Nazzareno Torquati e la sua riflessione sulla questione Istituto Alberghiero
San Benedetto del Tronto | "Da un indagine del 2000 solo il 2% degli studenti ha trovato lavoro, il 10% si è iscritto all'Università, il 10% si era inserito nel circuito delle navi da crociera e dei lavoratori stagionali estivi. Gli altri risultavano disoccupati".
di Nazzareno Torquati

Torquati (al centro in una foto d'archivio)
Le tensioni che ancora scuotono l' Istituto Alberghiero suscitano delle riflessioni al di fuori dalle suggestioni della cronaca.
La prima, quella che immediatamente salta agli occhi, è il numero degli allievi dell' Istituto, oltre mille studenti per una scuola professionale ad unico indirizzo per una realtà come la nostra è sicuramente spropositato, esagerato.
Viene da domandarsi a cosa è dovuto questo continuo incremento di studenti e se poi è possibile dare loro un lavoro adeguato.
Quando nel 2000 realizzammo un' indagine riferita proprio all' Alberghiero il risultato fu avvilente, solo il 2% degli allievi diplomati negli ultimi tre anni avevano trovato lavoro nelle attività ricettive locali, in maggioranza figli o parenti degli esercenti, il 10% invece si era inserito nel circuito delle navi da crociera e dei lavoratori stagionali estivi ed invernali, un ulteriore 10% si era iscritto all' Università mentre i restanti risultavano disoccupati o altrimenti occupati.
Questi risultati dovevano creare un allarme ed una inversione di tendenza nella sopravvalutazione della nostra economia turistica ed indirizzare quindi la formazione verso attività a turn-over generazionale negativo quali ad esempio la risorsa Mare, l' artigianato tipico e di qualità, l' agricoltura, l' elettromeccanica, le costruzioni, oppure l' allora nascente industria delle energie rinnovabili.
Invece niente, anzi si sono continuate a creare aspettative e a millantare performance falsificando anno dopo anno le presenze turistiche.
Ultima in ordine di tempo la falsificazione degli arrivi e delle presenze messe in atto dal Consorzio turistico che nel 2008 ha incrementato di quasi seicentomila le presenze rispetto al 2007.
Ancora oggi si fanno spregiudicati convegni, si spendono centinaia di migliaia di euro e si scomodano professoroni per fare ricerche di mercato per l' incremento turistico e nessuno parte dai dati fondamentali necessari per qualsiasi programmazione: quanto è il fatturato aggregato, quanti sono gli addetti, quanto incide sull' economia locale, quali sono i pro o i contro o meglio i costi/benefici dei progetti che si andranno a realizzare.
Così per mascherare profonde lacune i vari politici che si sono succeduti hanno improntato la loro azione su due perni strettamente collegati l' urbanistica ed il turismo, l' uno interfaccia dell' altro perché è notorio che gli appartamenti in zone turistiche hanno un valore molto alto e non fa niente se abbiamo quasi quattromila appartamenti vuoti sia per la speculazione estiva, con affitti stagionali tutti in nero, che per l' alto costo degli affitti per cui le famiglie indigenti sono costrette ad occupare le case popolari.
La tempesta che sta sconvolgendo l' Alberghiero è anche frutto di una mancata politica socio-economica e le colpe non vanno scaricate tutte al Preside in carica, perché governare oltre mille studenti in un edificio che è al 20% inagibile non è uno scherzo.
Solo con una profonda conoscenza della nostra economia ed individuando così i veri settori trainanti e con possibilità di grande sviluppo possiamo uscire fuori dal tunnel in cui ci siamo infilati per cui siamo continuamente sollecitati alla cementificazione di tutto il territorio.
Ma per far questo è necessario che l' elettorato individui e penalizzi i millantatori e premiare persone meritevoli che intendono la politica come servizio e non come una carriera.
La prima, quella che immediatamente salta agli occhi, è il numero degli allievi dell' Istituto, oltre mille studenti per una scuola professionale ad unico indirizzo per una realtà come la nostra è sicuramente spropositato, esagerato.
Viene da domandarsi a cosa è dovuto questo continuo incremento di studenti e se poi è possibile dare loro un lavoro adeguato.
Quando nel 2000 realizzammo un' indagine riferita proprio all' Alberghiero il risultato fu avvilente, solo il 2% degli allievi diplomati negli ultimi tre anni avevano trovato lavoro nelle attività ricettive locali, in maggioranza figli o parenti degli esercenti, il 10% invece si era inserito nel circuito delle navi da crociera e dei lavoratori stagionali estivi ed invernali, un ulteriore 10% si era iscritto all' Università mentre i restanti risultavano disoccupati o altrimenti occupati.
Questi risultati dovevano creare un allarme ed una inversione di tendenza nella sopravvalutazione della nostra economia turistica ed indirizzare quindi la formazione verso attività a turn-over generazionale negativo quali ad esempio la risorsa Mare, l' artigianato tipico e di qualità, l' agricoltura, l' elettromeccanica, le costruzioni, oppure l' allora nascente industria delle energie rinnovabili.
Invece niente, anzi si sono continuate a creare aspettative e a millantare performance falsificando anno dopo anno le presenze turistiche.
Ultima in ordine di tempo la falsificazione degli arrivi e delle presenze messe in atto dal Consorzio turistico che nel 2008 ha incrementato di quasi seicentomila le presenze rispetto al 2007.
Ancora oggi si fanno spregiudicati convegni, si spendono centinaia di migliaia di euro e si scomodano professoroni per fare ricerche di mercato per l' incremento turistico e nessuno parte dai dati fondamentali necessari per qualsiasi programmazione: quanto è il fatturato aggregato, quanti sono gli addetti, quanto incide sull' economia locale, quali sono i pro o i contro o meglio i costi/benefici dei progetti che si andranno a realizzare.
Così per mascherare profonde lacune i vari politici che si sono succeduti hanno improntato la loro azione su due perni strettamente collegati l' urbanistica ed il turismo, l' uno interfaccia dell' altro perché è notorio che gli appartamenti in zone turistiche hanno un valore molto alto e non fa niente se abbiamo quasi quattromila appartamenti vuoti sia per la speculazione estiva, con affitti stagionali tutti in nero, che per l' alto costo degli affitti per cui le famiglie indigenti sono costrette ad occupare le case popolari.
La tempesta che sta sconvolgendo l' Alberghiero è anche frutto di una mancata politica socio-economica e le colpe non vanno scaricate tutte al Preside in carica, perché governare oltre mille studenti in un edificio che è al 20% inagibile non è uno scherzo.
Solo con una profonda conoscenza della nostra economia ed individuando così i veri settori trainanti e con possibilità di grande sviluppo possiamo uscire fuori dal tunnel in cui ci siamo infilati per cui siamo continuamente sollecitati alla cementificazione di tutto il territorio.
Ma per far questo è necessario che l' elettorato individui e penalizzi i millantatori e premiare persone meritevoli che intendono la politica come servizio e non come una carriera.
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23/03/2010
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