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Intervista sullo Yoga al diacono Antonio Barra

| Perchè parlare dell Yoga? Lo yoga è considerato da molti come risposta alla profonda crisi di valori che affligge il nostro mondo occidentale secolarizzato.

di Stefania Mezzina

Essi hanno pensato di rivolgersi all'oriente per trovare le risposte che riguardano i bisogni profondi relativi agli interrogativi della vita, alla necessità di una spiritualità che la tradizione cristiana propone da secoli e che non hanno saputo scorgere. Nelle scuole occidentali di yoga raramente si parla della liberazione dell'anima dal ciclo delle reincarnazioni, ma piuttosto del successo nel mondo.

Questa trasformazione del significato di yoga nell'occidente porta con sé un giudizio errato, sembra che si tratti soltanto di un esercizio fisico. Queste esperienze iniziali, spesso soltanto apparentemente positive, inducono molti uomini ad occuparsi più da vicino dello yoga, a penetrarne più profondamente la sua dottrina. Ecco perché molti ne sono sedotti e cadono nell'inganno. Gli esercizi fisici però sono difficilmente separabili dagli aspetti spirituali. Anche lo spirito dell'uomo vi si trova inserito.

Come veri iniziatori, dietro le quinte ci sono dei maestri di yoga formati nello yoga dell'induismo indiano e che hanno un piano preordinato per condurre gli allievi alla meta dello yoga indiano. Perciò il cammino iniziale di esercizi fisici, respiratori e di rilassamento, conduce ad ulteriori esercizi di conoscenza di se stessi, di tecniche di dominio dello spirito e dell'anima. Con questo per rispondere alla questione discussa, e cioè che il metodo yoga non si può separare dall'induismo. Dobbiamo insistere nel dire quello che viene praticato nei paesi occidentali non è soltanto una ginnastica che favorisce la salute: chi pensa cosi è vittima di un inganno, poiché in ultimo questi esercizi non sono separabili dalle concezioni speciali dell'induismo e del suo mondo spirituale occulto.

CHE COSA È LO YOGA?
Secondo l'induismo lo yoga è un insieme di metodi che, con l'aiuto dell'ascesi, di esercizi fisici, di tecniche di respirazione e di meditazione, dovrebbe liberare l'anima umana di tutto il suo peso materiale e terreno. Questa liberazione tanto ricercata ha un doppio significato: non è intesa soltanto per l'esistenza presente dell'uomo che pratica lo yoga, ma soprattutto per il ciclo delle reincarnazioni. Secondo l'antica concezione induista a dipendenza del suo "Karma", l'anima impura dell'uomo deve rientrare sempre in un seno materno e nascere di nuovo.

Soltanto quando riesce per propria forza a purificarsi, raggiunge la redenzione e con questa la liberazione da nuove reincarnazioni. La redenzione induista significa anche che l'anima individuale (Atman) è alla fine identica all'anima cosmica (Brahman). Nello yoga indiano c'è la concezione che ogni anima, nella sua natura e sostanza, è unita nel suo profondo alla divinità. Qui sta la tentazione segreta dello yoga: esso insegna che l'uomo è Dio.

È VERO CHE DIVERSE SONO LE SCUOLE DI YOGA?
Sì! Le diverse scuole di yoga si distinguono per il loro metodo. Lo Hatha-Yoga dà molta importanza alle tecniche propriamente corporali, a certe posizioni (Asanas), a tecniche respiratorie (Pranayama). In queste ultime si tratta principalmente di rallentare arbitrariamente o volutamente il respiro, e questo effettua nell'esperienza un rallentamento del pensiero, uno svuotamento artificiale della coscienza. Altre scuole preferiscono tecniche meditative, per esempio il Mantra-Yoga, che lavora con la ripetizione dei mantra, ad alta e bassa voce o nel silenzio.

Questi mantra sono formule magiche che spesso non hanno un significato linguistico o grammaticale, come per esempio il mantra "OM". Essi dovrebbero esprimere immediatamente forze primitive divine o cosmiche, per esempio gli dei Vishnu, Shiva o l'anima cosmica Brahman. Mediante la ripetizione incessante di tali formule, gli indù pensano di identificarsi con le potenze rappresentate in queste formule medesime. L'uomo perciò non si presenta umile davanti al suo Creatore, ma tenta attraverso i mantra di realizzare una sua latente identità divina, che in ultima analisi è pagana. La maggioranza delle scuole di yoga nell'occidente sono sotto l'influsso dell'Hatha-Yoga.

