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Solidarietà per l’Eritrea

| MACERATA - Presidio sanitario al villaggio di Buya

Prosegue il progetto di cooperazione allo sviluppo in favore dell’Eritrea portato avanti dalla Provincia di Macerata. Il 16 settembre è prevista la partenza dal porto di Genova della nave che trasferirà a Massawa un container “speciale” destinato al villaggio di Buya. Si tratta di un modulo in poliuretano progettato per accogliere una “Health station”, cioè un presidio sanitario di primo intervento a servizio della popolazione del luogo, una delle più povere e disagiate del continente africano.

Ad inviarlo in Eritrea sono la Provincia di Macerata, l’Iscos Marche (l’Istituto sindacale di cooperazione internazionale della Cisl), la Regione, la Cna, la cooperativa Salomoni, il Contram e l’azienda Sicit di San Severino che, oltre ad aver realizzato la struttura a costi contenuti, ne seguirà direttamente l’installazione a Buya tramite alcuni suoi tecnici. Una volta impiantato il prefabbricato occuperà una superficie di 54 metri quadrati e potrà accogliere una minifarmacia e una sala degenza capace di ospitare fino a cinque pazienti. Dotato già di impianti e servizi autonomi, avrà corrente elettrica grazie a pannelli fotovoltaici che sfrutteranno l’energia solare.

Nell’ambulatorio – attrezzato con apparecchiature, strumenti, materiali e medicinali spediti a Buya contemporaneamente al container – presterà servizio personale sanitario eritreo, secondo quanto già concordato con le istituzioni locali. Collaboreranno al funzionamento della nuova “Health station” anche gli operatori dell’Iscos Marche, già presenti a Buya da ormai tre anni con alcuni progetti di cooperazione e aiuto.

L’iniziativa di solidarietà è stata illustrata nella sede della stessa azienda costruttrice del container dal presidente della Provincia di Macerata, Giulio Silenzi, dal direttore dell’Iscos Marche, Fausto Mazzieri, e dal titolare dell’impresa, Remo Ranzuglia. Presenti, fra gli altri, gli assessori provinciali Clara Maccari e Cesare Martini, quest’ultimo anche sindaco di San Severino.

“Il modulo sanitario – hanno sottolineato Silenzi e Mazzieri – darà la possibilità alla popolazione di Buya (sono circa 5 mila gli abitanti della zona; ndr) di beneficiare finalmente di un servizio adeguato a far fronte ai bisogni primari della salute, ad esempio, di bambini, donne incinte, anziani. Ed eviterà ai malati di dover percorrere circa 80 chilometri a piedi o a dorso di cammello per arrivare fino a Foro, località in cui è presente un Centro sanitario attrezzato”.

Il presidente Silenzi ha ricordato anche la vicenda di Amina, la piccola bimba eritrea che incontrò durante il suo viaggio a Buya. “Era in fin di vita e riuscimmo a salvarla portandola in auto proprio in quel centro sanitario così lontano – ha detto Silenzi –.

La sua storia ci spronò subito a concretizzare, in accordo con le autorità locali, il progetto di questo ambulatorio per un servizio efficiente anche a Buya, a vantaggio della popolazione presente in quella regione arida, povera e isolata”.

07/09/2006





        
  



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