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Per il nostro futuro e il futuro dei nostri figli: il Distretto Ecosostenibile del Piceno

San Benedetto del Tronto | L’idea è di trasformare il Piceno nel primo Polo di eccellenza Ecosostenibile in Italia. Polo delle eccellenze ispirato ai principi di uno sviluppo green. Scenario possibile per un territorio che guarda al futuro.

di Martina Oddi

Verso il futuro

Gli imprenditori che fiutano i nuovi trend prima degli altri lo hanno capito, come ha dichiarato nei giorni scorsi il Presidente Bucciarelli. E ci scommettono per i prossimi anni. Trasformare il territorio Piceno in un Distretto ecosostenibile è stata una visione di pochi fino a qualche anno fa, ma oggi salta agli occhi di tutti l'evidenza della fondatezza di un nuovo corso. Lo sviluppo dell'intero comparto delle energie rinnovabili, ma non solo.

 Il progetto dovrà mettere a regime, coordinare e far interagire le varie iniziative già avviate nel Distretto Piceno (es. nel campo delle energie rinnovabili, agroalimentare, pesca..) con altre da attivare nei diversi settori economici (industria, artigianato, edilizia, turismo, banche,..) e nel settore pubblico (infrastrutture e trasporti, servizi alle imprese e alle persone, scuola, università, centri di ricerca, attività culturali,..)Tutto il sistema produttivo e sociale deve essere orientato alla filosofia di scelte sostenibili che ipotechino sotto il sole il futuro delle nuove generazioni.

Non solo un nuovo pensiero, ma uno stile di vita per i cittadini a cui il riuso e il riciclo diventino congeniali anche da un punto di vista di micro risparmio. Ma il cambiamento deve investire tutto il sistema economico, con la produzione industriale allineata alle norme di legge della riduzione al minimo dell'impatto ambientale. Ma l'intero sviluppo economico del Distretto Piceno deve essere orientato alla qualificazione del tessuto produttivo, alla valorizzazione dell'offerta turistica, alla conservazione del patrimonio ambientale e non ultima alla soddisfazione delle istanze sociali.

Infatti da una ricerca effettuata in rete sui centri ecosostenibili nel nostro Paese, emerge un dato importante: nessuno di essi è un distretto a 360° ecosostenibile, ma ha uno dei suoi services ispirato a tali principi. Il Piceno potrebbe diventare il Primo centro di eccellenza ecosostenibile in Italia, status certificabile e monitorabile. Dall'edilizia dei materiali eco alle infrastrutture che promuovano la viabilità sostenibile, passando per l'informatizzazione del territorio anche grazie all'introduzione della banda larga, per adeguare l'offerta (pacchetti e strutture ricettive), considerando i nuovi orientamenti legati alla diffusione di valori eco friendly, valorizzare il paesaggio, previa difesa e tutela dell'ambiente.

E poi promuovere la diffusione di cultura e prodotti equo solidali e delle tipicità locali, implementare lo sviluppo della filiera corta/ distribuzione a km zero, lo sviluppo e-commerce. E ancora, passando dal commercio alla pesca promuovere la diffusione della cultura del mare, assicurare alla città il parco ittico. Senza dimenticare la ricerca di tecniche e metodologie innovative per favorire la riproduzione e l'allevamento di specie ittiche protette, né l'uso di energie rinnovabili non inquinanti.

Per l'agricoltura, basti pensare alla agro- bio economy e alla implementazione delle biotecnologie per migliorare le caratteristiche quali-quantitative di piante e animali, in difesa delle tipicità locali. Anche i centri del sapere verrebbero coinvolti nel nuovo indirizzo. Scuola e Università potrebbero inserire l'Eco - sostenibilità nei programmi e realizzare corsi di formazione per i docenti; organizzare un Master Universitario ad hoc; dare vita ad un Centro di Ricerca, con il coinvolgimento del CUP, e a un Comitato di Valutazione ed Orientamento. Infine l'Amministrazione Pubblica dovrebbe assicurare il miglioramento dei servizi alle imprese (semplificazione) e alle persone, puntando sull'informatizzazione per ridurre i disagi.

Alcune possibili ricadute sul territorio sono già prevedibili. L'attrattività del contesto per insediamenti di nuova imprenditorialità sensibile alla bioeconomia, lo sviluppo del B2B e del terziario certificato, l' acquisizione di plusvalore per le Aziende e i prodotti del Territorio, compresi quelli dell'agricoltura. Per il turismo significherebbe la possibilità di intercettare i nuovi flussi turistici, destinati a crescere sensibilmente nei prossimi anni. Nel contesto sociale l' attuazione del piano di interventi creerebbe un contesto virtuoso per infrastrutture, servizi, scuola, formazione, risorse, tale da costituire condizione favorevole per lo sviluppo economico, favorendo la pace sociale.

Il ritorno in termini di visibilità a livello nazionale ed internazionale è d'immediata intuizione, in funzione dell'eccezionalità del progetto, con le inevitabili varie ed eventuali, come il miglioramento della produttività e dei processi anche con il coinvolgimento delle OOSSLL, l'aumento del ricorso alle energie rinnovabili investendo nella ricerca e sviluppo del settore, l'attenzione allo smaltimento rifiuti e alla riduzione di emissioni, l'utilizzo di materiali e l'attivazione di processi ecosostenibili, l'attenzione alle norme di sicurezza.

Il nuovo pensiero non lascerebbe scevro di benefici il tessuto sociale. Per promuovere la eco sostenibilità in tutte le categorie sociali - pensionati, giovani e bambini - e diffondere la cultura eco solidale e dell' integrazione con gli immigrati, contando su servizi sociali efficaci e creando spazi ricreativi comuni, la comunicazione diventa fondamentale. Le sinergie imprescindibili per dare vita a questo stato evolutivo rendono indispensabile la condivisione a livello comunitario dei valori green. Facendo un salto in avanti verso una crescita equilibrata in armonia con l'ambiente attraverso un consumo consapevole e un comportamento responsabile. Perché un altro futuro è possibile.

03/02/2013





        
  



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