Gli esercizi insegnati in questa scuola dovrebbero fortificare principalmente il corpo, mantenere elastiche le articolazioni, disintossicare gli organi, tranquillizzare i nervi e così aiutare gli uomini a condurre una vita armonica per riuscire meglio ad affrontare lo stress quotidiano. Apparentemente lo Hatha-Yoga è innocuo e non religioso; con esso si cerca di essere coscienti delle proprie capacità fisiche grazie agli esercizi nei corsi di ginnastica.

Questa forma di yoga è una preparazione per il "cammino regale" del "Raja-Yoga". Certi aspetti del pensiero induistico devono essere accettati anche nello Hatha-Yoga. Gli esercizi apparentemente di pura ginnastica sono orientati spiritualmente e hanno effetti spirituali. Questo si manifesta attraverso i suoi nomi come "sede del perfetto", "la posizione eroica", "la sede del Loto", eccetera. In questi esercizi, non solo le membra sono attivate, ma vi sono anche effetti sugli organi interni e sulle ghiandole e su certi centri nervosi.

QUALI SONO GLI SCOPI DELLO YOGA?
Anche se le singole scuole hanno le loro dottrine specifiche, nello yoga classico si tratta del tema principale che è scoprire se stesso, quella parte essenziale, pura e divina in sé: il Dio nell'uomo. Su quale via si trova il Dio in sé secondo lo yoga? La via da seguire è lo svuotarsi interamente di se stessi, con l'aiuto di esercizi fisici, per aprirsi alle potenze cosmiche che agiscono nell'universo. Mediante questo, l'uomo si potrà unire alla fonte dell'energia presente in tutto l'universo, per esempio nell'aria, nell'acqua e nell'alimentazione.

Così l'uomo diventerà Dio, cioè si eleverà allo stato originario, senza macchia, innocente, per diventare un superuomo. Nella sua essenza lo yoga è dunque una forma di autoredenzione! Nello yoga l'uomo non è l'immagine di Dio danneggiata dal peccato originale, ma è Dio stesso.

È VERO CHE LO YOGA METTE IN CONTATTO CON FORZE SOPRANNATURALI?
Il fatto che nello yoga si tratta di forze soprannaturali è dimostrato dai mantra, dei quali abbiamo parlato. La meditazione trascendentale del Maharishi Mahesh Yogi, che è largamente diffusa, agisce principalmente con questi mantra. Il Maharishi dice ai suoi allievi che i suoi mantra sono di origine indù, però non dice loro nulla sulle potenze, cioè sulle divinità induiste che si identificano in queste forze, parla soltanto di "vibrazioni fisiche". In questo modo una tecnica magica religiosa di origine pagana viene interpretata come una "scienza della intelligenza creatrice".

Ernesto Gogler, un indiologo di Basilea, nel settembre 1974 ha scritto sul "Kirchenboten" un articolo nel quale faceva le seguenti osservazioni sui mantra: "L'occultamento dei mantra davanti al pubblico e ai principianti e il nascondere le potenze che stanno dietro ad essi, confermano il fatto che i mantra non possono essere paragonati alla preghiera o alla meditazione in senso biblico.

I mantra sono sillabe magiche o formule occulte." Che le pratiche di yoga sin dall'inizio nell'India antica siano miste a magia e forze occulte, appare chiaramente quando si sente che i manuali tradizionali di yoga promettono all'allievo forze soprannaturali (Siddhis), durante il progresso in questo cammino .Mircea Eliade, il grande antropologo e conoscitore di yoga, scrive: "Uno yogi in India ha sempre avuto la fama di essere un Mahasiddha, come un possessore di forze occulte, un mago."

