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Operazione "facebook". Arrestati due giovani stupratori

Ascoli Piceno | CARLO MARIA SANTINI ed ENRICO MARIA MAZZOCCHI, entrambi 18enni, accusati di violenza sessuale di gruppo per aver violentato una sedicenne dopo averla condotta in un appartamento e averla fatta ubriacare.

di Redazione

La vicenda ha inizio poco più di un mese fa, quando una sera una signora porta la giovane figlia al Pronto Soccorso dell'Ospedale Civile "Mazzoni" di Ascoli Piceno: la ragazza, sedicenne, versa in uno stato di intossicazione alcolica acuta.

Ma la cosa più sconvolgente è che la minore asserisce di essere stata vittima di violenza sessuale. Viene così sottoposta a una visita ginecologica specialistica. L'esito purtroppo è quello più crudele: vengono, infatti, riscontrati i segni inequivocabili di una violenza sessuale. Esito che è già preannunciato da un elemento: gli slip della ragazza, al momento del ricovero, presentano una vistosa macchia ematica.

Il suo corpo, inoltre, è così gravemente piegato dall'alcool da rendere necessario il ricovero in ospedale per due giorni. La sedicenne, solo una volta ristabilitasi, ha la forza di raccontare ai poliziotti quanto accaduto: il pomeriggio del misfatto, la giovane era andata nell'appartamento di proprietà di quello che credeva un suo amico, ovvero di Santini Carlo Maria. Ma ad aspettarla in quella casa sono in due, c'è, infatti, anche Mazzocchi Enrico Maria. I due danno da bere superalcolici alla ragazzina finché questa, accusando malessere e stordimento, si distende su un letto.

E qui la casa si trasforma nella peggiore delle trappole. La minore riferisce agli inquirenti di ricordare, seppur in modo frammentario e confuso, di aver subito abusi sessuali da parte di entrambi i ragazzi. C'è anche un altro elemento che avvalora il racconto della sedicenne e che rende la storia ancora più agghiacciante. Infatti, testimone di tale violenza è proprio la madre della vittima che impotente ascolta "in diretta" telefonica ciò che di inquietante e terribile sta accadendo alla ragazza: la donna, infatti, telefona alla figlia mentre è in balia dei due stupratori e, dato che la comunicazione non viene chiusa, ascolta sconvolta la violenza che si consuma nella stanza.

Le successive attività di indagine, condotte con l'escussione di numerosi testimoni e soprattutto con l'ausilio di attività di intercettazione, hanno permesso di attribuire ai due arrestati precise responsabilità in relazione a quanto denunciato
Fatto inquietante è che Santini è stato uno dei principali protagonisti della recente operazione antidroga denominata "Messenger", condotta dalla Squadra Mobile sotto la direzione della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Ancona e della locale Procura.

Ricordiamo, infatti, che l'indagine antidroga "Messanger" aveva tratto impulso dalla coraggiosa denuncia sporta da un quattordicenne, il quale aveva raccontato di essere stato soggiogato psicologicamente proprio dal Santini, che lo aveva iniziato all'uso della cocaina e lo aveva ripetutamente costretto a rubare, in casa propria, denaro e oggetti preziosi, per potersi rifornire di stupefacente.
Grazie alle indagini è stato accertato che quello stesso appartamento che aveva costituito luogo di ritrovo di numerosi giovani che organizzavano festini a base di droga, alcol e sesso, successivamente era stato teatro della violenza sessuale. Infatti il Tribunale per i Minorenni delle Marche, aveva prescritto al Santini il divieto di recarsi presso quella abitazione. Prescrizione che il giovane ha ripetutamente violato.

Dunque tra le due operazioni, "Messanger" e "Facebook", cambia solo la piazza "virtuale" e lo scopo per cui agganciare le giovanissime e inconsapevoli vittime. Perché se nel primo caso lo scopo precipuo era quello di reclutare potenziali vittime a cui vendere droga, nel secondo il web era, invece, il mezzo per adescare fanciulle per convincerle o costringerle ad avere rapporti sessuali: mercato della droga, mercato del sesso.

Non a caso il diciannovenne ha sfruttato in maniera malvagia anche le potenzialità di "Facebook", il moderno social network, attualmente molto in voga, che permette di rimanere in contatto con gruppi di persone, cosiddetti "amici"; e dove è pertanto possibile scambiarsi messaggi, vedere cosa gli altri stanno facendo, o consultare link o contenuti che gli amici di volta in volta propongono.
Infatti è su "Facebook" che Santini da sfogo alla sua attrazione morbosa, quasi ossessiva per la ragazzine più piccole, alcune delle quali già fidanzate. Come in una sfida dove lui si atteggia a uomo consumato e cerca di agganciarle come "amiche". Per poi bombardarle di messaggi e telefonate con l'intento di farle cadere nella sua "rete".

Però è proprio su Facebook che Santini "scivola" e commette errori. Una madre, infatti, percepita la personalità pericolosa di costui, temendo che la figlia lo potesse frequentare ancora, dismette i panni di adulta e indossa "virtualmente" quelli di una ragazza: chiede così, sotto mentite spoglie, "l'amicizia" al diciottenne, il quale accetta. La mamma "investigatrice" appura concretamente il lato malvagio del Santini e, spaventata, vieta alla figlia di frequentarlo.

Anche un'altra madre, questa volta dopo i clamori dell'operazione "Messanger", si frappone tra la figlia quattordicenne ed il Santini. Le vieta di frequentarlo, le sottrae il telefonino e risponde al posto suo. Ma il ragazzo, imperturbabile nonostante la giovane età, la insulta e arriva persino a minacciarla. Tutti comportamenti a cui il Santini è avvezzo. Difatti costui ed il Mazzocchi, complice dello stupro della sedicenne, sono accusati anche di un grave tentativo di inquinamento probatorio, poiché hanno più volte avvicinato sia la giovane vittima che la madre, facendo pressione affinché ritrattassero le accuse. Dalle intercettazioni, inoltre, è emerso che i due, consapevoli della gravità del reato commesso, progettavano una fuga all'estero.

Ma se alcuni genitori temono per le sorti delle proprie figlie e le salvano, proprio grazie al lavoro svolto dalla Polizia con l'operazione "Messanger," paradossalmente è proprio da questa circostanza che il Santini trae ulteriore vigore narcisistico. Il diciannovenne ascolano, infatti, in concomitanza con la diffusione delle notizie relative a quell'operazione, si esalta e riceve persino messaggi di congratulazioni che lo elevano a rango di "vip".

Ciò a conferma di come riuscisse a esercitare un fascino perverso sui ragazzi più giovani di lui. Di come soggiogasse le sue deboli vittime, incapaci di distinguere il reale dal virtuale e dunque il bene dal male. La Polizia, infatti, ha accertato una decina di contatti, ma teme che le giovani adescate possano essere molte di più: in un'intercettazione telefonica si parla di quaranta ragazze portate nel famigerato appartamento. Pertanto gli inquirenti, alla luce di quanto è emerso, temono che possano esserci state altre violenze ai danni di giovani vittime. Così rivolgono un appello non solo a costoro, ma anche alle rispettive famiglie: di non aver paura, di superare l'eventuale vergogna e di collaborare con la giustizia.

20/10/2009





        
  


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