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Pechino:un assaggio di olimpiadi per gli azzurrini marchigiani

| ANCONA - Si è appena conclusa l’avventura sotto la Grande Muraglia per i tre marchigiani in azzurro ai Mondiali Juniores di Pechino.

Si è appena conclusa l’avventura sotto la Grande Muraglia per i tre marchigiani in azzurro ai Mondiali Juniores di Pechino. Un’esperienza decisamente intensa e avvincente per i nostri Alessandro Berdini, Alessandro Botti e Francesca Ramini che hanno così avuto l’opportunità di un confronto internazionale ai massimi livelli, proprio nella Paese che tra due anni ospiterà i Giochi Olimpici.

E la rassegna iridata juniores è stata, a tutti gli effetti, una sorta di “prova generale” di quello che sarà l’evento a cinque cerchi del 2008, a partire da una cerimonia d’apertura veramente grandiosa e spettacolare. Altissimo il profilo tecnico dei risultati realizzati, nonostante il gran caldo e l’aria a tratti irrespirabile della capitale cinese, dagli atleti delle 182 rappresentative di tutto il mondo che hanno animato la manifestazione. Tanti anche i nomi che puntualmente si sono messi in luce e di cui sentiremo presto parlare a livello assoluto sulla scena internazionale. E’ il caso del discobolo estone Margus Hunt, un colosso di 100 kg per oltre 2 metri di altezza, che al primo lancio di qualificazione, 66,35 m, ha migliorato subito di mezzo metro il record del mondo juniores. Ma il diciannovenne baltico è stato, poi, capace di ripetersi e superarsi in finale, lasciando tutti a bocca aperta, con due incredibili bordate da 66,68 e 67,37 m.

Una finale in cui aveva “rischiato” di esserci anche Alessandro Botti, ma che per il discobolo ascolano, Campione d’Italia in carica, è rimasta, purtroppo, un sogno per appena 5 centimetri. 55,40 m, infatti, era la misura del suo miglior lancio nelle qualificazioni, battuta dal lituano Giedrius Sakinis che, all’ultimo tentativo in pedana, faceva atterrare il suo attrezzo a 55,45 m. Comprensibili la delusione e la rabbia del marchigiano che ha, comunque, fatto meglio dell’altro discobolo azzurro Federico Apolloni, primatista italiano della specialità con 57,33 m, che a Pechino non è andato oltre il 18° posto con un lancio da 53,97 m.

Nella staffetta 4x100, invece, lo sprinter maceratese Alessandro Berdini è stato protagonista di un’apprezzabile terza frazione. Ma il crono ottenuto dal quartetto azzurro, 41.59 ovvero il settimo in batteria, non è bastato per accedere alla finalissima. Un piccolo risentimento muscolare ha, invece, impedito alla fermana Francesca Ramini di scendere in pista nella 4x100 femminile in cui le italiane, con 45.57, si sono dovute accontentare del quinto posto in batteria.

“Le performance dei nostri atleti in un evento di questa portata – commenta il Consigliere Nazionale della FIDAL, Giuseppe Scorzoso, presente a Pechino – vanno lette anche alla luce dei rispettivi personali e, soprattutto, in prospettiva. Molti degli under 20 italiani che hanno, infatti, preso parte alla rassegna iridata sono soltanto al primo anno di categoria e hanno dimostrato di avere delle potenzialità da sviluppare e grazie alle quali potranno giocarsi delle buone carte già l’anno prossimo agli Europei Juniores di Hengelo.”



20/08/2006





        
  



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