Impianti fotovoltaici e tutela del paesaggio: Rossi commenta le preoccupazione della Coldiretti
Ascoli Piceno | "Il paesaggio è un bene non delocalizzabile e non riproducibile, mentre per il fotovoltaico lalternativa cè i 440 ettari di coperture industriali".
di Redazione
Massimo Rossi
"Il fatto che un'organizzazione autorevole come la Coldiretti senta il bisogno di levare un grido d'allarme contro l'impiego indiscriminato di terreni coltivabili per l'installazione di grandi impianti fotovoltaici, mi conforta e mi preoccupa allo stesso tempo".
Massimo Rossi, Candidato Presidente della Regione Marche commenta le affermazioni della Coldiretti: "Mi conforta sapere che i diretti interessati, cioè i coltivatori, condividano le stesse preoccupazioni che la Giunta provinciale da me presieduta espresse con la delibera n. 236 del 5 giugno 2009 (uno degli ultimi atti prima delle elezioni). Con essa si fornivano indirizzi ai Comuni affinché redigessero piani per privilegiare ‘l'istallazione degli impianti nelle zone industriali ampiamente presenti in tutti i territori comunali o in quelle agricole limitrofe alle stesse o in generale sulle coperture degli edifici produttivi sparsi, edifici pubblici, ecc.' "
La preoccupazione del Candidato della sinistra è invece motivata dal fatto che "se gli stessi agricoltori denunciano questa tendenza a privilegiare gli interessi economici di pochi rispetto alla tutela del paesaggio e quindi all'interesse di tutti, la strada intrapresa sta diventando pericolosa".
"Vorrei capire - chiede Rossi - che cosa pensano di questo accorato appello degli agricoltori quei sindaci del Piceno, tutti di area PD, che quando la Provincia prospettò l'esigenza dell'atto di indirizzo poi adottato, insorsero affermando che ‘i grandi impianti fotovoltaici a terra non vanno considerati pregiudizievoli della salvaguarda ambientale' (lettera del 24 settembre 2008). Forse avevano già sottoscritto qualche cambiale elettorale?"
"Il piano di delocalizzazione in atto non interviene minimamente - secondo Rossi - sui terreni già acquisiti dagli imprenditori, magari lungo declivi incantevoli, pronti per essere coperti da distese di silicio grigio e tralicci metallici! E' in questa direzione che si muove la recente proposta di una multinazionale sostenuta dal responsabile della Sezione "Energia e Nuove Tecnologie" di Confindustria Ascoli Piceno, non a caso uno degli imprenditori del settore più illuminati che ha il Piceno".
"La mia storia e i fatti prodotti in cinque anni di governo della Provincia - ribasce Rossi - dimostrano come io non possa essere tacciato di ostilità verso i pannelli fotovoltaici. Parlo non solo dei 7 milioni investiti dalla Provincia per realizzare 22 impianti fotovoltaici sui tetti delle scuole e degli edifici istituzionali per una potenza installata di 1 megawatt, ma anche di tutte quelle azioni (corsi di formazione per tecnici del settore, incentivi all'installazione di impianti domestici, protocolli con le banche per sostenere gli investimenti necessari, ecc,) che ci hanno permesso (fonte "Sole24ore" su dati del Gestore Elettrico Nazionale) di diventare la provincia più fotovoltaica delle Marche".
Il paesaggio è un bene non de localizzabile e non riproducibile, mentre per il fotovoltaico l'alternativa c'è, "e la spiegammo a suo tempo ai Sindaci e all'opinione pubblica: dai dati dei SIT, Sistema informativo territoriale, della Provincia risulta che nel territorio delle province di Ascoli e Fermo vi sono circa 440 ettari di coperture industriali. Se fossero utilizzate per installarvi pannelli fotovoltaici, si otterrebbe una produzione di energia pari a tutta quella che oggi questi territori producono per il proprio fabbisogno".
09/03/2010
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