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Intervista al celebre pianista argentino Alberto Neuman

San Benedetto del Tronto | Neuman il 1° marzo inaugurerà la stagione concertistica in Riviera. Gradito ritorno nelle Marche del maestro che iniziò la sua carriera allo "Spontini" di Ascoli Piceno, 50 anni fa.

di Tiziana Capocasa

Alberto Neuman

Gradito ritorno del celebre pianista argentino Alberto Neuman nelle Marche con un concerto-conferenza dedicato all'arte pianistica di Arturo Benedetti Michelangeli. Il 1° marzo a San Benedetto del Tronto, teatro San Filippo Neri, ore 21,15. Evento con cui si apre la stagione concertistica del Comune di San Benedetto del Tronto, organizzato dall' assessorato alla Cultura e dall'Istituto musicale Vivaldi con la collaborazione del Centro di Documentazione " Arturo Benedetti Michelangeli" di Brescia.

Il maestro eseguirà musiche di Bach-Busoni, Clementi, Chopin, Debussy, Piazzolla. Alberto Neuman ritorna nelle Marche, a distanza di quasi mezzo secolo. Alla fine degli anni '50 è stato infatti docente all'Istituto Musicale "Spontini " di Ascoli Piceno dove diede diversi concerti al Teatro Ventidio Basso.

Nell'intervista fiume il musicista che vive in Francia ricorda con nostalgia il periodo ascolano "in cuor mio, non me ne sono mai andato dalle Marche" , la statura umana e professionale del suo maestro, Arturo Benedetti Michelangeli e i suoi insegnamenti, più validi ed attuali che mai. Ed anticipa che in omaggio alla città, eseguirà un brano di Debussy sul tema dell'acqua.

E' contento di ritornare nelle Marche, che effetto le fa questa rentrèe?
"Sono più che contento, sono felice! Per me non è un ritorno perché il mio cuore non è mai andato via ma è rimasto sempre nelle Marche. L'emozione c'é comunque, dato che dopo tanti anni mi sentirò come un astronauta dopo un viaggio intorno all'universo, in un nuovo contatto nello spazio-tempo!"

Maestro Neuman, che ricordi conserva del periodo ascolano, quando insegnava all'Istituto musicale Spontini?
"L'insegnamento presso l'Istituto Spontini di Ascoli Piceno è stato l'inizio della mia esperienza didattica. In seguito ho insegnato a Roma insieme a Maura Cova, anch'essa allieva del Michelangeli, abbiamo fondato una scuola privata e siamo stati assistenti di Fedele D'Amico per la Storia della Musica all'Università di Roma. A Parigi ho continuato la mia carriera nell'insegnamento al C.N.R. Superiore di Parigi e qui, ad Angoulême, sempre in Francia, ho terminato la mia carriera ufficiale d'insegnante. Ma Ascoli fu l'inizio, cioè un po' come il "primo amore"! I ricordi ascolani sono tanti, potrei scriverne un libro, credo. Amici, paesaggi, escursioni, allievi fedeli, colleghi. Ero affascinato da tutto!"

Come approdò ad Ascoli Piceno, che atmosfera culturale si respirava allora nella città?
"All'inizio della mia carriera in pubblico e nei concorsi conobbi Carlo Frajese, pianista e direttore d'orchestra, suo padre aveva delle responsabilità nel Comune di Ascoli ed era presidente dello Spontini; nacque una grande amicizia e loro mi invitarono ad insegnare allo Spontini; andai quindi ad abitare ad Ascoli. Lo Spontini irradiava entusiasmo, ed era il vero centro della vita musicale ascolana a quel tempo. Carlo dirigeva l'orchestra dell'Istituto, io ero il pianista dell'orchestra e del gruppo Corale, abbiamo studiato ed eseguito in pubblico molti capolavori, "Le Quattro Stagioni" di Vivaldi, i "Carmina Burana" di Orff, il "Carnevale degli Animali" di Saint-Saens. I due solisti ai pianoforte eravamo io e il mio meraviglioso collega ed amico Bruno de Grassi che avevo già avuto come compagno di studi all'Accademia di Santa Cecilia nella classe di Carlo Zecchi. Bruno si era sposato ad Ascoli. Poi lasciai Ascoli perché avevo bisogno di perfezionarmi e desideravo farlo con Michelangeli"

