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Musica al castello per mille.

| Inaugurazione con concerto sinfonico del castello di Sant'Andrea restaurato e dell'annesso anfiteatro. Pubblico di almeno mille spettatori.

di Giovanni Desideri

Ieri sera, domenica 10 agosto, l'area del castello di Sant'Andrea a Cupra Marittima, recuperata ed attrezzata, è stata presentata alla cittadinanza ed ai turisti con un concerto di musica sinfonica diretto dal maestro Dante Milozzi. C'era un po' di emozione nelle parole di saluto al pubblico presente, almeno mille persone, da parte delle autorità comunali: il sindaco Torquati, l'assessore alla cultura Di Girolami. D'altra parte il colpo d'occhio era spettacolare, dal basso, nell'anfiteatro, verso il rudere illuminato del castello di Sant'Andrea, in cima ad uno dei tre colli di Cupra e l'emozione era più che motivata.

Ma c'era anche il giusto orgoglio per un recupero che "abbellisce non solo il nostro territorio, ma l'intera costa adriatica", come ha detto l'assessore provinciale alla cultura Carlo Verducci. E molte altre autorità erano presenti sui gradini dell'anfiteatro a rendere onore all'evento: dall'onorevole Gianluigi Scaltritti, al sindaco di Ripatransone Paolo D'Erasmo ad altri ancora.

Il programma del concerto comprendeva la suite 'Sogno di una notte di mezza estate' di Mendelssohn (1809 – 1847; la suite fu composta tra il 1827 e il '43), e la celebre 'Quinta sinfonia in do minore op. 67' di Beethoven (1770 – 1827; la quinta risale al 1808). Sul podio il maestro Dante Milozzi, primo flauto dell'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai di Torino, mentre l'orchestra, di cinquanta elementi, era la Mihail Jora di Bacau, Romania, con il coro 'Badiamusica', la soprano Clara Sattler, la mezzosoprano Renate Untertiner e le voci recitanti di Viviana De Marco e Vincenzo Di Bonvantura. Tutti bravissimi e lungamente applauditi dal pubblico. Ultimo strumentista… le cicale sugli alberi, spesso accanto o sopra il suono dell'orchestra stessa.

Un programma 'in due colori': elegante raffinato solare il meccanismo della suite di Mendelssohn; tumultuosa e sofferta la sinfonia di Beethoven. Prima dell'esecuzione il maestro Milozzi ammette la tensione per il cimento beethoveniano e spiega: "prediligo un Beethoven aspro, sofferto, drammatico. Per questo motivo la direzione di Karajan è un modello che cercherò di tener presente".

E tutto si tiene nell'esecuzione, nonostante il gesto troppo movimentato in qualche occasione o piccole imprecisioni in altre: cose inevitabili in una prova sempre impegnativa per un direttore. Il pubblico approva ed applaude alla fine con grande convinzione: la festa è riuscita, la musica ne è stata l'impeccabile veicolo.

11/08/2003





        
  



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