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Legge su chi "imbratta" i muri

San Benedetto del Tronto | I giovani vanno sempre compresi ma una legge che disciplini la materia è davvero necessaria.

di Prometeo

Tempi duri per i "graffitari selvaggi", sporcare i luoghi pubblici diventerà reato secondo quanto annunciato dal governo.

In effetti i graffitari o, come altri li definiscono gli "artisti con la bomboletta spray", in questi ultimi anni hanno troppe volte superato il limite colpendo indiscriminatamente edifici pubblici e privati, monumenti, chiese, mezzi di trasporto, parchi pubblici, luoghi di pregio in genere.

Non posso nascondere una simpatia per questi ragazzi, in primis perché generalmente sono giovani e giovanissimi e quindi da sostenere sempre, ma anche perché effettivamente in certi casi i loro dipinti hanno perfino reso migliore il muro cosiddetto imbrattato.

Ecco perché ho apprezzato il distinguo fatto da Vittorio Sgarbi, che aveva organizzato a Milano una mostra assai discussa sulla "street art", e che sostiene che gli edifici costruiti dopo gli anni '60 sono l'emblema dell'Italia deturpata dalla speculazione economica ed edilizia e che quindi l'intervento dei graffitisti rende persino più gradevole ciò che è il frutto di quella stagione.

E' chiaro che Vittorio Sgarbi colorisce la sua posizione con la consueta arte provocatoria che lo contraddistingue ogni volta, ma è pur vero che una distinzione tra chi dipinge una casa diroccata e la fontana di Trevi debba necessariamente essere tenuta in considerazione.

Fino ad oggi, per gli imbrattatori, la sanzione prevista, che scatta solo in caso di querela, si limita ad una multa di 103 euro. Solo se il reato è commesso a danno di edifici di interesse storico o artistico e su immobili del centro storico, allora scattano la reclusione fino ad un anno e una multa di 1.032 euro e si procede d'ufficio.

La discussione attuale vede per ora quattro i progetti di legge depositati a Montecitorio. Tra le proposte più "severe" c'è sicuramente quella di cui è primo firmatario Siegfried Brugger, presidente del gruppo Misto a Montecitorio, che chiede la reclusione fino a 6 mesi e una multa da 500 a 1.500 euro per gli imbrattatori "semplici". Se poi la bomboletta spray si abbatte su edifici di interesse storico o artistico, allora il graffitaro rischia due anni di galera, una multa che può arrivare a 5mila euro e l'obbligo, anche in questo caso, di ripulire a proprie spese quanto deturpato.

Seguiremo le dinamiche di questa discussione ma sin d'ora va detto che una Legge che disciplini meglio la materia è necessaria e deve tenere in giusta considerazione tutti gli aspetti della questione, nella speranza che non entri in gioco la consueta demagogia di chi si intromette a sproposito quando ci sono di mezzo i giovani.

Ai giovani dico: non vi fate strumentalizzare!

31/10/2008





        
  



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