Il percorso della morte
San Benedetto del Tronto | Lungo la traversa che va da Via Mare, Via Scarlatti, Via Sgambati alla rotatoria del Las Vegas in nemmeno un anno tre morti e un ferito gravissimo. E nemmeno un dosso. Perchè?
di Carmine Rozzi

Ultimo incidente in ordine di tempo....in Via Sgambati.
Una notte d’agosto dell’estate 2005. Sono passate da poco le tre. Da Via Scarlatti direzione nord sbuca una potente Honda a velocità pazzesca. Alla guida c’è Matteo Vittori un giovane ventiquattrenne di San Benedetto residente a Porto d‘Ascoli e la sua amica russa Ella Jarikova. Alla semicurva che immette nel sottopasso dello svincolo per la superstrada una sbandata improvvisa, un disperato tentativo di riprendere il. controllo della macchina, poi lo schianto tremendo e mortale contro uno dei piloni di supporto.
Neanche un anno dopo, mese di marzo 2006, prime ore del pomeriggio. Siamo di nuovo nei pressi di Via Scarlatti, dietro al Palacongressi e davanti all’entrata della piscina comunale. Un giovane di Monteprandone, Marco Speca, alla guida di una potente motocicletta proviene, sembra anche qui a forte velocità, da direzione nord/sud. Si accorge troppo tardi di una macchina che davanti a lui sta girando a sinistra per dirigersi verso lo spiazzale antistante. Nel disperato tentativo di evitare in extremis l’automezzo il centauro la sfiora con il risultato di essere sbalzato in aria per ricadere di testa. Morte sul colpo, nonostante il casco di protezione.
Tre mesi dopo, a giugno, altro incidente gravissimo. Sempre sulla stessa strada, solamente un po’ più a nord, all’altezza dell’incrocio tra Via Sgambati (proseguimento di Via Scarlatti) e Via Matilde Serao. Un giovane quarantenne M.C di San Benedetto, a bordo di una Kawasaki 1000, proveniente da direzione nord/sud impatta violentemente contro una macchina proveniente dalla corsia opposta in fase di manovra per immettersi nel sottopasso che porta a Viale dello Sport. Il mezzo a due ruote si accartoccia su sé stesso riducendosi della metà. Il centauro, in coma e con fratture multiple, viene trasportato con la eliambulanza all’ospedale di Ancona in una disperata corsa contro il tempo.
In quella lunga traversa che porta da Via Mare alla rotatoria dietro al Las Vegas si sono verificati, in meno di un anno, tre incidenti dei quali due con tre morti. L’arteria cittadina, per sua stessa dislocazione, tra una linea ferroviaria e una serie di caseggiati e spazi abbandonati, sembra fuori della normale ronda delle forze dell’ordine perciò molti sono quelli che tendono a premere l’acceleratore. E’ incredibile che un’arteria così pericolosa non sia stata ancora provvista di dossi mentre gli stessi sono stati usati ed abusati in molte altre vie della città.
In Viale De Gasperi, dove la velocità media, causa l’eterno intasamento, non supera i 40 all’ora, in neanche duecento metri se ne trovano almeno cinque. Come mai, perché ? E’ questione di priorità (quale?), di pericolosità ( dove?), di maggiore visibilità politica (certamente!). I dossi vanno fatti dove la gente rischia di farsi male (e di morire). Occorre andare piano. Esatto. Come occorre : non rubare, non uccidere, non imbrogliare. Ma non tutti hanno la forza di resistere a queste tentazioni.
Ecco allora che lo stato, le regioni, le province ed i comuni devono intervenire per salvaguardare l’incolumità fisica ed economica dei cittadini con provvedimenti preposti alla tutela. Il Sindaco Giovanni Gaspari, alla precisa domanda di cosa si intenda fare per questa arteria che, a colpi di incidenti mortali (vedere articolo correlati) , sta dimostrando tutta la sua pericolosità, ha fin’ora risposto in modo generale sottolineando l’importanza della sicurezza stradale.
Signor Sindaco, ci permetta, ma è troppo poco! Ora Lei ha un tremendo carico di lavoro in quanto sta cercando di dare un governo a questa città dopo mesi di “purgatorio” commissariale. Ma, aspettiamo una risposta concreta dopo il 18 giugno. Sperando che nel frattempo, in Via Scarlatti e Via Sgambati non si sentano, per la quarta volta in un anno, il sinistro suono delle sirene del pronto soccorso.
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12/06/2006
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