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"San Benedetto del Tronto diventi Comune denuclearizzato"

San Benedetto del Tronto | Pubblichiamo una mozione che il Capogruppo dei Verdi Andrea Marinucci presenterà al prossimo Consiglio Comunale. Oltre al testo della mozione è disponibile anche un commento dello stesso Marinucci sulle questione 'nucleare in Italia ed a San Benedetto'.

Il sottoscritto, Andrea Marinucci, consigliere comunale del gruppo dei Verdi per la Pace,

premesso che:

nel 1987 oltre venti milioni di italiani hanno votato un referendum contro il nucleare (più dell'80% dei votanti);

considerato che:

nel programma dell'attuale governo Berlusconi c'è la riesumazione del progetto nucleare;

negli ultimi tempi il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, ha più volte dichiarato che entro questa legislatura porrà la prima pietra per la costruzione nel nostro paese di un gruppo di centrali nucleari;

un recente studio del CNR ha inserito la città di San Benedetto del Tronto nella lista dei possibili siti idonei ad ospitare una centrale nucleare con relativo deposito di scorie radioattive;

tutto ciò premesso e considerato

IMPEGNA IL CONSIGLIO COMUNALE:

a) a dichiarare il Comune di San Benedetto del Tronto "Comune denuclearizzato" e pertanto contrario a che nel proprio territorio comunale possano mai sorgere impianti ad energia nucleare per fissione di materiali radioattivi e ne possano mai avere deposito o transito materiali radioattivi anche di bassa attività, materiali arricchiti o impoveriti, scorie radioattive, materiali allo stato solido, liquido o gassoso contaminati da fonti radioattive;

b) a dichiarare la propria totale contrarietà all'ipotesi di scelta di localizzazione nel nostro territorio di depositi di scorie radioattive e a promuovere la mobilitazione totale dell' opinione pubblica locale perché si adottino tutte le iniziative lecite atte ad impedirne l'installazione e/o lo stoccaggio.

Di seguito il commento: 

Ne abbiamo già parlato la primavera scorsa quando è stato reso pubblico uno studio del CNR sui possibili siti dove potrebbero sorgere centrali nucleari che includeva la nostra bellissima città. Ce ne sarebbe per un´immediata insurrezione popolare ma i sambenedettesi (e dintorni) sono lenti e per incazzarsi aspetteranno quando vedranno muoversi la macchina nucleare sotto casa loro. Il ministro dello Sviluppo Economico, Scajola, vuol fare lo sconto sulla bolletta a chi darebbe il consenso alla costruzione delle centrali nucleari vicino casa: dia lui l´esempio con una discarica di scorie nucleari nel suo giardino, la bolletta gliela paghiamo noi.

Il mio pensiero sul ritorno al nucleare non puo´ essere che negativo e provo a spiegarne i motivi. Prima di tutto quello economico, basta un solo discorso per dire quanto questo progetto sia folle. Occorrono decine di miliardi di euro per la costruzione delle centrali nucleari (ed altrettante risorse per la gestione e manutenzione di queste complesse strutture, e ancora ulteriori enormi risorse per lo smantellamento delle stesse dopo circa venti anni di vita media, e ancora le enormi risorse per la messa in sicurezza delle scorie e il controllo delle stesse per secoli...per non parlare della progressiva scarsità del combustibile usato, l´uranio...).

Moody´s, la nota agenzia di rating (valuta l´affidabilità dell´ investimento) ha stimato che il prezzo reale di una centrale nucleare arriverebbe a 4.000 euro per ogni Kw di potenza, mentre l´equivalente prodotto con l´eolico attualmente si aggira sui 3.000 euro. Inoltre i tempi di realizzazione: se si partisse immediatamente a costruire, entrerebbe in funzione (secondo i tecnici EDISON) nel 2019. Se ciò si avverasse sarebbe la prima volta in Italia che un´opera viene realizzata nel tempo previsto.

Credo che queste ingenti risorse pubbliche debbano essere destinate alla diffusione delle energie rinnovabili e soprattutto al miglioramento dell´efficienza energetica, su cui, secondo studi recenti, sono possibili risparmi dell´ordine del 30%, rispetto i consumi energetici attuali. Tra 3-4 anni il solare dovrebbe diventare conveniente rispetto al nucleare anche senza finanziamenti pubblici: avremmo da isolare 10 milioni di tetti, un´impresa che rilancerebbe l´economia italiana perché i tetti non si possono isolare in Cina, sono qua!!! Ma l´energia solare può essere definita "anarchica", nel senso che ogni singolo cittadino potrebbe produrla in maniera autonoma e quindi darebbe fastidio alle multinazionali del settore.

Non apro poi il discorso della sicurezza delle centrali nucleari, che non è certo totale come qualcuno vorrebbe farci credere, delle incognite legate a possibili attentati terroristici, anche dei siti di stoccaggio delle scorie, e la responsabilità di trasferire sulle generazioni future i nostri problemi. Un incidente che i fautori del nucleare definiscono di piccola entità (vedi i recenti incidenti in Francia e Slovenia), come minimo significa che hanno inquinato le falde acquifere con scorie radioattive e solo quando i nostri figli nasceranno deformi ci accorgeremo che forse avevano sbagliato a sottovalutare il problema. Credo infine che la "proposta nucleare" sia soprattutto conveniente a coloro che queste centrali le dovranno costruire e gestire, cioè i grandi gruppi industriali del settore, che potranno avere a disposizione montagne di denaro pubblico.

Per tutte queste ragioni, a cui unisco la evidente vocazione turistica del nostro territorio e l´alto livello di presenza antropica nello stesso, mi sono fatto promotore, presso il consiglio comunale, di una mozione che impegni tutte le forze politiche a dichiarare il nostro territorio indisponibile ad accogliere qualsivoglia attività legata alle centrali nucleari e San Benedetto del Tronto "comune denuclearizzato" a garanzia dei cittadini residenti, di tutti i nostri turisti e delle generazioni future che vivranno nel nostro territorio.

13/09/2008





        
  



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