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Ex Fim: rischio bocciatura per i fondi europei

Porto Sant'Elpidio | L'autorità di gestione della Regione ha espresso perplessità sul progetto: non risponderebbe ai criteri richiesti dal bando, poichè riguarda un manufatto e non un'area da bonificare: rischio che 1.2 milioni di euro di fondi vadano in fumo.

di Pierpaolo Pierleoni

Le demolizioni alla Fim, realizzate lo scorso anno.

Finanziamenti a rischio per Porto Sant'Elpidio per alimentare i progetti di restauro e sistemazione dell'area ex Fim. Una cifra importnate, di circa 1.2 milioni di euro, per l'asse 5 dei fondi europei Por Fesr destinati al recupero e bonifica di siti inquinati, potrebbe improvvisamente sfumare per la cittadina elpidiense. Soldi che sarebbero serviti per la realizzazione del progetto Fim green park, un'ambiziosa riqualificazione delle due strutture di proprietà comunale all'interno dell'ex Fim, la cattedrale e la palazzina uffici.

La notizia arriva da un incontro ad Ancona di ieri, dove l'autorità di gestione della Regione Marche è stata chiamata a confrontarsi con i referenti tecnici dei vari progetti presentati per l'accesso ai finanziamenti comunitari. Il progetto di Porto Sant'Elpidio sembrava molto quotato per riuscire ad accedere ai fondi. Nell'ambito della Provincia di Ascoli Piceno, che ha ricoperto un ruolo di coordinamento tra le varie progettualità, il comune elpidiense era l'unico interessato a finanziamenti nel filone relativo alla bonifica di aree inquinate.

Ma l'autorità di gestione regionale, in pratica un nucleo di valutazione sui progetti presentati e la loro compatibilità con le condizioni del bando, ha frenato la proposta elpidiense. Sarebbe infatti incompatibile con le linee guida dell'asse 5, che parlano di possibilità di "intervenire solo nelle aree di proprietà pubblica, dichiarate di pubblica utilità o sottoposte a procedimenti espropriativi". In pratica, i finanziamenti dovrebbero servire per bonificare aree pubbliche, e non strutture. Ma nel caso di Porto Sant'Elpidio, la finalità riguarda la sistemazione di manufatti passati alla proprietà pubblica, ovvero la cattedrale della vecchia fabbrica di concimi e la casa del custode, che insistono su un'area di proprietà privata. Una situazione che secondo i componenti dell'autorità di gestione escluderebbe il progetto presentato dal comune. 

Come finirà? Chiaro è che si tenteranno tutte le strade per non perdere una cifra significativa che avrebbe fatto comodo per restaurare cattedrale e palazzina. La data definitiva di scadenza per la presentazione dei progetti è quella del 10 aprile. C'è ancora tempo, anche se la strada verso i fondi Por-Fesr si è improvvisamente impennata.

07/03/2009





        
  



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