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Festa della Repubblica

Offida | Organizzata dall’Amministrazione Comunale, nell’ambito delle celebrazioni del 59° anniversario. Concerto del Corpo Bandistico "Città di Offida".

di Alberto Premici

ll 2 giugno 1946 gli italiani vengono chiamati alle urne per votare il referendum sulla forma istituzionale dello Stato: scegliere tra Monarchia o Repubblica. Insieme al referendum vengono indette le elezioni per l'Assemblea costituente, incaricata di elaborare la nuova Carta costituzionale. E' la prima volta che in Italia si vota a suffragio universale.

I favorevoli per la Repubblica furono 12.718.641 quelli per la Monarchia 10.718.502 con un successo della Repubblica soprattutto grazie all'elettorato del centro - nord. Dopo un secolo di Monarchia dei Savoia qundi l'Italia è Repubblica. Come nel resto del paese anche Offida si prepara a festeggiare il 59° anniversario di questo evento epocale.

Il programma, tutto concentrato nella mattinata di domani, prevede il saluto delle autorità cittadine ed un concerto del "Corpo Bandistico Città di Offida" diretto dal M° Ciro Ciabattoni, che per l'occasione proporrà un repertorio del tutto speciale.

Preceduto dalla marcia sinfonica "Fanastica"del maestro Lufrano, seguirà un medley con alcuni tra i più celebri brani musicali interpretati da Frank Sinatra come "Cheek to cheek", "I Get A Kick out of you", "Everybody loves somebody", "L’ve got you under my skin", "My way" scritti da straordinari compositori tra cui col Porter,  Irving Berlin, Ken Lane, Irving Taylor Jacques Reveaux, Claude Francois.

Poi la parte seguente con inni, canti patriottici e risorgimentali come "Addio mia bella addio". Il testo si deve al fiorentino Calo Alberto Bosi, che aveva dato al suo componimento poetico, scritto nel 1848, il seguente titolo : “Il volontario che parte per la guerra dell’indipendenza”.

Il titolo fu abbreviato in “L’addio del volontario” dal gusto popolare, che trasformò anche il primo verso “io vengo a dirti addio” in “Addio mia bella addio”. Ignoto, come per la più parte dei canti coevi, l’autore della musica, che si ripete sempre uguale sulle varie strofe del testo.

Nella rielaborazione proposta dal Corpo bandistico "Città di Offida" il tema della nota melodica risorgimentale diviene occasione per costruire un piccolo bozzetto, una piccola immagine evocativa : un tamburo lontano sembra richiamare il passo dei soldati; due bombardini intonano, in un clima nostalgico, il tema della canzone popolare, che poi si estende alla coralità dei clarinetti; uno squillo, che ricorda quello dell’inno di Garibaldi, incita i giovani ad unirsi per eroiche imprese; dopo un attimo di dubbio, cadenza del clarinetto. La scelta è fatta e tutti si uniscono all’armata che se ne và; il volontario si allontana, ed il suo canto si perde in lontananza, mentre l’eco dell’Inno di Mameli richiama i valori della Patria per la quale ci si batte.

Poi la celeberrima "La leggenda del Piave". I canti della prima guerra mondiale sono di due tipi: quelli tradizionali d’autore, e quelli nati nelle trincee o sui monti dove infuriavano i combattimenti e la morte era una compagna abituale. Appartiene ai primi proprio "La leggenda del Piave"  scritta nel 1918 che la banda intonerà in onore ai caduti di tutte le guerre.

Non poteva mancare l'Inno di Mameli che tra i canti patriottici e politici è il più importante. Fu canto degli italiani del 1847, di Novaro- Mameli, divenuto più tardi l’inno nazionale italiano.

Così come non poteva mancare "Il silenzio": da un lato esso indica l’ora del riposo notturno, dall’altro sottolinea i momenti più toccanti nel corso di cerimonie ufficiali, in particolare quelle in onore per i caduti di tutte le guerre.

De "il silenzio" si conoscono due versioni: quella d’ordinanza basata sulla semplice alternanza degli armonici (note emesse senza l’impiego dei tasti della tromba naturale) e quella fuori ordinanza che per essere eseguita necessita di trombe a pistoni. Nella sua elaborazione la banda cittadina farà uso di una mescolanza tra le due versioni eseguendo un brano che vive a tutt’oggi nell’immaginario collettivo, utilizzando semplici elementi di spettacolarità dati dai due solisti (tromba e bombardino).

01/06/2005





        
  



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