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Anche i Papaboys esprimono solidarietà a Romano Prodi

| Il movimento, impegnato nella costruzione di una Europa Cristiana, prende posizione sull'accaduto, come già fatto dal vice presidente del Consiglio Gianfranco Fini, dal Presidente della Camera Pier Ferdinando Casini, ed altri leaders.

di Alberto Premici

Saranno gli inquirenti a stabilire quale sia la matrice della grave intimidazione Romano Prodi, ma sembra che si faccia sempre più strada la pista anarco-insurrezionalitsta, che potrebbe essere dietro al pacco-bomba indirizzato alla moglie del Presidente dell'esecutivo dell'Unione Europea, ma aperto da lui stesso e dal quale si è sprigionata una fiammata che comunque, grazie a Dio non ha provocato danni alle persone. Dovrebbe essere comunque da escludere la pista del terrorismo islamico in quanto le dinamiche di quest'ultimo si muovono nell'ambito di dimensioni e caratteristiche diverse.

L'intimidazione, più forse che un vero e proprio attentato giunge in un momento particolarmente delicato per le vicissitudini dei leaders politici europei che, nelle scorse settimane non hanno raggiunto accordi concreti, né fatto passi in avanti al fine di raggiungere intese intorno alla Nuova Costituzione. Quella Nuova Costituzione, il cui preambolo vorrebbe anche trascurare le radici cristiane che sono alla base della cultura e della spiritualità del Vecchio Continente.

L'episodio di Bologna, da una parte fa esprimere al mondo cattolico nel suo complesso e in particolare i Papaboys impegnati in un approfondito dibattito attraverso il Portale, sulla necessità di dar luogo ad un movimento cristocentrico, Europa cristiana, per la realizzazione di un rinnovamento spirituale, culturale, politico, economico, ideale, che abbia come fulcro i valori evangelici della pace, della riscoperta profonda del ruolo del cristiano che possa rapportarsi in maniera coerente con la Parola di Dio in una visione del mondo non rivolta al profitto, ma basata sulla cultura del dare. Una realtà idealmente collegata da un filo che va dai 10 Comandamenti alle Beatitudini, calandosi nel concreto delle dinamiche sociali, come singoli, coppie, famiglie, luoghi di lavoro, altri contesti. Dall'altra sollecita tutti i cristiani proprio ad accelerare quei processi di rinnovamento e di "risveglio" ripetutamente esortati dal Santo Padre nel corso degli ultimi mesi, in diverse sedi ed occasioni.

Per quanto riguarda i fatti, secondo quanto si e' appreso, il pacco bomba conteneva un libro, "Il piacere" di Gabriele D'Annunzio all'interno del quale era stata nascosta la polvere pirica, che ha preso fuoco quando l'ex premier l'ha aperto. Il libro conteneva un congegno meccanico con una batteria a nove volt. Il pacco, secondo quanto si e' appreso, era stato recapitato a casa Prodi alcuni giorni fa, ma e' stato aperto solo oggi pomeriggio.
Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, appena appreso del pacco bomba, ha telefonato a Romano Prodi, secondo quanto si e' appreso, per sincerarsi delle sue condizioni mentre il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini si e' recato nella sua abitazione, in via Gerusalemme. Il presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, secondo quanto si e' appreso, ha chiamato Prodi per esprimergli tutti i suoi ''sentimenti di solidarieta'''.

 ''Vi ringrazio per l'interessamento. Nessun danno di nessun tipo. Proprio nulla''. Cosi' Romano Prodi, uscendo dal portone di casa nella strada e sorridendo, ha risposto all' assalto dei cronisti. Poi ha raccontato: ''Aprivo la posta che mi e' arrivata in questi giorni. Per fortuna con la cautela che uso da quando ci sono stati questi avvertimenti, ho aperto un pacchetto in cui c'era un libro, ironia era 'Il Piacere' di D'Annunzio, non so se ci fosse dell'ironia in questo senso, e lo tenevo abbastanza lontano. C'e' stata una gran fiammata ma nessun danno, solo ad alcuni mobili e un tappeto''.

''Ero con mia moglie ed un collaboratore e stavamo chiacchierando tranquillamente'', ha raccontanto ancora Prodi. ''La posta era indirizzata a mia moglie - ha detto il presidente della Commissione Europea - con il timbro postale di Bologna e la data del 22 dicembre, hanno detto adesso gli artificieri. Il mittente e' il Circolo Dozza di Piazza Maggiore numero 3, inesistente; almeno per quello che so io da bolognese non esiste nessun circolo Dozza in piazza Maggiore''. ''E' accaduto circa un'ora fa'', ha detto ancora Prodi rispondendo alle domande dei giornalisti. ''Ho avvisato i miei assistenti - ha scherzato riferendosi agli uomini della scorta - poi e' venuta la Scientifica. Ha aperto il libro. E' un libro bucato e dentro c'era la polvere. E' bruciata nell'apertura''.

Non c'erano particolari misure di sicurezza? hanno chiesto i giornalisti. ''Io mi sento protetto, credo che la Polizia stia facendo il suo dovere. Questo era un pacchettino tra tanta roba natalizia, libri, omaggi, le cose che arrivano per Natale. Non so quando sia arrivata - ha proseguito Prodi - non certo oggi perche' un pacchettino arrivato oggi l'avevo aperto prima. Puo' essere arrivato il 23 o il 24''. Cambia qualcosa adesso? hanno insistito i giornalisti. ''Non cambia niente. Bisogna essere sereni in queste cose'', ha risposto Prodi.

Ma ci sono stati due attentati in pochi giorni, ha fatto osservare un cronista. ''Cosa vuol dire? che non c'e' due senza tre?'', ha scherzato ancora Prodi. Poi, prima di rientrare in casa, ha aggiunto: ''Non mi sembrava di dimensioni tali da poter portare danni irreparabili. La fiamma e' stata alta, ma solo la fiamma". 

Un altro episodio si era verificato nella notte del 24 dicembre, sempre a Bologna, ai danni di una vetrina delle libreria Feltrinelli, in via Rizzoli, dove erano esposte alcune copie del nuovo libro di Romano Prodi: "Europa, il sogno, le scelte". La vetrina era stata infranta con un cubetto di porfido avvolto in una carta dorata da regalo. Nella confezione gli investigatori della polizia hanno trovato un foglietto con un indirizzo ungherese e la scritta, sgrammaticata: "Questo è stato prima occasione, con seconda occasione sarà esplodere la bomba". Ci sarà una pista ungherese? Un secondo foglietto conteneva infatti scritte in lingua ungherese, sul quale sono in corso accertamenti per la traduzione; un cartoncino-biglietto da visita con la scritta "Buon Natale Romano Prodi", e un pezzetto di giornale con alcune scritte, sempre in ungherese. Domenica scorsa erano invece esplosi alcuni ordigni rudimentali nei cassonetti di via Maggiore, accanto all'abitazione di Romano Prodi. Gli attentati erano stati rivendicati da "Galassia anarchica", al quotidiano La Repubblica, in cui si sottolineava che l'obiettivo era il Presidente della Commissione Europea.

(fonte: Ufficio Stampa Papaboys)

28/12/2003





        
  



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