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Programma ARSTEL

| ANCONA - Riunione con i comuni della Bassa Vallesina per lo sviluppo locale sostenibile.

Insieme alla Bassa Valle del Foglia,  alla Bassa Valle del Chienti e alla Vallata del Tronto, la Bassa Vallesina è una delle quattro aree di sperimentazione inserita nel programma ASSO, Azioni per lo Sviluppo Sostenibile, attraverso uno strumento di programmazione per il governo del territorio che è l'Agenda regionale strategica per lo sviluppo territoriale locale (ARSTEL). La prima sperimentazione è già stata avviata in provincia di Pesaro-Urbino ( bassa Valle del Foglia), si tratta ora di definire le procedure per far partire anche l'Agenda per la Bassa Vallesina, "l'area a maggior rischio ambientale e più critica della regione", come ha sostenuto l'assessore Marco Amagliani nella riunione con i sindaci e gli assessori dei Comuni  di Agugliano, Chiaravalle, Monte San Vito, Montemarciano, Jesi e Falconara presenti oggi all'incontro convocato presso l'assessorato regionale all'Ambiente.

" L'Agenda – ha spiegato Amagliani – è uno strumento di programmazione dello sviluppo e di governo del territorio, particolarmente utile nelle zone a forte congestione abitativa e insediativa e, soprattutto, per le aree ad alto rischio di crisi ambientale. Perché  ARSTEL rappresenta un esempio di progetto ad avanzata integrazione, come è d'obbligo pensare in termini di sostenibilità , con il settore trasporti, con le attività produttive, con l'urbanistica, con i servizi energetici .E in questa particolare area della regione, l'Agenda diventa fondamentale per costruire , insieme agli enti locali, alle categorie sociali, alle associazioni, le condizioni di un possibile cambiamento dell'attuale modello di sviluppo. Un progetto di qualificazione ambientale, nella prima fase, che non partirebbe da zero, ma già avvantaggiato da protocolli di intesa coerenti con gli obiettivi generali dello sviluppo sostenibile per attivare azioni coordinate . Voglio ribadire, inoltre, un forte impegno a far sì che in questa area si costituisca un Osservatorio ambientale permanente e la volontà di non lasciare che il programma ARSTEL rimanga un "bel progetto sulla carta", ma sia sostanziato da interventi concreti. I fondi in bilancio per questo sono già a disposizione: 150 mila euro che dovranno essere sostenuti in eguale misura dagli enti locali, in base al criterio del cofinanziamento.

Questa Agenda potrebbe diventare anche la punta avanzata dell'attuazione del Piano di risanamento dell'area ad elevato rischio ambientale che si appresta ad essere definito e poi concertato con gli enti locali. " A questo proposito, alcune osservazioni da parte dei sindaci riguardavano il come potersi rapportare con i propri atti e strumenti urbanistici agli obiettivi dell'Agenda ARSTEL e, soprattutto, gli amministratori locali hanno chiesto di conoscere i contenuti del Piano di Risanamento per poter adeguare le azioni conseguenti. In risposta, l'assessore Amagliani ha dichiarato la forte volontà di applicare tutte le modalità della concertazione, così come previsto dalla proposta di  Legge regionale, prima di arrivare all'approvazione del Piano di Risanamento da parte del Consiglio regionale. "Ma – ha anche affermato – è chiaro che esistono ruoli e competenze, come per esempio nella programmazione delle infrastrutture fondamentali, a cui la Regione non può derogare. Massimo rispetto quindi per le prerogative degli enti locali, ma nessuna abdicazione di competenze,  né, naturalmente, invadenza di ruoli".

Antonio Minetti,  dirigente dell'Autorità Ambientale regionale , ha illustrato agli ammistratori locali le modalità di attuazione delle Agende strategiche che si svilupperanno  su scala intercomunale e subprovinciale.  "La definizione degli obiettivi è già contenuta nel Dpefr 2004-2006 – ha spiegato Minetti-  partendo dallo stadio fondante che è quello ambientale, per poi integrarsi con quello economico e sociale. L'ARSTEL è un programma a rilevante contenuto innovativo per condurre a standard elevati di qualità ambientale i territori che faranno parte della sperimentazione. Per la Bassa Vallesina , il programma sarà calibrato su cinque linee guida di programmazione: il completamento delle analisi integrate di criticità delle aree, il completamento del quadro di insieme degli obbiettivi di qualificazione ambientale, la definizione del sistema delle azioni di risanamento e qualificazione ambientale, studi di fattibilità con conseguente progettazione avanzata per dare carattere di concretezza al programma e disporre di un parco progetti e quindi,  la richiesta di inserimento nei canali finanziari comunitari".

Questa specifica Agenda della Bassa Vallesina  – ha continuato Minetti - si inserisce con particolare coerenza nell'ambito del Piano di risanamento per l'area ad elevato rischio di crisi ambientale e può essere abbinata e compatibile con un'altra importante iniziativa di qualificazione dello sviluppo territoriale che è in fase di avvio nei comuni del distretto della meccanica ( da Jesi a Cerreto d'Esi). In tale contesto, inoltre, con modalità e contenuti diversi,  ruoli peculiari verranno assunti dai comuni di Jesi e di Ancona proprio per l'importanza economica e sociale che rivestono queste due realtà contigue."  Infine, Antonio Minetti ha spiegato l'organizzazione amministrativa dell'Agenda, su modello di quella avviata nella bassa Valle del Foglia, che vedrà un ente capofila e soggetto referente della Regione, un Comitato istituzionale, un Tavolo tecnico di coordinamento dove siederà anche un eventuale equipe di consulenza a supporto degli elaborati tecnici dell'ARSTEL .

28/11/2003





        
  



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