Quali musicisti ha conosciuto?
"Ad Ascoli ho conosciuto molti musicisti, concertisti di valore; Frajese aveva creato la stagione di concerti e spesso accompagnavo soprattutto gli stranieri per visitare la città e i dintorni, a volte fino in alto del Colle San Marco! Mi ricordo soprattutto dell'entusiasmo che destarono quei paraggi nel grande artista francese Claude Helffer"

D'estate trascorreva le vacanze sulla Riviera delle Palme?
"Nei periodi estivi andavo soprattutto a San Benedetto del Tronto, quando ero solo prendevo l'autobus e la sera ritornavo ad Ascoli; infatti non avevo automobile. Visitavo anche la città, a mezzogiorno scoprivo i ristoranti, poi ritornavo per riposarmi sulla spiaggia. Ho amato sempre l'elemento acquatico, io sono un Sagittario, ascendente Pesci! Maura Cova, sempre geniale, era una favolosa astrologa fra l'altro. Sono impaziente di rivedere San Benedetto"

In quale occasione conobbe Arturo Benedetti Michelangeli?
"Ho incontrato Michelangeli per la prima volta a Buenos Aires nel 1949, già all'epoca la sua arte pianistica era leggendaria. Ho suonato per lui in una delle più belle case della città, dai Landini-Favelevic, dove lui studiava tutti i giorni del suo lungo soggiorno a Buenos Aires. Lui era su una poltrona un po' lontano dal piano, io tenevo le mani appoggiate sulle ginocchia. Prima di incominciare lo guardai, era pallidissimo ed io pensai: "quanto mi dispiace, questo geniale giovane uomo non potrà vivere più di un mese ancora!". Michelangeli aveva l'aria distratta, a volte gli occhi si giravano e le orbite rimanevano bianche, era terribilmente impressionante; ma appena ho incominciato a distaccare la mia mano sinistra dal mio ginocchio per portarla verso la tastiera, lui annuncio': "Mazurca in La minore!". Mi sembrava di essere davanti ad un mago o di un indovino! Da quel momento si è stabilita la mia comunicazione col Maestro"

Ha studiato con illustri maestri (Vincenzo Scaramuzza, Carlo Zecchi, Gieseking) perché, poi, ha deciso di perfezionarsi con Benedetti Michelangeli?
"E' vero, ho studiato coi grandi maestri: a Buenos Aires appartenevo alla scuola di Scaramuzza, allievo lui stesso in Italia del Rossomandi, era la Scuola italiana in tutto il suo splendore, incomparabile, dato che il pianoforte è nato in Italia e che il padre della composizione pianistica fu il Clementi, autore che il Michelangeli faceva studiare innanzi tutto! Il M° ammirava molto sia Zecchi che Gieseking che furono, infatti, anche i miei maestri. Sono stato anche da Kempff in seguito e da altri celebri maestri; ma, in un certo senso avevo l'impressione di dover mettere un po' di ordine nelle mie idee nate da queste esperienze. D'altra parte, lettore appassionato di romanzi gialli, avevo sospettato che il misterioso Michelangeli custodiva un segreto e quindi volevo scoprire la verità. Volevo accingermi a compiere il passo più avventuroso che si possa immaginare"

