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Ps con Di Ruscio: più di una possibilità

Fermo | Dalla Direzione provinciale del Partito Socialista prende la parola Andrea Cardarelli: "Alle Amministrative i cittadini votano per le persone a cui danno fiducia; il Ps potrebbe stare nel centro-destra alle Provinciali e nel centro-sinistra alle Europee".

Da Andrea Cardarelli, membro della Direzione provinciale del Partito Socialista, riceviamo e pubblichiamo quanto segue:

Cosa dovrebbe fare il Partito Socialista alla vigilia delle importanti elezioni provinciali del 2009, andare assieme al centro-sinistra quale naturale collocazione del partito medesimo o affrontare le elezioni col centro-destra perché i Ds prima ed il Pd ora non ci considerano come dovrebbero, o ancora andare da solo senza nessun vincolo per poi decidere ad un eventuale ballottaggio con chi schierarsi o creare, invece, un’altra forma di alleanza accorpandosi a liste civiche o a movimenti/partiti come l’Mpa, l’Idv o l’Udc?

Le alleanze si fanno, ovviamente sui programmi e noi abbiamo da tempo avviato i contatti con il centro-sinistra anche se, mi sembra, che questo centro-sinistra o meglio questo Pd non abbia ben capito l’evento straordinario ed epocale dell’istituzione della Provincia di Fermo.

L’attuale (solo attuale?) situazione conflittuale interna al Pd non riguarda solo i vertici nazionali, ma si riversa anche sulle varie realtà locali, sia sulle politiche programmatiche che sul rispetto degli alleati politici, e non scordiamoci il problema della collocazione del Pd a livello europeo, dove il mio partito sa in quale casa stare, la sua, quella del Socialismo Europeo.

Pertanto, l’indicazione e lo spunto da cui partire sembra senz’altro quello di dialogare apertamente con le forze in campo mantenendo però la nostra autonomia e chiedendo il dovuto rispetto ai nostri interlocutori politici, confrontandoci sul programma ma anche facendo valere per quanto possibile i nostri ideali e le nostre convinzioni politiche, senza per questo chiuderci a priori, com’è sempre avvenuto in passato, una possibilità di dialogo e di confronto con chi si trova nelle fila della coalizione di centro-destra.

Il Ps deve darsi una rigorosa piattaforma di socialismo riformista laico e liberalsocialista e con quella operare dentro il centro-sinistra e verso il centro-destra con la fermezza e la coerenza con cui si muoveva il partito di Ugo La Malfa ai tempi della Prima Repubblica.

Sono critico sull’idea di allearsi con l’anima socialista di Basso chiudendo gli occhi sul fatto che è sostenuta da La Destra, come sono critico su una lista con l’Idv, troppo giustizialista e populista e sono ancora critico sull’appoggio al centro-sinistra senza novità, le cui vere novità, sicuramente vittoriose erano Paolo Petrini e Alvaro Cesaroni, prontamente accantonate.

Ed arrivo al punto, con una proposta che può sembrare provocatoria: stiamo dialogando con tutti, perché non dialogare anche con Saturnino Di Ruscio, l’unico candidato attualmente veramente in campo?

Ho molto apprezzato il riferimento nel suo manifesto, sul “fare ed agire”, sul “fare per cambiare e migliorare”.

Io, elettore e componente di centro-sinistra, ho visto cadere due Governi per mancanza di forza, sia per la forza dei numeri che per la forza di poter imporre la linea del governo, una linea o un programma di cambiamento, frenata sempre da chi non riesce a capire che bisogna governare il cambiamento, quel cambiamento/modernità che la nuova realtà ogni giorno ci chiede.

Cosa centra Di Ruscio in tutto questo: Di Ruscio, come tutti, ha pregi e difetti, la sua Amministrazione, come succede sempre, può aver fatto alcune cose giuste e alcune cose sbagliate (trovatemi chi fa solo azioni giuste), ma non gli si può negare di avere una forza che nessun altro, finora, ha dimostrato di avere e non si può nemmeno negare che la sua Amministrazione ha agito e ha fatto.

Certo una nostra vicinanza a Di Ruscio potrebbe far storcere il naso a qualcuno ma nelle politiche amministrative i cittadini votano per le persone a cui si sentono di dare fiducia: io un pò di fiducia in Nino Di Ruscio ce l’ho e auspico necessario avviare delle consultazioni con il Pdl per le imminenti elezioni provinciali.

Continuo a pensare che la dialettica destra/sinistra sia insuperabile, ma nel tempo i termini e i contenuti pratici che la definiscono possono cambiare e in situazioni politiche evolute i due campi possono avere molte aree di sovrapposizione e di collaborazione.

Perciò potremo stare nel centro-destra alle Provinciali e nel centro-sinistra alle Europee, può apparire tanto scandaloso?

03/03/2009





        
  



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