Tra queste capacità vi sono: "La forza di raggiungere qualsiasi oggetto da qualsiasi distanza, la volontà irresistibile del dominio sugli elementi e il compimento dei desideri" (citazione secondo Eliade: Yoga, pag. 97). Ma se le potenze alle quali gli adepti dello yoga alla fine si aprono sono potenze oscure, allora esse non potranno mai portare una soluzione, la liberazione e l'armonia, come viene invece affermato in questa dottrina. Il distruttore di ogni felicità, di ogni gioia e armonia, di ogni bene; è Satana è lui che sta dietro tutti gli idoli e gli dei è l'oppositore per eccellenza ed è anche lui che sta dietro le dottrine induiste.

MA PUO' ESISTERE UNO YOGA CRISTIANO?
In una intervista al Card. Ratzinger nel 1999 fu chiesto appunto se può esistere' uno yoga cristiano' e lui rispose: "Nel momento in cui lo si chiama "yoga cristiano" è già ideologizzato e appare come una religione, e questo non mi piace tanto. Mentre sul piano puramente fisico, ripeto, alcuni elementi potrebbero anche sussistere. Occorre stare molto attenti riguardo al contesto ideologico, che lo rende parte di un potere quasi mistico. Il rischio è che lo yoga diventi un metodo autonomo di "redenzione", priva di un vero incontro tra Dio e la persona umana. E in quel caso, siamo già nel trascendente.

E' vero che anche nella preghiera e nella meditazione cristiana la posizione del corpo ha la sua importanza, e sta a significare un atteggiamento interiore, che si esprime anche nella liturgia. Ma nello yoga i movimenti del corpo hanno una diversa implicazione di rapporto con Dio, che non è quella della liturgia cristiana. Occorre la massima prudenza perché dietro questi elementi corporali si nasconde una concezione dell'essere come tale, della relazione tra corpo e anima, tra uomo, mondo e Dio.

Bisogna poi tenere presente che non è possibile coniugare il mantra con la preghiera cristiana perché il mantra è una preghiera rivolta non a Dio, ma ad altre divinità che sono idoli". È dunque manifesto e chiaro che non può esistere una forma cristiana di yoga. È sconcertante che nei paesi occidentali molti usano lo yoga sotto vesti cristiane, per esempio, mettono parole cristiane e orazioni come il Padre Nostro al posto dei mantra. Ci sono perfino teologi che favoriscono questi esercizi e invitano gruppi cristiani a simili pratiche: sarebbe il cammino per ravvivare una vita di preghiera esangue! Lo yoga sarebbe una via che si potrebbe usare per la meta cristiana.

Una cosa è chiara: lo yoga e la fede cristiana si escludono a vicenda per il fondamento, il cammino e la meta: la dottrina dell'autoredenzione è già completamente contraria alla fede cristiana. L'uomo è peccatore e non ha assolutamente alcun potere per redimersi attraverso esercizi fisici e spirituali con i quali pensa di elevarsi sempre più in alto fino a diventare un uomo-dio.

PERCHÈ PER MOLTI QUESTO ALLONTANAMENTO DA CRISTO E DALLA CHIESA?
Questa è una questione profonda legata alla situazione attuale del mondo. Le radici di questo comportamento che oggi noi vediamo sono tante e si sono sviluppate nel corso di un'epoca, anche se solo oggi emergono in tutta la loro forza. Sembra che l'elemento ultimo sia quello, ancora una volta, del capitolo 3 della Genesi: la superbia dell'uomo che intende fare di sé stesso Dio e non accetta di sottomettersi a Lui.

C'è dietro la volontà di prendere nelle proprie mani Dio e non di mettersi nelle sue mani. In termini spirituali, il prezzo di queste pratiche comporta la perdita della fede e la perversione della relazione uomo - Dio, e un disorientamento profondo dell'essere umano, cosicché alla fine l'uomo si sposa con la menzogna. Come dice S. Agostino dobbiamo avere amore per il peccatore e non per il peccato.

Dobbiamo sempre vedere nell'uomo che è caduto in questi errori una persona creata e chiamata da Dio, alla quale testimoniare che solamente il Cristo è il Salvatore e il Redentore e che è venuto per distruggere le opere delle tenebre e di satana (1 Giovanni 3, 8). Egli è il Signore e il Vincitore su Satana e su tutti i demoni, sulle autorità e sui dominatori di questo mondo di tenebre e sugli spiriti del male che sono come dice S. Paolo sotto il cielo.

31/05/2011





        
  



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