Giornata delle Marche: una ricorrenza per affermare lidentità regionale
| ANCONA - Il legame che unisce i marchigiani residenti con quelli emigrati è un elemento fondamentale alla base della ricorrenza.
Quest’anno si celebra la seconda edizione della Giornata delle Marche, una ricorrenza che cade il 10 dicembre, voluta dalla Regione per far riflettere tutti i marchigiani residenti sul territorio, in Italia e all’estero, sui valori umani, etici e culturali che caratterizzano la loro storia e, forti di questo bagaglio, aprirsi al futuro e al mondo.
“Fare parte di una comunità – ha detto il presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca - e sentire forte questo senso d’appartenenza, essendo orgogliosi di come siamo ora”. Questo è il messaggio della Giornata delle Marche; un’occasione, dunque, per festeggiare l’orgoglio e l’identità di questa regione.
Il legame che unisce i marchigiani residenti con quelli emigrati è un elemento fondamentale alla base della ricorrenza. Infatti, anno dopo anno si vuole costruire una sorta di ponte ideale con una comunità di marchiani all’estero, scegliendo un tema specifico. Nel 2005 è successo con l’Argentina e il tema era “Le Marche nel mondo”, quest’anno il legame è con il Belgio e il tema è “Le Marche e l’Europa, l’emigrazione e il lavoro”.
“Ed è tra Bruxelles e le Marche – ricorda il presidente Spacca – in particolare Pesaro e la sua provincia, che si articola la seconda Giornata delle Marche; un tema e una articolazione che ci consente di partire dalla tragedia della miniera di Marcinelle, dove persero la vita dodici concittadini, per sottolineare che siamo una regione con un forte spirito europeo, perché l’Europa abbiamo contribuito a farla. Si può guardare in molti modi il fenomeno migratorio, a cui abbiamo dato un grande contributo: certo è che il marchigiano che ha lasciato il proprio paese e tutte le sue sicurezze per andare all’estero, è un soggetto che ha investito in fiducia, spinto dalla motivazione di migliorare la propria condizione. E, se la destinazione è un Paese europeo, dove le differenze c’erano, ma i valori non completamente estranei o troppo diversi, l’integrazione è stata totale. Così, pur tra difficoltà e sofferenze, è nato un soggetto nuovo, un precursore del cittadino europeo”.
“Lo spirito europeo è forte – ha continuato Spacca - anche perché ci sentiamo parte di una comunità più ampia, l’Europa appunto: c’è sintonia sui valori fondanti tracciati dal Trattato di Roma, di cui ricorre il cinquantenario l’anno prossimo. C’è sintonia con il nuovo Progetto di Costituzione, che l’Italia ha ratificato. Bruxelles è la nostra seconda casa, lì abbiamo costruito un percorso comune con altre Regioni del centro, per essere più vicini ai momenti decisionali, per accompagnare le nostra politica regionale, che in maniera determinante si avvale dei contributi comunitari”.
La Giornata delle Marche si ripropone quindi come uno straordinario momento di condivisione, di riflessione e di rilancio della presenza marchigiana in Italia e nel mondo; l’obiettivo è diventare una regione sempre più avanzata che vuole confrontarsi con le punte alte dello sviluppo civile, sociale, economico, che disegna le prospettive del proprio sviluppo, avendo cura di conservare la propria storia, le proprie origini, i propri valori.
La Giornata delle Marche ha una sua data di nascita precisa: domenica 3 luglio 2005, nella sala consiliare “Delmo Darò” del Comune di Armstrong, provincia di Santa Fe, Argentina; prima visita ufficiale del presidente Spacca a una comunità di marchigiani all’estero. In quella occasione, è stato Oscar Andreani, noto ed affermato imprenditore del servizio postale e della logistica, di origini marchigiane, ad avanzare la proposta che la Regione Marche si fosse fatta promotrice dell’iniziativa di dedicare, un giorno dell’anno, ai festeggiamenti della “marchigianità” ed ha proposto la data del 10 dicembre, giorno in cui abitualmente ed in ogni parte del mondo, i marchigiani residenti all’estero si ritrovano per la solennità della Madonna di Loreto, riconosciuta universalmente come riferimento ideale e spirituale della propria terra e delle proprie origini. L’idea di Oscar Andreani, condivisa con entusiasmo dai presenti, è stata raccolta dal Presidente Spacca, proposta al Consiglio Regionale e trasformata ben presto in legge regionale, la n. 26 del 1° dicembre 2005.
