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Il Circolo all'Amministrazione: "giusto vendere un patrimonio culturale per finanziarne un altro?"

Offida | L'associazione di centro-destra offidana "Il Circolo" chiede risposte sull'asta filatelica Portelli:"quale esigenza culturale e politica ha motivato l’Amministrazione a smembrare e depauperare un patrimonio appena acquisito?"

di Direttivo del Circolo-cultura&politica - Offida

Dopo le precisazioni dell’Amministrazione Comunale di Offida in merito all’asta “Portelli”, riteniamo necessaria una replica affinché non si eludano, con comunicati liberatori e cercando di glissare elegantemente alle proprie responsabilità politiche e morali, quelli che erano e restano gli effettivi interrogativi posti dal Circolo sulla vicenda.

Resta infatti senza risposta la domanda alla quale solo l’Amministrazione può e deve darne una: perché è stata venduta la collezione Portelli?

Ricordiamo che solo due anni or sono l’Amministrazione si vantava “di avere arricchito con l’acquisto della collezione Portelli il patrimonio culturale del Comune, rendendolo disponibile a tutti”.

Del resto, proprio nella delibera di Consiglio n. 20 del 28 luglio 2000, l’Amministrazione si era preoccupata di “non disperdere tale patrimonio (tutto il materiale storico, libri, collezioni di monete, francobolli, dipinti, manoscritti, sculture, targhe, monili, ecc.) ma di acquisirlo in blocco per poterlo mettere a disposizione di tutta la comunità nelle strutture pubbliche già esistenti, quali l’Archivio Storico, la biblioteca, il museo, ecc.”

Quale esigenza culturale e politica ha motivato l’Amministrazione a smembrare e depauperare il patrimonio appena acquisito?

Se poi si è ritenuto attribuire arbitrariamente alla collezione scarso valore, perché è stata acquistata con denaro pubblico?

Sono domande semplici che meritano risposte altrettanto semplici e non evasive.

Singolare poi che proprio ora si decida di indirizzare i proventi della vendita alla “compartecipazione” delle spese per la realizzazione del libro “San Marco a Offida da convento francescano a monastero benedettino” e sulla ristampa della guida.

Riguardo al primo ci risulta che l’Amministrazione Comunale non aveva preso impegni in tal senso prima della redazione del volume, come fatto invece per altre pubblicazioni storiche, impegni poi non onorati; sulla seconda ormai c’è una sorta di rassegnazione generale visto che se ne parla ormai da quasi un decennio.

Comunque, per concludere: non si ritiene imbarazzante vendere un patrimonio culturale per finanziane un altro?

28/01/2005





        
  



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