Chi ha inventato il Carnevale?
San Benedetto del Tronto | Una maschera per perdere coscienza della realtà
di Samuela Conti
Il termine Carnevale deriva etimologicamente dalle espressioni di origine latina "carrum novalis", ovvero un carro usato dai romani per celebrare l'inizio dei festeggiamenti.
Nell'antichità era una ricorrenza nata per festeggiare la dea egizia Iside attraverso abiti e maschere non conformi alla normalità. Nel calendario liturgico invece il termine deriva da "carnem levare", cioè fare digiuno dalla carne nel periodo ricco della Quaresima. Questo periodo infatti coincideva con astinenza, digiuno e penitenza. In questo periodo l'obiettivo era ricostituire l'ordine e dare vita ad un rinnovamento simbolico.
Nel medioevo il martedì e giovedì grasso si festeggiavano con ricchi banchetti e divertimenti vari. Dal punto di vista metafisico rappresenta una dimensione che riguarda l'uomo e il suo destino. Il carnevale contrassegna infatti il passaggio tra la terra e gli inferi (anche Arlecchino ha origine dagli inferi). Attualmente percepiamo il carnevale come "tempo significativo", scevro da rituali lavorativi e da ritmi frenetici della settimana.
Il week end di carnevale sembra il più lungo del mese di febbraio se consideriamo tutte le manifestazioni che riguardano la Vallata del Tronto. La necessità di abbandonare il nostro ruolo sociale e lavorativo manifesta tutta la sua estensione e indossiamo per una volta i panni reali della nostra esistenza, senza il timore di tornare a ricreare un'atmosfera quasi innocente. A differenza di molte festività strategiche e commerciali (S.Valentino), questa festività è benefica e propiziatoria dal punto di vista sociologico e culturale perché ci arricchisce, ci permette di esprimere la nostra personalità interpretando un copione inconsueto.
La nostra immagine dominante di operaio, lavoratore, padre, mamma, segretaria, casalinga rimane sepolta per un giorno sotto le macerie della routine. La libertà, il carattere festaiolo di queste giornate e la creatività sono occasioni per perdere la coscienza della realtà e catapultarsi in occasioni socializzanti. Togliamoci la maschera dell'uomo comune e torniamo bambini!!!
20/02/2012
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Samuela Conti










