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Un altro tassello della mia vita sambenedettese si è spezzato.

San Benedetto del Tronto | Roberto Fioravanti non ce l'ha fatta e si è arreso al male.

di Mimmo Minuto

Due amici sempre uniti, Rocco e Roberto. Due uomini che ho conosciuto tempo addietro e con i quali ho condiviso almeno un terzo della mia vita.
Uno, Rocco, ha anticipato tutti lasciandoci anni addietro, l'altro, Roberto, è andato via domenica, sopraffatto dal male.
Roberto Fioravanti è un uomo di grande spessore porfessionale, sempre rigido nel suo lavoro, ma poi con gli amici sa essere anche divertente, simpatico e sempre presente.

Dicevo professionalmente superiore e, forse, questo accumulo di super responsabilità, di decisioni da prendere magari scontentando qualcuno, potrebbe aver causato, successivamente alla sua uscita dell'Azienda, uno "scarico" eccessivo".

Roberto "la roccia" tutto muscoli, piano piano, perde quella forza originale, ma lotta e non si arrende, lucido gioca a carte con le amiche, parla della sua Juve con la quale ha una sfrenata passione ma sa anche essere obiettivo contestandola quando lo delude. Io da interista ho sempre apprezzato il suo modo di essere tifoso, perchè, forse, in questo sono un pò come lui.

Ha iniziato a giocare tardi a giocare pallone ma sapeva essere letale con la sua forza a discapito magari della tecnica. Nelle partitelle del sabato sempre puntuale e sempre mio avversario, lui attaccante ed io difensore. Quanti scontri, quanti ricordi e poi gli sfottò serali con gli amici.
Una volta non è arrivato e tutti a domandarci cosa fosse successo. Purtroppo era stato investito, lui in motorino, da una macchina.

Roberto era uno dei dieci "senza vergogna" che hanno caratterizzato per una decina di anni il Carnevale e sapeva prendere, forse più di tutti, lo spirito carnevalesco, specie quando interpretava maschere femminili. Risate, risate e ancora risate.

Con lui e con gli altri amici abbiamo fatto delle gite, specie in montagna, dove lui sapeva essere il personaggio più vicino ad "amici miei" di Monicelli.

Lo ricordo anche come il più grande divoratore di frutta. Se non aveva davanti una fruttiera sempre colma non era contento e la finiva con il gusto che hanno i bambini quando cercano la nutella o il miele.

Purtroppo negli ultimi tempi il Guerriero è stato attaccato da più fronti ed alla fine si è dovuto arrendere, dopo aver combattuto da leone.

Roberto nell'ultimo periodo è stato assistito amorevolmente da Luciana, la moglie e da Barbara e Luca, i suoi figli.
A loro vanno le mie condoglianze quelle della Redazione de ilQuotidiano.it 

10/03/2015





        
  



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Roberto Fioravanti

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