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Colonnella all’attacco: “Il partito mi ha ostacolato”

San Benedetto del Tronto | Finite le elezioni si parla finalmente fuori dai denti: “L’unità va praticata, non solo predicata. Lavoreremo per un partito coeso e plurale”. D’Erasmo Segretario? Ha dimostrato in campagna elettorale di non poter garantire l’equilibrio di cui c'è bisogno

di Sara Matera

Pietro Colonnella

A dieci giorni dalle elezioni regionali l'analisi di Pietro Colonnella è tutt'altro che rassegnata. "Porterò la voce dei miei 4.714 elettori all'interno del PD. Dobbiamo costruire un partito coeso, largo e plurale, fatto di persone e non di personalismi". "L'unità di cui tutti parlano non si impone - aggiunge l'ex Sottosegretario -, ma si conquista con un atteggiamento di ascolto e di apertura al dialogo, evitando esclusioni e ostracismi che in questi anni non sono stati risparmiati ad una parte del partito e in particolare alla mia persona". "La condizione di isolamento in cui mi sono trovato a condurre la campagna elettorale non l'ho cercata ma subita": questa la risposta alle velate accuse di Gaspari che non perde occasione per sottolineare l'importanza del lavoro di squadra.

Decisamente negativa la valutazione dell'andamento delle elezioni a livello nazionale: "Un voto complessivamente mediocre; la sconfitta in Piemonte e Lazio dà il tono ad un risultato complessivo che per il PD è tutt'altro che brillante". Morale: "Non possiamo permetterci esclusioni: l'alleanza con l'Udc non è sufficiente, dobbiamo lavorare per includere anche la sinistra radicale". Con una battuta: "Sono finiti i tempi in cui la maggioranza era garantita, oggi per noi tutti sono importanti".

Per evitare il fisiologico immobilismo post elettorale, che il PD sembra non potersi permettere, Colonnella ha annunciato di voler inviare a breve una lettera al Segretario Cittadino Felice Gregori per sollecitare l'attività del partito, soprattutto in funzione della necessaria conquista di un assessorato forte in Regione: "Questa è una fase dinamica - ha aggiunto l'ex Sottosegretario -, non possiamo permetterci di aspettare immobili le decisioni di Spacca. Il partito può e deve dire la propria fornendo al Governatore una rosa di nomi per l'assessorato".

Colonnella spera dunque di "rientrare dalla finestra" e conquistarsi un assessorato in Regione? A domanda diretta nessuna conferma, l'onorevole si limita a dichiarare: "Ritengo che si debbano esplorare prima le possibilità e le competenze degli eletti. Il mio è stato comunque un risultato importante soprattutto perché omogeneo nel territorio".

Colonnella guarda dunque al futuro, ma anche al passato. Spenti i riflettori della campagna elettorale è venuto il momento di attribuire le dovute responsabilità: "Il partito locale mi ha sempre ostacolato; in Provincia, durante il mio incarico di Sottosegretario e nel 2008, quando decise all'unanimità di sostituire Agostini con Donati nonostante l'allora Segretario Nazionale Piero Fassino avesse espressamente fatto il mio nome".

Questa campagna elettorale, condotta senza alcun sostegno istituzionale, rappresenterebbe dunque l'ulteriore dimostrazione di una volontà della dirigenza locale di "farlo fuori"; lo dimostra il fatto che qualcuno nel PD sambenedettese abbia espresso rammarico per la non elezione di Vignoli (del PdL), senza citare lo sconfitto "compagno" di partito Colonnella. Paolo Perazzoli, al contrario, avrebbe sempre potuto contare sull'appoggio del Sindaco Gaspari e del Vice Sindaco Di Francesco, "coordinati" - questo il termine usato in tono ironico da Colonnella - dall'Assessore alle Politiche Sociali (moglie di Perazzoli) Loredana Emili.

L'ex sottosegretario non ha risparmiato nemmeno il Sindaco di Ripatransone e Consigliere Provinciale Paolo D'Erasmo, accusato di aver esercitato una pressione eccessiva nei confronti dell'elettorato ripano: "ho letto della possibilità di un suo incarico importante a livello provinciale - ha commentato Colonnella -; per certi ruoli serve un atteggiamento misurato e rispettoso nei confronti di tutte le anime del partito, che lui non ha dimostrato".

Un'assemblea vivace e partecipata che si è trasformata in un acceso anticipo di quanto avverrà nel PD a partire da mercoledì prossimo, quando si svolgerà un'assemblea degli iscritti, alle 21.00 all'Auditorium Comunale. Hanno preso la parola lo "storico" onorevole del PCI Paolo Menzietti, fortemente critico nei confronti dell'attuale dirigenza, il Coordinatore del Circolo PD di Porto D'Ascoli Valentino Casolanetti, in difesa dei circoli sambenedettesi e il "traditore" Pippo Quinzi, passato all'Italia dei Valori, che ha evocato lo spettro di Beppe Grillo e delle liste civiche nate sul web.

Insomma...la campagna elettorale è finita, ma la "guerra" per il PD deve ancora cominciare.

09/04/2010





        
  



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