Il 10 dicembre, dunque, tutti i marchigiani sono invitati a riscoprirsi appartenenti alla stessa comunità. Il 10 dicembre, tra l’altro, coincide con la giornata della pace voluta dal Consiglio regionale delle Marche, ed è il giorno della dichiarazione dei diritti dell'uomo.
Nel 2007 si parlerà di “Giovani e sport” e la comunità di riferimento sarà quella canadese, in particolare di Montreal.
“Fare parte di una comunità – ha detto il presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca - e sentire forte questo senso d’appartenenza, essendo orgogliosi di come siamo ora”. Questo è il messaggio della Giornata delle Marche; un’occasione, dunque, per festeggiare l’orgoglio e l’identità di questa regione.
Il legame che unisce i marchigiani residenti con quelli emigrati è un elemento fondamentale alla base della ricorrenza. Infatti, anno dopo anno si vuole costruire una sorta di ponte ideale con una comunità di marchiani all’estero, scegliendo un tema specifico. Nel 2005 è successo con l’Argentina e il tema era “Le Marche nel mondo”, quest’anno il legame è con il Belgio e il tema è “Le Marche e l’Europa, l’emigrazione e il lavoro”.
“Ed è tra Bruxelles e le Marche – ricorda il presidente Spacca – in particolare Pesaro e la sua provincia, che si articola la seconda Giornata delle Marche; un tema e una articolazione che ci consente di partire dalla tragedia della miniera di Marcinelle, dove persero la vita dodici concittadini, per sottolineare che siamo una regione con un forte spirito europeo, perché l’Europa abbiamo contribuito a farla. Si può guardare in molti modi il fenomeno migratorio, a cui abbiamo dato un grande contributo: certo è che il marchigiano che ha lasciato il proprio paese e tutte le sue sicurezze per andare all’estero, è un soggetto che ha investito in fiducia, spinto dalla motivazione di migliorare la propria condizione. E, se la destinazione è un Paese europeo, dove le differenze c’erano, ma i valori non completamente estranei o troppo diversi, l’integrazione è stata totale. Così, pur tra difficoltà e sofferenze, è nato un soggetto nuovo, un precursore del cittadino europeo”.
“Lo spirito europeo è forte – ha continuato Spacca - anche perché ci sentiamo parte di una comunità più ampia, l’Europa appunto: c’è sintonia sui valori fondanti tracciati dal Trattato di Roma, di cui ricorre il cinquantenario l’anno prossimo. C’è sintonia con il nuovo Progetto di Costituzione, che l’Italia ha ratificato. Bruxelles è la nostra seconda casa, lì abbiamo costruito un percorso comune con altre Regioni del centro, per essere più vicini ai momenti decisionali, per accompagnare le nostra politica regionale, che in maniera determinante si avvale dei contributi comunitari”.
La Giornata delle Marche si ripropone quindi come uno straordinario momento di condivisione, di riflessione e di rilancio della presenza marchigiana in Italia e nel mondo; l’obiettivo è diventare una regione sempre più avanzata che vuole confrontarsi con le punte alte dello sviluppo civile, sociale, economico, che disegna le prospettive del proprio sviluppo, avendo cura di conservare la propria storia, le proprie origini, i propri valori.
La Giornata delle Marche ha una sua data di nascita precisa: domenica 3 luglio 2005, nella sala consiliare “Delmo Darò” del Comune di Armstrong, provincia di Santa Fe, Argentina; prima visita ufficiale del presidente Spacca a una comunità di marchigiani all’estero. In quella occasione, è stato Oscar Andreani, noto ed affermato imprenditore del servizio postale e della logistica, di origini marchigiane, ad avanzare la proposta che la Regione Marche si fosse fatta promotrice dell’iniziativa di dedicare, un giorno dell’anno, ai festeggiamenti della “marchigianità” ed ha proposto la data del 10 dicembre, giorno in cui abitualmente ed in ogni parte del mondo, i marchigiani residenti all’estero si ritrovano per la solennità della Madonna di Loreto, riconosciuta universalmente come riferimento ideale e spirituale della propria terra e delle proprie origini. L’idea di Oscar Andreani, condivisa con entusiasmo dai presenti, è stata raccolta dal Presidente Spacca, proposta al Consiglio Regionale e trasformata ben presto in legge regionale, la n. 26 del 1° dicembre 2005.
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20/11/2006
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