In merito alla questione della vendita immobiliare di alcuni fabbricati dell'agroalimentare
San Benedetto del Tronto | La posizione di Marcheggiani Francesco
di Marcheggiani Francesco
- al cda del caap
- al pres. Prov. Rossi
- al cornmissari.o dr Tappelli
- al responsabile del
servizio commercio
della Regione Marche
- al candidato sindaco Gaspari
Il sottoscritto Marcheggiani Francesco dopo gli interventi di risposta che ho letto sui giornali del cda del CA.AP e del pres. della prov. Rossi purtroppo constato che nessuno ha spiegato perché non è stata fatta l'asta pubblica per vendere gli immobili e come avete fatto ad aggirare la legge regionale che vieta dì smembrare il centro agroalimentare.
E' sottinteso che avrei preferito che il CAÀP facesse i suoi compiti istituzionali fissati dalla legge regionale n° 67 del 1997.
Il cda e Rossi oltre che non dare nessuna spiegazione sui fatti che contano affermando genericamente che è tutto "legittimo" si sono lasciati prendere la mano accusandomi di non essermi presentato a sottoscrivere un aumento di capitale e poi, non contenti della loro bugia, hanno schiaffeggiato e deriso gli operatori invitandoli a dopo il 2010 per comprare i loro immobili.
Sul "tutto legittimo" per quello che hanno fatto mi permetto di suggerire di essere cauti in quanto la legittimità legale non possono autodichiararsela e quindi io aspetto gli Organi di Giustizia e soprattutto il parere di un servitore dello stato di diritto come il commissario dr lappelli.
Invece per quanto riguarda la legittimità morale hanno la mia inappellabile condanna.
La loro prepotenza e boria non sono, però, delle buone consigliere perché gli operatori fin dall'invito del consulente Capanna, e quindi dal GIUGNO 2002, che offrono di sottoscrivere aumenti ad hoc di capitale fino a quattro milioni di euri (i documenti che lo provano sono nelle mani di tutti, compreso la stampa); gli immobili invece, siccome non intendono essere presi in giro, vogliono comprarli adesso per usufruire delle stesse condizioni delle ditte Sabelli e Cash & Carry.
Infatti fra cinque anni non sappiamo quali potranno essere gli orientamenti dei nuovi amministratori e quali potranno essere i nuovi prezzi di vendita e comunque avremmo perso cinque anni di canoni d'affitto pagati. Oggi invece si risparmierebbero i costi dei prossimi cinque anni di affitto e si sanno già i prezzi d'acquisto, che consideriamo interessanti perché sono più bassi di quelli del Cash & Carry in quanto i nostri immobili sono decisamente per posizione di minor pregio.
Per togliervi dall'imbarazzo di studiare qualche altra derisione nei nostri confronti vi propongo di annullare gli affitti a partire dai 01/01/2006 in attesa che voi prepariate i documenti e le stime per venderci i nostri immobili.
13/02/2006
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