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Divisione del patrimonio fra province, necessaria una rapida conclusione

Ascoli Piceno | Alcuni sindaci intervegono per esprimere la loro opinione sulla divisione patrimoniale delle nuove realtà amministrative che si andranno a creare.

Riceviamo e pubblichiamo l'intervento di alcuni Sindaci del Piceno in merito alla spartizione del patrimonio delle nuove province: Domenico Gentili (Rotella), Achille Castelli (Montefiore dell'Aso), Guido Mastrosani (Montalto delle Marche), Luigi Merli (Grottammare), Giuseppe Torquati (Cupra Marittima), Nazzarena Agostini (Appignano del Tronto), Barbara Capriotti (Acquasanta Terme).

Il clima che traspare da alcuni titoli di giornale in merito alla riunione di mercoledì scorso tra il Presidente della Provincia Massimo Rossi ed i sindaci del Piceno sulla divisione del patrimonio non risponde in alcun modo alla realtà; una riunione dai toni pacati, costruttiva ed improntata al dialogo, sembra trasformarsi in un tifo da stadio pre-elettorale che poco ha a che fare con una politica responsabile che basa il suo successo sui programmi per lo sviluppo del territorio.

Dalla riunione, che si è svolta attraverso un colloquio franco e sereno, è emersa con chiarezza la volontà degli amministratori comunali e provinciali di voler responsabilmente concludere il lungo percorso della divisione. Dal cronoprogramma stilato dalla Provincia si è capito infatti che solo lavorando intensamente si riuscirà a consegnare ai futuri presidenti di Ascoli e Fermo due territori capaci di partire senza pesanti fardelli.

I sindaci sono consapevoli che proprio in fasi di difficoltà come queste è loro richiesto l'equilibrio del buon padre di famiglia, che mai cede a fanatismi e strumentalizzazioni di parte. Per questo hanno riconosciuto nelle tappe del faticoso cammino della divisione, illustrate dal Presidente Rossi e dagli stessi Sindaci facenti parte della commissione paritetica dell'Ascolano, un lavoro amministrativo e politico condotto con impegno, approfondimento e serietà. Certo, su singoli punti e questioni gli approcci possono essere diversi e le scelte in campo molteplici, ciascuna con i propri pro e i propri contro; ma quel che conta è che - ad oggi - non risulterebbero significative differenze tra le proposte maturate a seguito dell'articolato processo decisionale attivato dalla Provincia e quelle avanzate da altri soggetti, tra cui il Dott. Alleva.

La proposta di divisione del patrimonio a cui si è giunti è figlia di una lunga negoziazione che, in modo equilibrato ed equo, ha cercato di sciogliere i nodi che strada facendo si sono incontrati, arrivando ad una soluzione certamente perfezionabile, ma che sicuramente è la più condivisa e che è irresponsabile rinviare all'infinito, lasciando magari la decisione al commissario governativo De Feis.

I sindaci presenti, ciascuno con le proprie posizioni, hanno serenamente riconosciuto il lavoro fino ad ora svolto e, pur chiedendo un ulteriore resoconto tecnico su alcuni criteri e proposte al fine di non lasciare inesplorato alcun approfondimento, tutti indistintamente sono stati concordi sulla necessità di una rapida chiusura del percorso.

E ciò soltanto perché, vivendo questo territorio, i sindaci si sono assunti la responsabilità di accompagnarlo nel difficile processo della divisione, impegnandosi a governare questo percorso che, proprio perché doloroso, non ammette fughe o tatticismi ma richiede rispetto del bene comune ed intelligente spirito costruttivo.
 

28/11/2008





        
  



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