Galiè: riconoscenza e riconoscimenti ai caduti della Repubblica di Salò e della decima Mas
San Benedetto del Tronto | Per il capogruppo di AN anch'essi hanno creduto all'affermazione dell'identità comune attraverso la donazione di sé
di Emidio Galiè*
Ci allontaniamo dalla data del 25 Aprile ma sento il dovere morale e civile di accostare ai resistenti sambenedettesi citati da Gaspari alcune vittime altrettanto sambenedettesi che si sono sacrificate nella RSI e nella X MAS. Andrebbero allora commemorati tutti con eguale riconoscenza e adeguati riconoscimenti perché anche quest'ultimi hanno creduto nell'affermazione dell'identità comune attraverso la donazione di sé.
È innegabile che si è sempre ricordato esclusivamente i caduti di una certa pulizia razziale, a scapito di anime che credevano nell'Italia una e indivisibile. Aderire alla ricorrenza del 25 Aprile non ci accalora perché non le riconosciamo valenza unitaria, perché è stata enfatizzata e strumentalizzata per decenni dall'ideologia di sinistra, perché è servita a mortificare le famiglie degli "altri" morti per l'Italia.
Noi di Destra stiamo riconquistando lentamente la nostra identità nazionale grazie alla rilettura intellettualmente onesta dei fatti storici, manipolati e interpretati da una sinistra orientata per lungo tempo ad est, e la manifestiamo attraverso segni solo apparentemente esteriori: l'engagement nella pratica politica, la riproposta dell'inno durante le manifestazioni nazionali e la rivendicazione della riscrittura dei libri di storia, per citarne alcuni.
I nostri Alleati, quali vincitori di una guerra, avrebbero dovuto imporre l'indirizzo alle trattative post-belliche e non trascurare le sorti della penisola istriana, etnicamente italiana. L'aiuto che allora gli Alleati ci hanno provveduto è ancora oggi a nostro carico: avremmo meritato di più, almeno la considerazione e la difesa della nostra fede nazionalista.
* capogruppo di AN nel Consiglio comunale di San Benedetto del Tronto
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29/04/2004
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