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Donne e salute: il compito di educare

| ROMA - Continuano, a Roma, presso l'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, le lezioni della seconda edizione del Master "Donna, cultura e società", organizzato dall'Istituto di Studi Superiori sulla Donna dello stesso Ateneo.

di Carlo Climati

Sono intervenuti Maria Luisa Di Pietro, professore associato di Bioetica  dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, sul tema "La cura di sé:  valutazioni etiche", e Tonino Cantelmi, Presidente dell'Associazione  Italiana Psicologi e Psichiatri Cattolici, sul tema "Psicologia e femminilità".

Maria Luisa Di Pietro ha spiegato che "il riferimento alla salute come  'equilibrio', compito, stile di vita, porta - innanzitutto - a considerare la promozione e la prevenzione, più che un diritto, un dovere  morale. Favorire un'autentica cura della salute per la donna significa  aiutare il suo benessere fisico, psichico e sociale in relazione armonica con i valori morali e spirituali, attraverso un'attenta e precoce  educazione alla salute. E poiché l'educazione è, innanzitutto, educazione  morale o educazione del sentimento morale e nella sua finalità educazione  alla gestione responsabile della libertà, anche l'educazione alla salute  si deve configurare essenzialmente come educazione morale. Essa chiede,  infatti che accanto alle informazioni vengano date le motivazioni del  perché agire in un modo piuttosto che in un altro, insegnando a separare i bisogni dai desideri e aiutando ad individuare quali sono i compiti da assolvere per contribuire alla salvaguardia della propria e altrui salute".

"La donna - ha concluso la professoressa Di Pietro - non è, però, soltanto soggetto da educare ma ha anche l'importante compito di educare. E' quanto sottolinea Giovanni Paolo II nella lettera Enciclica "Evangelium vitae",  nel momento in cui affida la svolta culturale a favore della vita soprattutto alle donne, sia perché svolgono da sempre un ruolo  fondamentale in ambito educativo, sia per l'importante compito di testimonianza che ricoprono: "Voi siete chiamate a testimoniare il senso  dell'amore autentico [.]" (EV, 99). 

Nella sua lezione su "Psicologia e femminilità" Tonino Cantelmi ha parlato  di ambiguità e narcisismo come "radici della crisi dei rapporti  interpersonali, testimoniata dai nuovi modi di 'stare insieme':  polifedeltà (una parte di te è fedele ad una persona, un'altra parte è  fedele ad un'altra persona e così via), monogamia intermittente (fedeli sì, ma per poco tempo), adulterio omeopatico (limitato a carezze e  coccole)". 

Secondo Cantelmi "serve recuperare la capacità di affrontare i conflitti".  "Nel conflitto - ha detto lo psichiatra - diamo il peggio di noi stessi e  sperimentiamo il limite. Ma un'educazione centrata sulla realizzazione narcisistica nei nostri bisogni ci spinge a rifiutare la conflittualità e  ad interrompere la relazione al primo serio conflitto. Cosicché nasce la  ricerca di vie brevi per la felicità: il 10% di un campione di giovani ha  dichiarato che sarebbe disposto a fare patti con Satana per ottenere ciò che desidera".

Per informazioni: www.upra.org, www.unier.it

04/12/2005





        
  



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