Una cornice preziosa:Le Montagne Marchigiane
Ascoli Piceno | I monti Sibillini, tra cui svetta tra tutti il monte Vettore, alto 2476 metri, rappresentano un sorprendente contrasto al paesaggio collinare dell'entroterra e a quello pianeggiante del litorale marittimo.
di Elvira Apone
I Monti Sibillini
I monti Sibillini, tra cui svetta tra tutti il monte Vettore, alto 2476 metri, costituiscono poco più del 30% del territorio marchigiano e rappresentano un sorprendente contrasto al paesaggio collinare dell'entroterra e a quello pianeggiante del litorale marittimo. In alcuni punti, le zone montuose si spingono addirittura fino al mare, accentuando così questa contrapposizione straordinaria tra mare e montagna, tipica della nostra regione: un magnifico esempio è quello del monte Conero, nei pressi di Ancona, un altro è quello del monte Brisighella, tra Pesaro e Gabicce mare.
È comunque innegabile il fascino dei monti Sibillini, che offrono spettacoli naturali di rara bellezza, come l'incantevole valle dell'Infernaccio, con le sue caratteristiche cascate a goccia, la lussureggiante valle del Fiastrone, dove il torrente ha lasciato le sue impressionanti tracce, e soprattutto il delizioso lago di Pilato, adagiato ai piedi del monte Vettore, a 1949 metri di altezza, unico bacino naturale della nostra regione.
Tra faggete, aceri e agrifogli, tra immense distese verdi, tra stretti sentieri costeggiati da piccoli torrenti che si ritagliano faticosamente la strada, si entra, così, nel parco nazionale dei monti Sibillini, un luogo magico e suggestivo, quasi sacro, avvolto dal mito e dalla leggenda, oltre che da un'atmosfera di purezza e di pace.
La leggenda vuole, infatti, che la profetessa Sibilla vivesse in una caverna nelle viscere del monte omonimo, attorniata dalle sue fate ancelle. Queste misteriose creature, dalle sembianze non del tutto umane, uscivano dalla grotta in cui vivevano soltanto di notte e, grazie alla loro zampe di capra, riuscivano facilmente a muoversi tra le scoscese pendici dei monti. Si narra anche che scendessero a valle per insegnare a tessere e a filare la lana alle donne, oppure per danzare con i giovani pastori nelle notti di luna piena. Tuttavia, dovevano rientrare nella loro buia dimora prima del sorgere del sole per non essere estromesse dal regno incantato della Sibilla.
Anche il lago di Pilato è legato a un mito secondo il quale il corpo del governatore Ponzio Pilato, chiuso in un sacco, venne trascinato da un carro trainato da bufali e gettato nelle acque del lago, che poi da lui prese il nome e che, da quel giorno, cominciò a tingersi di rosso. In effetti, il lago di Pilato presenta delle sfumature di colore rossastro dovute, però, alla presenza nelle sue acque di un piccolo crostaceo che, per le particolari condizioni climatiche, è riuscito a sopravvivere solo ed esclusivamente in questo lago.
Non possiamo dimenticare, poi, l'altro grande parco nazionale, quello dei monti della Laga, caratterizzato da boschi di pioppi, salici e castagni e da spettacolari cascate, come quelle della Prata e della Volpara, che chiude la regione fino ad arrivare al massiccio del Gran Sasso in Abruzzo. Un territorio ancora in gran parte selvaggio, ma proprio per questo sempre emozionante e coinvolgente.
Un paesaggio montano, dunque, pittoresco e variegato, un altro fiore all'occhiello della nostra bella regione a cui " i monti Azzurri", come li chiamava affettuosamente il poeta Giacomo Leopardi, fanno da splendida e mirabile cornice.
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11/03/2013
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