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L'ospedale di Amandola non chiuderà

Ascoli Piceno | Piero Celani: "Finalmente posso tirare un sospiro di sollievo".

di Dr. Ing. Piero Celani*

A darne la notizia a mezzo stampa,  il sindaco di Fermo, Saturnino Di Ruscio.
Il collega dell'oltre Tenna ha già le idee assolutamente chiare sul futuro della sanità nella nuova provincia Fermana e il nosocomio di Amandola, apprendo, che non solo resterà aperto ma sarà potenziato. Per questo tiro un sospiro di sollievo. In questi ultimi anni, in seno alla conferenza dei sindaci della Asl 13 (perché l'ospedale di Amandola rientra nella Asl 13 e non nella Asl 11) ci siamo impegnati a fondo con gli altri sindaci di questa parte del Tenna affinché questo complesso ospedaliero mantenesse le sue attuali peculiarità e non si riducesse, come vorrebbe la regione Marche a soli 15 posti letto di chirurgia e 35 di medicina generale.

In questi anni, con gli altri sindaci del territorio, nell'ambito di una sinergica strategia politica quasi da area vasta, abbiamo dimostrato quanto possa la coesione nel perseguimento di un fine comune e credo che la sanità, la tutela della salute dei cittadini sia un fine comune. Abbiamo ottenuto non pochi risultati e questo nonostante Fermo che, pur facendo parte di questo territorio provinciale, sul piano sanitario ha sempre tenuto un atteggiamento di diversificazione rispetto al resto del territorio.

Anche per quanto riguarda la sanità Fermo è andata per la sua strada. Ed ora sulla sua strada incontra Amandola e i suoi abitanti giustamente preoccupati del futuro del loro ospedale. Ma niente paura. Il collega Di Ruscio, oltre alla fascia tricolore sta già provando anche quella azzurra e non disdegna i primi proclami come appunto quello che vorrebbe l'ospedale di Amandola non solo in funzione ma anche potenziato. Forse è sicuro che Fermo provincia avrà un rapporto privilegiato con la Regione e quindi è autorizzato politicamente a rilasciare simili dichiarazioni. Certo è che la situazione dell'ospedale di Amandola avrebbe meritato già da tempo l'attenzione dei cugini fermani nell'ambito di interventi pianificati che tenessero conto della peculiarità di questo complesso. Così come questo problema non merita, ora, i proclami di un Ente che ancora non esiste.

Vorrei inoltre far notare che Amandola esiste come realtà ospedaliera in quanto legata al territorio della Asl 13. A circa 45 chilometri dal capoluogo è l'unico ospedale della zona montana e come tale ha una sua ragion d'essere. Ma ora che si accinge ad entrare a far parte della provincia (?) di Fermo sono proprio curioso di vedere come il collega Di Ruscio riuscirà, al di là delle speculazioni politiche, a far quadrare i conti con l'ospedale di Montegiorgio. Sarà una gran bella battaglia tra quest'ultimo ospedale e quello di Amandola. Il sindaco Di Ruscio non ignora certo che la Asl 11 ha ben 5 ospedali; oltre a quello di Fermo, il territorio comprende il nosocomio di S.Elpidio a Mare, Porto S.Giorgio, Montegranaro e, appunto, Montegiorgio. Il Piano sanitario regionale prevede che questi complessi vengano chiusi.

 Montegiorgio, finora, ha avuto una qualche change perché l'unico in zona montana ma il rischio di chiusura incombe. Ecco perché credo che Amandola con l'ingresso nel territorio provinciale di Fermo rischi veramente grosso e Di Ruscio sa benissimo che non può promettere un bel niente a meno che sull'altare della politica non sacrifichi l'ospedale di Montegiorgio per quello di Amandola. La divisione del territorio provinciale comporterebbe, inevitabilmente, delle scelte dolorose. In questi anni, nonostante Amandola si fosse schierata con i cugini fermani, ci siamo impegnati a fondo perché il suo ospedale restasse aperto ma non mi pare che lo stesso impegno sia stato posto dal sindaco di Fermo forse perché impegnato nella difesa dell'ospedale di Montegiorgio. Ma se chiamato al gioco della torre, Di Ruscio, quale dei due ospedali farebbe cadere?

* Sindaco di Ascoli Piceno

28/11/2003





        
  



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