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Scuola: Sbarbati (MRE):"piano quinquennale per scuola, univeristà e ricerca"

| STRASBURGO - Il segretario nazionale dei Repubblicani Europei: "Questa riforma mortifica il sapere".

 "Il prossimo governo dovrà porre in essere un piano straordinario quinquennale per la scuola, l'università e la ricerca dotandolo di adeguate risorse finanziarie per la ripresa del nostro Paese" dichiara Luciana Sbarbati segretario nazionale dei Repubblicani Europei.

"Questa riforma mortifica il sapere, l'apprendimento e la formazione che vengono appiattiti su logiche che vedono i docenti utilizzati non in termini qualitativi e di efficacia ma solo in termini del loro mero utilizzo orario - prosegue la Sbarbati - Oggi più che mai la presenza in piazza a Roma di migliaia di studenti, di docenti e di precari del sistema scolastico e universitario rappresenta il malessere che questa riforma, non condivisa ma imposta, ha generato. Innovare la scuola e l'università  non significa omologare come pure dare autonomia non significa prevaricare. Modernizzare la scuola e luniversità richiede 4 interventi essenziali da cui non si puo? prescindere:

1 - i saperi generali di base vengano solidamente fondati nel primo biennio, come nel percorso precedente;

2 - che la cultura di settore in funzione orientativa sia, fin dal primo biennio della scuola secondaria superiore, definita di concerto con il mondo produttivo per l'individuazione delle componenti significative e dei relativi contenuti e traguardi senza "invenzioni" slegate dalla realtà;

3 - che la scuola e le università acquisiscano la capacità progettuale necessaria per processi di insegnamento-apprendimento fondati sull'interazione costante tra conoscenze, sistemazioni teoriche e dimensione operativa;

4 - che l'università torni ad avere quella funzione primaria sia nella ricerca di base che nella formazione del capitale umano del Paese.

"Infine - conclude la Sbarbati - la qualità della didattica e dell'insegnamento scolastico ed universitario non debbono essere compressi da logiche dirigiste, mortificate nel trattamento economico ma valorizzate da una formazione continua in funzione di un unico grande obiettivo: l'istruzione e la formazione dei giovani perché siano cittadini liberi, colti, con una mente critica e capaci di decidere il loro futuro".

25/10/2005





        
  



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