Riforma dello zucchero
Fermo | Il presidente provinciale di Coldiretti, Marco Maroni: "Assurdo e demagogico dire che il no avrebbe salvato la bieticoltura"
“Chi continua a far credere che la Riforma dell’Ocm Zucchero si potesse scongiurare con il semplice no italiano, o non conosce i meccanismi dell’Europa agricola o è alla ricerca di facili consensi”.
E’ quanto afferma la Coldiretti provinciale, in merito alle accuse lanciate dal consigliere comunale di Forza Italia, Renato Malloni.
“E’ lo stesso atteggiamento di chi un anno e mezzo fa decise di far cadere ogni possibilità di trattativa, con il risultato di avere una proposta della Commissione infinitamente peggiore di quella che, invece, si sarebbe potuta ottenere – spiega il presidente Marco Maroni - Ora, a riforma fatta è sicuramente facile affermare che era meglio restare come prima. Bisognerebbe però spiegare in che modo. Il fronte del no, che si è comunque incrinato subito ma non per iniziativa italiana, non avrebbe potuto contrastare la riforma, anche perché Francia e Germania erano dall’altra parte. Al contrario, la trattativa ha consentito di portare a casa un pacchetto finanziario di 223milioni di euro di aiuti che ha suscitato i malumori di tutti gli altri ministri europei”.
Anche sulle cifre si deve poi fare chiarezza. Il prezzo della bietola, ferma restando la riduzione delle quote, non diminuisce del 40%, poiché attraverso il sostegno accoppiato e l’aiuto disaccoppiato passerà dagli attuali 43,97 euro a tonnellata a 44,04 €/t (o 42,91, senza l’articolo 69). Senza dimenticare che a livello nazionale è previsto un aiuto aggiuntivo di 11 euro a tonnellata (corrispondente a 84,6 €/t zucchero) sulla cui destinazione si dovrà ora discutere. Quanto poi alla riduzione delle quote, essa è del 50% solo nominalmente, poiché nel nostro paese non si è mai prodotto tutto lo zucchero consentito. E ai tavoli delle trattative molti paesi si sono lamentati del fatto che il taglio all’Italia era in realtà solamente del 35%.
“Coldiretti non afferma che questa è la riforma ideale – conclude il direttore della federazione provinciale, Anacleto Malara - ma rispetto alla proposta della Commissione abbiamo portato a casa un buon risultato. Ora la speranza è che la si smetta di insistere su polemiche assolutamente inutili e fatte per calamitare il consenso, mettendosi invece attorno a un tavolo per programmare il futuro della bieticoltura picena, a cominciare dalla destinazione dello stabilimento Sadam di Fermo.
E’ vero che la produzione di biocarburanti incontra oggi degli ostacoli, ma Coldiretti lancerà nelle prossime settimane una proposta di legge di iniziativa popolare per produrre un milione di tonnellate di biocarburanti dalle coltivazioni agricole nazionali. Serve, ovviamente, la volontà politica di puntare su questo settore, e invitiamo dunque tutti a indirizzare le energie verso questo obiettivo, piuttosto che sprecarle in altre direzioni, foriere di consenso ma lontane dalla realtà dei fatti”.
Per il prossimo 10 gennaio Coldiretti ha organizzato inoltre un convegno alla Sadam di Fermo nel corso del quale si discuterà proprio della riforma e del futuro delle bietole.
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31/12/2005
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