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Cooperative, Spacca è il personaggio più influente

| ANCONA - Secondo la ricerca sugli scenari della cooperazione, realizzata da Cooperstudi e dalla Polis, seguono la famiglia Merloni e Diego Della Valle.

Il presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca, è il personaggio più influente secondo una graduatoria stilata da un campione di cooperative marchigiane. Seguono la famiglia Merloni e l’imprenditore Diego Della Valle. Più distaccati Maria Paola Merloni, all’epoca delle interviste ancora presidente di Confindustria Marche, Enzo Giancarli, presidente della Provincia di Ancona, e Palmiro Ucchielli, presidente della Provincia di Pesaro e Urbino.

Le scelte dei cooperatori sono emerse dall’indagine “La cooperazione domani: analisi degli scenari nel mondo cooperativo delle Marche”, promossa da Cooperstudi, il Centro studi sulla cooperazione marchigiana, e dalle Centrali cooperative Agci, Confcooperative, Legacoop, Unci e realizzata da La Polis, Laboratorio di studi politici e sociali dell’Università di Urbino, diretto da Ilvo Diamanti, che è stata presentata nella Sala Raffaello della Regione ad Ancona.

La fiducia verso il mondo cooperativo (87,6%) e le associazioni di volontariato (80,1%) sono precedute solamente dalla stima verso il presidente della Repubblica, all’epoca Carlo Azeglio Ciampi (88,7%). Le altre istituzioni risultano maggiormente distanziate e chiudono la classifica il Governo centrale (30,6%), la pubblica amministrazione (32,3%) e le banche (25,8%)

Nella ricerca, curata da Fabio Turato della Polis e costruita con delle interviste telefoniche su un campione di 186 cooperative, fatte a marzo 2006, e a testimoni privilegiati dell’economia, delle istituzioni, del sindacato, l’attenzione degli intervistati si sposta poi verso altri rappresentanti degli Enti locali.

Dall’indagine emerge che i rapporti fra il mondo cooperativo e la società passano attraverso una fitta rete di relazioni, come nel caso della politica in cui esiste un rapporto consolidato. Per il 43,7% del campione intervistato dalla Polis, il rapporto fra cooperative e mondo politico è “inevitabile a condizione che i due ambiti restino più indipendenti possibile”. Per il 21,3%, il rapporto è “sbagliato e gli ambiti in questione dovrebbero rimanere separati”, il 18,6% dei responsabili delle cooperative afferma che il rapporto fra politica e cooperative rappresenti la “normalità”, per il 16,4% il rapporto è “utile e necessario per collegare la società con il mondo politico”.

30/10/2006





        
  



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