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L'esordio della cantautrice tedesca Hanna Meyerholz

San Benedetto del Tronto | Hanna Meyerholz "How to swim"

di Paolo De Bernardin

Hanna Meyerholz

"How to swim"

Se avete nostalgia di un folksinging puro e semplice come erano soliti regalarci gli artisti degli anni Settanta che si presentavano sul palcoscenico con una semplice chitarra acustica, ecco una giovane tedesca che esordisce con un bel disco cantato tutto in inglese che proietta l'ascoltatore in una dimensione classica di un glorioso passato. E' già molto considerata in patria la 24enne Hanna Meyerholz, dopo che si è messa in luce nel 2011 vincendo la prestigiosa competizione Bundeswettbewerb Jugend Musiziert con la canzone "Changes". Subito dopo quell'affermazione Hanna non si è fermata. Ha frequentato l'Università dell'Arte a Enschede, in Olanda, perfezionando il suo stile compositivo e affermandosi successivamente in altri due concorsi importanti come quello di Amburgo e di Colonia.

Dietro ogni canzone si percepisce una scuola antica di autori che vanno da Cohen a Dylan. In queste canzoni non c'è nulla di artefatto. Una o due chitarre (la seconda è quella di Philipp Heinrich) che accompagnano una voce limpida e sincera, a tratti c'è anche un pianoforte che sottolinea il canto e il lirismo di ogni composizione e in "Trip down memory lane" un eco lontano di fisarmonica di strada. Tutto è ispirato e suggerito da una strana malinconia che si percepisce ascolto dopo ascolto. Sono echi di una vecchia Lesley Duncan che regalano continue emozioni da "Fading", la canzone della perdita dell'amato che sfuma nella percezione del quotidiano al bellissimo brano che dà il titolo al disco, un gioco di arpeggi tra Cat Stevens e Ian Matthews. A dispetto del traduttore automatico di Google che rende "How to swim" con "Come fare il bagno" (i limiti della tecnica sono le nuove idee della comicità odierna), Hanna Meyerholz è un bell'esempio di una nuova generazione di artisti che non rinnega certo il passato ma lo fa suo restituendo uno stile che oggi diventa pura sopravvivenza nella poesia e nella musica oltre che nei sogni, sempre più difficili da realizzarsi.

Quando riarpeggia "Changes", la canzone che l'ha lanciata (e che in "How to swim" aggiunge come brano finale ma solo in versione strumentale) la Meyerholz esprime un'idea di appartenenza a quel mondo sempre fluttuante tradotto sotto le corde della sua chitarra piena di intimità e tenerezza. Questo esordio discografico sa offrire un bel vento di freschezza ed è lontano da ogni orpello di postproduzione. Tutto scivola via come una brezza. Tutto naviga nella superficie del cuore. Ci si sente leggeri con queste canzoni anche con un grande peso sul cuore.

Voto 8/10

05/07/2014





        
  



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