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Successo di Beppe Grillo col suo 'Reset 2007': "Dopo aver ‘resettato' cercate la ‘conoscenza'."

Ancona | Grande appuntamento ieri sera al Palarossini dove il comico genovese ha portato il suo spettacolo dal tour 2007, "Reset". Molti i temi toccati durante le oltre due ore ininterrotte di show, dalla politica all'economia, dall'ambiente alla religione.

di Paolo Leccese

Il comico genovese Beppe Grillo

In un Palarossini gremito all'inverosimile, nonostante il violento temporale abbattutosi sul capoluogo, un vulcanico Beppe Grillo ha intrattenuto la platea con uno show a dir poco entusiasmante, ricco di battute pungenti sui temi più cari al comico genovese e alcuni interventi e contributi video che stanno a dimostrare che Grillo parla dei fatti, dei disagi della gente comune.

La cosa singolare che balza subito agli occhi dello spettatore è l'assenza del palco, a testimoniare la coerenza del "Grillo parlante" che da sempre auspica per l'Italia una democrazia dal basso, fatta dai cittadini, senza distinzioni di casta e di status sociale.

Al suo ingresso in scena il pubblico gli ha tributato uno scrosciante applauso prima ancora di aprire bocca e il comico, visibilmente commosso, ha esordito: "Questo applauso me lo tengo stretto, è un applauso che viene dal vostro cuore perché avete condiviso con me il lavoro fatto fino ad oggi."

Innanzitutto Grillo presenta il suo spettacolo spiegando perché lo ha chiamato "Reset", termine informatico che definisce l'azione che si compie per cancellare tutti i dati, e dice: "Reset sta per cominciare dall'inizio, cancellare tutto. Pensate che tutte le cose che sapevate fino ad ora sono false, le uniche cose vere le so io!"

E ha inizio lo spettacolo di un Grillo che non sta mai fermo, che gira tra gli spettatori inseguito dalla telecamera che proietta la sua immagine sui maxischermi. Cominciano le battute che di tanto in tanto puntano qualche spettatore ignaro, che finisce per essere prima scosso e poi abbracciato dal comico.

Ma parla anche e soprattutto della città di Ancona, definita come "una città straordinaria, ma che avrebbe bisogno di essere bombardata per eliminare tutti i nuovi mostri creati dall'amministrazione". Denuncia il fatto che, nelle classifiche riguardanti la qualità della vita, in pochi anni il capoluogo marchigiano è passato dal 4° al 58° posto, "nonostante abbiate una terra fantastica e la presenza del biologico." In particolare se la prende con il sindaco per la realizzazione dei parcheggi nel campus studenti dell'università e, grazie al prezioso contributo di un filmato realizzato dal "Meetup - Amici di Grillo" di Ancona, che conta circa 350 associati, ha parlato della situazione critica in cui versa Falconara a causa della raffineria Api in cui si sono verificati negli ultimi anni numerosi incidenti (l'ultimo risale allo scorso aprile) che hanno provocato la dispersione di sostanze nocive nell'aria e il riversamento di indefinite quantità di olio combustibile nelle acque del litorale che va da Falconara a Senigallia.

E da questo fatto prende spunto per criticare la legge del '92 che prevedeva la destinazione del 7% delle tasse sull'energia alle energie rinnovabili, mentre è noto che questi contributi vanno a finire nelle casse delle stesse compagnie petrolifere e di quelle costruttrici degli inceneritori e dei rigassificatori, "impianti che non hanno affatto una funzione positiva, come qualche politico ci vuol far credere, ma immettono nell'atmosfera un'elevata quantità di polveri sottili, causa dell'aumento delle patologie tumorali nelle zone in cui sono presenti questi ecomostri."

Un argomento che ha toccato la sensibilità del pubblico è stato quello della sentita denuncia da parte di Grillo, padre di ben sei figli, della scomparsa nell'ultimo anno in Italia di 1.800 bambini, 300 dei quali italiani e 500 sotto i 14 anni. E il comico attacca i mezzi di informazione che non fanno trapelare queste cifre terribili e denuncia che in questo modo "scompare l'infanzia, non solo i bambini."

