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Carlos Santana e il suo cuore latino

San Benedetto del Tronto | Santana Corazon"

di

Santana

"Corazón"

Carlos Santana si avvicina ormai ai 50 anni di carriera e lo stile della sua chitarra ha lasciato un segno evidente nella storia del rock arricchita di sfumature latine. Quasi 70 dischi (80 milioni di copie vendute) hanno costellato il suo firmamento artistico per una musica che vuole rappresentare, almeno sulla carta, il calore e il cuore latino. E proprio al "Corazón" il chitarrista messicano dedica il suo nuovo lavoro frutto della collaborazione con molti artisti centrosudamericani.

Dalle prime note di "Saideira" (eseguita prima in spagnolo poi in portoghese) sembra che il tempo si sia letteralmente fermato sulle note dell'organo e della chitarra in un suono standardizzato che continuerà certamente a fare proseliti. Il ritmo è subito infernale e rende l'idea perfetta di un party latino che si allarga sino alla gloria di Woodstock. Dal Messico a Cuba, dai llanos venezuelani al Mato Grosso brasiliano passando per la Giamaica e il reggae fino ad arrivare a Baires, Carlos Santana raccoglie amici artisti e li ospita per questa celebrazione. Bella (ma il pezzo tira sempre da solo) la versione de "La flaca" di Jarabe de Palo resa con la solita classe della sua chitarra e con la voce del colombiano Juanes cui risponde il focoso rock della pampa degli argentini Los Fabulosos Cadillacs eccellenti e incisivi. Tutti i pugni nello stomaco sono sferrati nella prima parte del disco, più determinata e diretta. Non manca l'ennesimo omaggio al Tito Puente di "Oye como va", cavallo di battaglia di più d'una generazione. Questa volta Santana lo fa eseguire in salsa hip hop da Pitbull (Armando Christian Pérez, cubano di Miami) eccellente rapper che spinge al massimo nell'esecuzione.

E' ancora rock latino fuso al reggae con "Iron Lion Zion" affidato alla voce di Ziggy Marley su cui la chitarra di Santana graffia le note più alte del suo strumento. Quasi a voler cambiare registro ed avere un po' di rilassatezza dopo il pieno del ritmo arriva la beguine "Una noche en Napoles" affidata alle voci alla messicana Lila Downs e a Niña Pastori, voce del flamenco. E' solo il preludio di una discesa verso temi banalotti come "Besos de lejos", cantato in spagnolo e creolo da Gloria Estefan; "Indy" cantata da Miguel; "Margarita" con Romeo Santos; "Yo soy la luz" con il sax di Wayne Shorter e il drumming di Cindy Blackman Santana (nessuna parentela con Carlos). L'unico brano strumentale affidato al chitarrista è "I see your face". E si tocca il fondo solo in un minuto di esecuzione.

Voto 5.5/10

02/05/2014





        
  



5+2=

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