Nel 1961 vinse il premio Viotti di Vercelli. Come si preparò a quell'importante concorso? Come cambiò la sua vita?
"I concorsi mi hanno aiutato ad arricchire il mio repertorio. Mi piaceva studiare, mi preparavo come uno sportivo. Per preparare il Viotti del 61 esagerai! Studiavo in media 12 ore al giorno, dimenticando persino di mangiare, bevevo solo caffè. Per diversi mesi. Ogni tanto mi sdraiavo al suolo per rilassare la schiena come fanno gli attori del metodo Stanislavski. Persi 25 kg! I premi permettono di farsi conoscere. Il Viotti aumentò il mio punteggio quando mi presentai in Francia per ottenere degli incarichi di rilievo nei più importanti Conservatori. Oggi sono meno amico dei concorsi. Michelangeli pensava che il vero giudice è il pubblico"

Qual è l' insegnamento più importante di ABM?
"Il nocciolo dell'insegnamento di ABM risiede nel suo sistema tecnico elementare che lui desiderava perfezionare durante tutta la sua vita per farlo diventare semplice fino a ridurlo ad una formula. Come Einstein per la teoria della relatività! Quello era il dominio segreto del Michelangeli. Grazie alla mia amicizia col mio compagno di studi , Boccanegra, abbiamo potuto, insieme, penetrare l'universo segreto del Maestro. Semplice è vero, ma nello stesso tempo difficile da realizzare! E' un metodo oscillatorio, cioè ispirato dalle antiche leggi greche e latine della doppia natura intima del ritmo: il sollevamento e l' appoggio.

E' la legge della Natura, il sistema più affascinante che esiste nel mondo intero; ed io mi sono messo in testa, dopo tanti anni di meditazione, di lavoro e di insegnamento, di fare il possibile, con le modeste forze che possiedo, per farlo conoscere, cominciando i miei omaggi in pubblico al Maestro con alcune brevi spiegazioni ed esempi. Poi continuo con opere di repertorio studiate con lui, con una breve spiegazione, prima di ogni brano. Per San Benedetto, in omaggio alla città, abbiamo pensato con il musicologo Stefano Biosa, che io suoni un pezzo di Debussy in relazione con l'acqua che ispirava moltissimo gli impressionisti anche nella pittura. Durante la mia breve intervista si vedrà un video di ABM suonando lo stesso pezzo: un esercizio pericoloso che abbiamo intitolato: "Il Maestro e l'allievo". Lui desiderava aprirci una porta, ma ci spronava a percorrere in seguito il cammino con le nostre forze e con le nostre intuizioni: deontologia di incomparabile nobiltà"


Un ricordo di ABM uomo
"ABM mi disse che io sceglievo bene le mie letture. Da quel momento gli offrivo ogni libro che terminavo di leggere; in seguito ne discutevamo. In viaggio da Trento a Bolzano mi diede le sue impressioni sul "Gioco delle perle di Cristallo" di Herman Hesse e nello stesso tempo spingeva la sua Ferrari al massimo della velocità dicendomi: "Non avere paura, Alberto, posso concentrarmi come si deve nelle due cose nello stesso tempo, nei pensieri sul libro e nel condurre la mia Ferrari! Michelangeli era l'uomo più generoso e distaccato dai beni materiali che abbia mai incontrato, nemico del culto della personalità e di certi aspetti superficiali della società dello spettacolo!" 

Come ha scoperto il pezzo Carillon che eseguirà al concerto di San Benedetto?
"Il "Carillon" che mi sembra il più bello che sia mai stato composto, è opera del padre del Maestro, Giuseppe Benedetti Michelangeli. ABM lo suonò alla fine degli anni 30 e recentemente il musicologo Stefano Biosa lo ha scoperto e me l'ha inviato, e l'ho studiato con passione. L'estate scorsa l'ho suonato in pubblico a Parigi"

Appuntamento da non perdere per gli appassionati di musica classica. Nell'occasione verrà proiettato uno straordinario filmato inedito di ABM accompagnato dall'Orchestra della Radio televisione francese diretta dal M° rumeno Celibidache nell'esecuzione del concerto n.5 per pianoforte ed orchestra"Imperatore" di Beethoven.

25/01/2008





        
  



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