Si avvia a conclusione la rassegna "Il cinema che visse due volte".
Grottammare | Gli ultimi due appuntamenti previsti per i venerdì 15/22 aprile saranno anticipati ai giovedì 14/21
Siamo ormai giunti, nel nostro percorso di storia del cinema, alla produzione filmica contemporanea. Il 14 aprile, nel penultimo appuntamento, approfondiremo le tematiche affrontate nella lezione precedente del 7 aprile proponendo la visione di DECALOGO, 1 di Krzysztof Kieslowski (Pol, 1989), primo straordinario episodio di un'opera che complessivamente dura quasi 10 ore ed esempio, quindi, del cosiddetto cinema della lunga durata; e di PANE E FIORE di Mohsen Makhmalbaf (Iran 1996), capolavoro del nuovo cinema iraniano ed esempio del problematico rapporto tra realtà e rappresentazione che caratterizza l'arte cinematografica degli ultimi anni.
Giovedì 14 aprile - Sala Kursaal Grottamare - ore 21,30
DECALOGO, 1 di Krzysztof Kieslowski (Pol, 1989)
Io sono il Signore Dio tuo. Non avrai altro Dio fuori di me. Tenero rapporto tra padre, giovane docente di glottologia, e figlio di undici anni. Calcolano sul computer che sul ghiaccio di un laghetto vicino si può pattinare. Il ghiaccio si rompe, il bambino muore. Primo, e forse migliore, dei dieci episodi di un film che ha rivoluzionato la concezione della durata cinematografica rivelando la straordinaria capacità kieslowskiana di raccontare visivamente i sentimenti.
PANE E FIORE di Mohsen Makhmalbaf (Iran 1996)
Ex poliziotto si presenta al regista Makhmalbaf: vorrebbe recitare nel suo prossimo film. I due si erano incontrati 20 anni prima: il regista, allora estremista diciassettenne, aveva accoltellato lui, guardia dello Scià, ed era finito in prigione. Il film rievoca l'episodio, ma durante le riprese le cose vanno diversamente. Opera meravigliosa in cui la semplicità diventa stile e coincide con un'intensità ricca di echi e di riflessioni in un vertiginoso abisso tra realtà, memoria e rappresentazione.
12/04/2005
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