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Celebrazione del Giorno della Libertà (L. 61 del 15 aprile 2005)

| TERAMO - Oggi, la ricorrenza del sedicesimo anniversario dell’abbattimento del muro di Berlino (9 Novembre 1989).

di coordinamento provinciale Forza Italia Teramo


Oggi celebriamo la libertà, valore impalpabile come l’aria che respiriamo inconsapevolmente finché non ci manca, ma di cui apprezziamo disperatamente il valore quando ci venga a mancare. La libertà significa sostanzialmente l’assenza di vincoli arbitrari e criminali in vari campi: nel pensiero, nella politica, nella comunicazione, nell’economia, nell’insegnamento, nell’attività sindacale, nella pratica religiosa, nell’arte, nell’attività scientifica e così oltre. Vincoli, cui va aggiunto il diritto di non essere ucciso in modo arbitrario e criminale, che sono la caratteristica classica dei regimi totalitari.

Il Parlamento italiano, con la legge 61 del 15 aprile 2005, ha istituito il Giorno della Libertà quale «ricorrenza dell'abbattimento del muro di Berlino, evento simbolo per la liberazione di Paesi oppressi e auspicio di democrazia per le popolazioni tuttora soggette al totalitarismo». In occasione di questa ricorrenza «vengono annualmente organizzate cerimonie commemorative ufficiali e momenti d'approfondimento nelle scuole che illustrino il valore della democrazia e della libertà evidenziando obiettivamente gli effetti nefasti dei totalitarismi passati e presenti». In base al testo varato dal Parlamento, la Repubblica italiana dichiara il 9 novembre Giorno della libertà, quale ricorrenza dell'abbattimento del muro di Berlino, avvenuta nel 1989, evento simbolo per la liberazione di Paesi oppressi e auspicio di democrazia per le popolazioni tuttora soggette al totalitarismo.

In occasione del Giorno della libertà sono organizzate cerimonie commemorative ufficiali e momenti di approfondimento nelle scuole. Con una Circolare Ministeriale riguardante la celebrazione ed inviata agli Uffici Scolastici Regionali dal Miur, Dipartimento per l’Istruzione, tutte le scuole sono state fortemente invitate a sensibilizzare gli studenti sul significato della manifestazione, assumendo anche ogni iniziativa utile a far conoscere all’intero territorio l’importanza della celebrazione, organizzata anche in più giorni, secondo le autonome valutazioni delle istituzioni scolastiche e dei relativi organi collegiali.

Il 9 novembre 1989 cadeva il simbolo della Guerra Fredda, il simbolo della divisione dei popoli per antonomasia. Quel Muro, la cui realizzazione aveva avuto inizio il 13 agosto 1961 per evitare la fuga di migliaia di persone dal «paradiso socialista», aveva diviso non solo i berlinesi ma l'intera Europa, fragile e umiliata dopo la Seconda Guerra mondiale. In seguito ci sarebbe stata l'implosione dell'Urss e la caduta dei suoi regimi satellite. L'Europa di oggi vive il suo dopo-Guerra Fredda cercando di darsi una fisionomia politica e un ruolo in un mondo completamente cambiato. Nonostante i singoli Stati si mostrino ancora divisi nella difesa di vecchi privilegi economici e reminescenze di un antico splendore, il processo di progressiva unificazione è irreversibile.

In Italia, dove per nostra fortuna sessanta anni fa arrivarono gli americani e non i sovietici, si è sempre voluto coltivare una memoria storica parziale di quello che sono stati e hanno rappresentato i grandi regimi totalitari del ‘900. I crimini compiuti da chi si riconosceva nell'ideologia del socialismo reale venivano nascosti e poche voci libere avevano la possibilità e il coraggio di portarli alla conoscenza dei cittadini. Dopo la fine dell'Urss, ancora ai nostri giorni, coloro che hanno fatto politica nel Pci, coloro che sono cresciuti a pane e comunismo nelle istituzioni, nelle scuole, negli enti pubblici, non hanno ancora smesso di trafugare la verità storica. Una verità tanto semplice quanto cruda: tutti i totalitarismi sono nemici dell'umanità.

Come italiani, dovremmo imparare da altri popoli europei a rispettare la verità storica senza farci impaurire dai fantasmi del passato. Ci riferiamo, in particolare, alla Polonia e alle nazioni baltiche che hanno vissuto sia l'occupazione nazista che quella comunista e per questo motivo hanno sviluppato un'equidistanza nei giudizi storici sui totalitarismi.

L'istituzione del Giorno della Libertà non è importante solo perché festeggia la caduta del regime comunista sovietico e la fine della divisione delle genti europee, ma ha un valore tutto proiettato in avanti, nel futuro. Celebrare il 9 novembre ci aiuta a ricordare che l'Europa deve saper svolgere il proprio rinnovato ruolo politico in un periodo storico difficile, caratterizzato ancora dall'esistenza di totalitarismi e dal fondamentalismo islamico che vuole creare nuove barriere, nuovi giusti e nuovi infedeli, anteponendo le idee al valore della persona umana e al suo fondamentale bisogno di libertà.

Poiché tutti i totalitarismi sono egualmente criminali e poiché noi italiani siamo europei questa ricorrenza deve avere la stessa dignità del 25 aprile.

09/11/2005





        
  



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