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Corna d'oro (oggi). Capitolo 2

San Benedetto del Tronto | "Il protagonista di questa storia non ha mai amato molto il lavoro, ma forse non è colpa sua se non lo hai mai fatto. In fondo se uno nasce ricco perché dovrebbe?"

di Cècile Belle

Riassunto della puntata precedente

Nel Capitolo 1 ho raccontato una storia di paese di inizio ‘900. I ricchi erano pochi ed erano proprietari terrieri. Poi c'erano i contadini, i cacciatori, i pescatori, il popolo insomma, e tutti si davano da fare per mettere insieme il pranzo con la cena.
I "Corna d'oro" all'epoca erano in buona compagnia e trovavano la loro giustificazione morale proprio nella povertà di quei tempi e nella difficoltà di trovare un lavoro o forse nell'assoluta mancanza di attitudine di molti verso il lavoro.
Inoltre la comunità accettava favorevolmente la situazione anche solo per il gusto del pettegolezzo (chiacchierare piace a tutti in ogni tempo), a quei tempi soprattutto in piazza e nelle osterie. Uno studio più antropologico potrebbe anche evidenziare una sorta di rivoluzione e ascesa sociale, in fondo il riccone dell'epoca veniva sfruttato da una bella popolana e dal marito accondiscendente. Ma forse ho esagerato.

Sono trascorsi più di cento anni, due guerre mondiali, il boom economico, il '68, il movimento femminista, la legge sul divorzio, gli anticoncezionali, il benessere in molti strati della società.
E' lecito chiedersi se i Corna d'oro esistano ancora? E se la risposta dovesse essere positiva, chi sono, in quale classe sociale si nascondono?
O forse non si nascondono visto che tutti ne parlano, nei bar, nelle piazze, ovunque.

Un "Corna d'oro" d'oggi

Il protagonista di questa storia non ha mai amato molto il lavoro, ma forse non è colpa sua se non lo hai mai fatto. In fondo se uno nasce ricco perché dovrebbe?
E già qui il nostro amico antropologo potrebbe intervenire: non si era arrivati alla conclusione matematica che lo stereotipo di "Corna d'oro" dovesse essere un poveraccio? E che l'accettazione della sua condizione dipendeva dal fatto che la vita è difficile?
E' vero, caro studioso, ma forse abbiamo analizzato male i sintomi: la mancanza di soldi poteva solo dare il pretesto, ma era la mancanza di voglia di lavorare la vera molla.

Bisogna anche dire che in fondo nessuno ammetterebbe di non lavorare, infatti il nostro nuovo protagonista ha un bellissimo ufficio con tanto di segretarie e telefoni, ma preferisce da sempre le "public relation" al noioso lavoro di conti.
E proprio le relazioni esterne lo hanno portato a conoscere la sua bella moglie, una donna sensuale ed elegante. Anche lei è poco propensa alla fatica fisica, soprattutto ora che ha sposato il ricco manager.

Ma i vestiti eleganti sono molto costosi e la nostra protagonista ha un grande senso degli affari, al contrario di lui che invece ama l'arte, si ritiene un fine genio della creazione e pensa che i soldi siano un argomento tanto volgare.
I soldi, proprio perché volgari, hanno il brutto difetto di scomparire soprattutto se nessuno pensa di aggiungerne altri nel pozzo.
Ma bisogna tenere alta la testa per fare la bella vita e continuare a spendere sennò cosa penserà la gente?

Continua....

Foto Enrico Brignano 

08/02/2015





        
  



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