Altro tema scottante quello della religione, delle sue intromissioni nella politica italiana e dei preti pedofili. Denuncia l'allontanamento della gente dalla Chiesa, definita come un'azienda con "2 milioni e mezzo di impiegati in nero, gestita da un Amministratore Delegato tedesco (il Papa, ndr)."
E fa vedere un pezzo del documentario di 40 minuti realizzato dalla BBC (disponibile sul suo blog, www.beppegrillo.it, con sottotitoli in italiano), trasmesso in tutto il mondo e che in Italia sarà probabilmente visibile durante la trasmissione "AnnoZero" di Michele Santoro di giovedì su RaiDue.
Critica fortemente il Family Day e l'ipocrisia dei politici che vi hanno preso parte in quanto separati (cita Casini) o noti "puttanieri" (Berlusconi). A questo proposito lancia una provocazione, fare una legge per "obbligare i preti italiani a sposarsi, in modo che quando parlano di famiglia sanno di cosa parlano."
Ma soprattutto dice che il polverone levato sui Dico è un falso problema, "sarà servito alla politica per nascondere qualche altra notizia più scottante", perché ci sono in tutto il mondo civile e in nessun altro Paese si è giunti a un tale livello di discussione.

Non mancano le accuse alla sua "vittima" preferita negli ultimi anni, il "tronchetto dell'infelicità" (Marco Tronchetti Provera), per parlare della questione Telecom e affermando di essere al momento "il socio di maggioranza, in quanto 175.000 piccoli azionisti mi hanno dato la delega per rappresentarli nel prossimo consiglio di amministrazione." E denuncia di aver ricevuto 3 lettere di "avvertimento" dalla Consob per turbativa di borsa, mentre gli alti dirigenti Telecom rimangono impuniti nonostante 70.000 dei 150.000 operai siano stati licenziati. "Tutto per colpa della Legge Biagi - sostiene il comico - che andrebbe abolita domani mattina, perché ha ridotto l'Italia in un Paese di laureati con master precari che lavorano nei call center di Telecom."

Un passaggio importante e a tratti commovente dello spettacolo è stata la telefonata in diretta di Pino Masciari, un imprenditore calabrese che ha avuto il coraggio di denunciare le continue pressioni subite dalle cosche, da politici e magistrati (tutti condannati) e che ora si trova esiliato con la propria famiglia nel nord Italia, ma abbandonato dalle istituzioni. Gli è stata tolta la scorta ed è aiutato da un gruppo di "giovani di Don Ciotti" che lo accompagna nei suoi movimenti.

Più che una provocazione si è trattato di una vera e propria proposta quella di "accorpare i comuni al di sotto dei 10.000 abitanti in modo tale che avremmo 850 comuni al posto degli attuali 8.500 con un risparmio di otto finanziarie per le casse dello Stato e, soprattutto, per le tasche dei contribuenti." E a conclusione dello spettacolo ha spiegato che per ottenere un "Comune a 5 stelle" le amministrazioni, anziché fare parcheggi e centri commerciali, devono puntare alla mobilità, al giusto smaltimento dei rifiuti, all'impossibilità che l'acqua venga privatizzata e all'investimento sulle energie rinnovabili.

Sono stati tanti altri i temi trattati dal comico, non meno importanti, come il nepotismo in Rai, le stock options Fiat, i 40 milioni di euro sprecati per il sito turistico www.italia.it, i caduti sul lavoro, la situazione critica della scuola, il tesoretto "dove lo metto?", la missione in Afghanistan, le pensioni, la giustizia, l'anzianità della politica, il servilismo del giornalismo, la povertà sempre più dilagante in Italia, la commissione antimafia composta da due condannati in via definitiva per associazione mafiosa, la tecnologia del wi-max (antennina che emana un segnale a microonde con potenza di 10 megabit in un raggio di 50 km e si può telefonare gratis con qualsiasi cellulare)...

È uscito di scena urlando che "la cosa principale da fare dopo aver ‘resettato' è cercare la ‘conoscenza'."

Chi si aspettava uno spettacolo in cui ridere e basta sarà rimasto deluso. Lo show di Beppe Grillo si è trasformato in un momento di riflessione sui temi più scottanti della società italiana. La comicità di Grillo è uno stimolo a fermarsi per capire cosa si può fare per migliorare il sistema Italia ormai allo sbando, lontano dai problemi veri della gente, governato da lobby affaristiche che mettono i loro interessi in primo piano, a scapito del bene comune.

La sensazione che lascia questa serata è quella di un sacco di risate...ma con l'amaro in bocca...

29/05/2007





        
  



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