncia e nell'affermazione dei valori femminili (è anche una leader che ha fondato anni fa il movimento Lilith Fair per i diritti della donna). Su un classico arpeggio di chitarra dedica in modo esplicito la sua canzone al papà scomparso ("Song for my father") raccontando l'amore che lo ha sostenuto per tutta la vita nella poderosa e classica "Love beside me", di tipico stampo anni Ottanta.

Sempre presente e attiva nel campo del sostegno ad istituti benefici e a manifestazioni a favore degli aiuti in eventi disastrosi nonché nell'insegnamento della musica (ha creato nella sua città, Vancouver, un istituto scolastico), Sarah McLachlan conosce bene il gesto d'amore che arriva anche da una semplice canzone e riempie i suoi testi di grande positività come in "The sound that love makes". Per tutto questo continua ad essere premiata con varie onorificenze che riconoscono l'alto valore della sua persona. Tra queste la recente laurea honoris causa per le Arti da parte dell'Università Simon Fraser della British Columbia.

Voto 7,5/10

09/07/2014





        
  



4+2=

Canzoni come racconti di vita nell'arte di Sarah McLachlan

San Benedetto del Tronto | Sarah McLachlan "Shine on"

di Paolo De Bernardin

Sarah McLachlan

"Shine on" 

Nonostante i quasi trenta anni di attività musicale la cantante canadese Sarah McLachlan non ha mai avuto molta fortuna in Italia e resta una semi sconosciuta nonostante abbia realizzato dischi di pregevole fattura che le hanno valso vendite per milioni di copie, Juno Awards (i premi musicali canadesi) e i più importanti Grammies come miglior voce femminile. Piuttosto timida e introversa, la McLachlan esprime il suo carattere attraverso le sue canzoni, molte delle quali autobiografiche.

Non è una bulimica della composizione né dell'incisione se pensiamo che i suoi album di studio sono 8 in quasi 30 anni ma quando decide di entrare in sala d'incisione è perché un importante avvenimento della vita l'ha spinta a tradurre in canzoni le sue emozioni. Era successo per "Laws of illusion", il disco precedente basato sulla crisi del suo matrimonio e succede oggi per un cambio formale di etichetta (dopo oltre 20 anni nelle file della Arista ecco un nuovo contratto con la Verve, che di recente ha aperto le porte al pop dopo essere stata un grande baluardo del jazz). La ragione vera della scrittura delle canzoni di "Shine on" è però la risposta emozionale alla perdita del padre che emerge, semplice e bellissima, in "Broken heart". I momenti di dolore sono sempre sublimati da un artista e Sarah McLachlan non è da meno in questo bel lavoro, soprattutto quando si siede al suo pianoforte e canta i suoi cedimenti in "Surrender and certainty" nel miglior stile che ricorda Carole King. Sa scrivere ballate e sa arrangiarle per vari strumenti e orchestra la dotatissima Sarah McLachlan sempre impegnata anche nella denuncia e nell'affermazione dei valori femminili (è anche una leader che ha fondato anni fa il movimento Lilith Fair per i diritti della donna). Su un classico arpeggio di chitarra dedica in modo esplicito la sua canzone al papà scomparso ("Song for my father") raccontando l'amore che lo ha sostenuto per tutta la vita nella poderosa e classica "Love beside me", di tipico stampo anni Ottanta.

Sempre presente e attiva nel campo del sostegno ad istituti benefici e a manifestazioni a favore degli aiuti in eventi disastrosi nonché nell'insegnamento della musica (ha creato nella sua città, Vancouver, un istituto scolastico), Sarah McLachlan conosce bene il gesto d'amore che arriva anche da una semplice canzone e riempie i suoi testi di grande positività come in "The sound that love makes". Per tutto questo continua ad essere premiata con varie onorificenze che riconoscono l'alto valore della sua persona. Tra queste la recente laurea honoris causa per le Arti da parte dell'Università Simon Fraser della British Columbia.

Voto 7,5/10

09/07/2014





        
  



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