La Sala dello squallore
San Benedetto del Tronto | Incuria e abbandono sono gli aggettivi che fotografano meglio la Sala del Consiglio Comunale, luogo cardine della vita politica e istituzionale della città. Tra moquette consunta e banchi sporchi spiccano quelle che un tempo furono poltrone...
di Marco Braccetti
Moquette sporca e scollata, banchi di legno scarabocchiati, poltrone ridotte ai minimi termini. Attenzione. Quelli che stiamo elencando non sono i particolari di una bettola di periferia. Stiamo descrivendo la Sala Consiliare del Comune di San Benedetto del Tronto.
Chiunque si trovi a passare al primo piano del Palazzo Municipale di Viale De Gasperi può costatare di persona lo stato della sala dove si raduna la massima assemblea cittadina. Un luogo che, se non altro per l'importanza civica, avrebbe meritato una priorità particolare nei recenti lavori di restyling.
E sì, perché il piano che ospita la Sala Consiliare è stato oggetto nei mesi scorsi di lavori di ristrutturazione. I locali dell'URP sono stati tirati a lucido e sono sorti i nuovi uffici degli assessori. Ma la sala del Consiglio non è stata toccata.
Ad aggravare ancor di più la situazione c'è il fatto che in quell'ambiente deturpato si svolgono spesso importanti cerimonie ufficiali: premi letterari, consegne di civiche benemerenze ed incontri con delegazioni estere.
In pratica la domanda è questa: ma che figura ci facciamo? Che figura fa la città presentando ad ospiti illustri un biglietto da visita così sgualcito? Se si promuovesse un sondaggio, anche il più fervente anti-politico sarebbe favorevole a spendere quel minimo necessario a ridare decoro ad un ambiente così importante. Nessuno vuole arazzi, tappeti persiani o poltrone in pelle umana, per dirla alla Fantozzi, ma, ripetiamo, solo quel poco che serve per rendere l'ambiente decoroso.
Quello che colpisce di più è il pessimo stato delle poltrone: sono lì da oltre un decennio, da quando è sorto il nuovo Comune. Hanno visto legarsi e sciogliersi alleanze politiche; nascere, crescere e morire grandi o piccoli progetti. Sono circa trenta, praticamente tutte sono difettate. Alcune davvero superano la soglia dell'indecenza: la pelle nera è ormai lisa e da più parti fuoriesce la gommapiuma dell'imbottitura. I braccioli, un tempo imbottiti, sono ‘scarnificati' e la loro ossatura interna in legno è esposta in bellavista, come la peggiore delle fratture.
A questo punto sarebbe troppo facile malignare. Sarebbe troppo facile ricordare che poco dopo il suo insediamento il Sindaco ha pensato bene di spendere più di 30mila euro per il restyling dei suoi uffici: locali finemente arredati e sempre profumati lontani però dalla vista del cittadino comune che invece può osservare lo squallore di una Sala Consiliare trasandata.
Per carità, anche l'Ufficio del Sindaco è un luogo di rappresentanza, ma crediamo che la Sala del Consiglio Comunale, per l'uso che oggi ne viene fatto - ossia come fulcro della vita democratica, civile ed anche culturale della città - sia di gran lunga più importante.
21/10/2008
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