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Festival Ferré: nella serata conclusiva assegnata la Targa Léo Ferré 2004 a Francesco Guccini

San Benedetto del Tronto | Tre ore di spettacolo. Esibizioni dello stesso Guccini, Giangilberto Monti, Massimo Bubola & The Pilgrims

di Giovanni Desideri

Nel consegnare a Francesco Guccini la Targa Léo Ferré 2004 per la canzone poetica (“per il vigore poetico del suo canzoniere, specchio d’amore vissuto dove si riflettono slanci e cadute, miserie e meraviglie dell’uomo di ogni tempo”) il responsabile artistico del Club Tenco di Sanremo Enrico De Angelis ha ricordato la prima edizione del premio Tenco, anno 1974, di cui furono protagonisti Léo Ferré (premio Tenco) e Francesco Guccini (premiato l’anno successivo). Un connubio idealmente riprodotto al Calabresi di San Benedetto, dove ieri sera si è conclusa la decima edizione del Festival Ferré.
 
Foto di gruppo sul palco con Guccini, Maria Cristina Diaz Ferré (presidente onoraria del Festival, che ha consegnato a Guccini la targa), Giuseppe Gennari (presidente del Centro Léo Ferré), lo stesso De Angelis, Mauro Macario (che ha presentato e recitato nel corso della serata, accompagnato da Lucio Matricardi al pianoforte).
 
Tre ore di spettacolo con gli stessi Macario e Matricardi, Giangilberto Monti, Guccini, Massimo Bubola & The Pilgrims. Calabresi gremitissimo. Dopo questa decima edizione gli organizzatori parlano di “primo ciclo chiuso” e rivolgono un invito: “Comune, Provincia, Regione si incontrino con la famiglia Ferré e diano avvio a una cooperazione organica se vogliono far fruttare il lavoro che il Centro Ferré ha fin qui miracolosamente svolto. Se no, addio”.
 
Nelle serate di giovedì 3 (Villa Cellini di Cupra Marittima) e venerdì 4 giugno (Calabresi) si erano già esibiti, rispettivamente, la soprano Rossella Marcantoni accompagnata al pianoforte da Fausto Bongelli (serata intitolata “Suite pour Léo”, con la partecipazione di Francesco Guccini) e il Freddie Quintet, Linda e la sua band, Carlo Fava e il Xavier Ribalta Cuarteto in concerto catalano.
 
Durante la serata conclusiva Guccini è stato accompagnato dai “Tête de Bois” Luca De Carlo (tromba) e Angelo Pelini (pianoforte). Ha declamato di Ferré “Quella ferita” (tradotta da Gennari) e “Gli anarchici” e la propria “Odysseus”. Poi un brano dal libro “Mi racconto il mare” di Ferré (traduzione dello stesso Gennari, ed. Lindau 2003) e da “Cittanòva Blues”, ultimo libro pubblicato da Guccini (Mondadori, 2003).
 
Prima di Guccini la musica e l’energia di Giangilberto Monti, che ha cantato tredici canzoni di Boris Vian e di Ferré (Cantare; Non potete insultarci così; Giava delle bombe atomiche; Tango dei macellai ; Venez donc voir ; Le scarpe che van di più; La canzone di Judith; La straniera (Aragon – Ferré); La canzone di Prévert (Serge Gainsbourg); Che snob; Paris Canaille (Ferré); Egregio Presidente; Bella così da noi non c’è) accompagnato da Diego Baiardi al pianoforte, Johannes Bickler alla batteria, Roberto Parlotti alla fisarmonica, Marco Mistrangelo al contrabbasso.
 
In conclusione di serata un crescendo da parte di Massimo Bubola & The Pilgrims (Bubola voce, chitarra acustica, armonica; Elena Colombari seconda voce; Michele Gazich violino, viola, pianoforte, tin whistle, Simone Chivilò chitarra classica ed elettrica; Enrico Mantovan bouzouki, mandolino, steel guitar, pianoforte; Edu Hebling contrabbasso, basso elettrico; Moreno Marchesin batteria), con i successi scritti da Bubola e cantati in proprio (fra le altre “Rosso su verde” e “Jetta ‘a luna”) o resi celebri da artisti come Fiorella Mannoia (“Il cielo d’Irlanda”) e Fabrizio De Andrè (“Volta la carta”, “Fiume Sand Creek”, la conclusiva “Andrea” e altre ancora).

06/06/2004





        
  



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