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La campagna psichiatrica cavalca il dramma famigliare

| Ed è allarme depressione post partum con il caso della madre di Lecco, ma è sconcertante osservare come le più svariate chiavi di lettura tentino di spiegare razionalmente il gesto omicida di una madre verso il proprio figlio.

di Patrizia Viglianco


Eppure se si osserva attentamente in numerosi casi recenti di suicidi ed efferati omicidi, emerge che le persone che hanno commesso tali atti erano sottoposte a trattamenti per disturbi mentali; nella maggior parte dei casi con sostanze psico-farmacologiche con effetti collaterali molto pericolosi: alterazioni del comportamento, dell’umore, aggressività e tendenze suicide od omicide.
 
Esaminando accuratamente l’intera scena della salute mentale, ciò che si può notare è che le statistiche altisonanti di persone che sarebbero affette da disturbi mentali sarebbero in aumento, così come sarebbero in aumento i disturbi mentali che sono stati catalogati nel DSM IV, il manuale dei disturbi mentali usato per le diagnosi psichiatriche, tant’è che dalla prima edizione nella quale i disturbi erano 112 si è passati a 374 nell’ultima edizione.
Prima si crea il “disturbo” poi gli psicofarmaci per “curarlo”.
 
I disturbi mentali diagnosticati nell’ultimo decennio e le percentuali di persone che si promuove sarebbero soggette a tali disturbi, per esempio in Italia sarebbero 800.000 gli adolescenti che soffrono di depressione; il 9% di bambini soffrirebbero di disturbi psichici, una mamma su cinque soffrirebbe di depressione, per non parlare di schizofrenia che colpirebbe circa 600 mila abitanti della penisola,  la Sad, che sta per Stress, rabbia (Anger) e Distrazione, una sindrome che colpirebbe chi utilizza troppo il cellulare in ufficio; il DOC, ovvero un disturbo d’ansia che coinvolgerebbe almeno un milione e duecentomila italiani; la sindrome premestruale; la sindrome di Linus, ovvero la timidezza patologica che porta alla fobia sociale: un disturbo in aumento tra gli adolescenti, che colpirebbe un ragazzo su tre; l’infomania ovvero l’eccessivo uso della tecnologia.
 
Quelli sopra elencati sono solo alcuni di una serie di comportamenti umani che vengono catalogati sotto il nome di “disturbo” e diagnosticati dalla psichiatria come squilibri biochimici del cervello; se affianchiamo le statistiche delle vendite di psicofarmaci per “curare” i “disturbi mentali”, come quelle indicate dall’Osservatorio nazionale sull'impiego dei medicinali del Ministero della salute che ha parlato di una spesa  168 milioni di euro nel 2003 per i nuovi psicofarmaci, è evidente la quantità di interessi che ruotano attorno al campo della salute mentale.
La cosa più preoccupante è che quando si tratta di fare diagnosi ci sono le certezze  sul “disturbo” in questione, mentre di fronte alle tragedie seguenti nessuno sembra rilevare la pericolosità della somministrazione di alcuni farmaci, in particolare antidepressivi, nonostante recentemente anche le agenzie di controllo sui farmaci, FDA ed EMEA, a seguito di controlli più approfonditi, hanno lanciato allarmi sul rischio di omicidio / suicidio relativo proprio ai farmaci citati.
 
Alla luce di questi fatti si può osservare che il punto di partenza sono le diagnosi psichiatriche, quindi se le basi non sono attendibili anche i trattamenti che seguono sono molto discutibili.
Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani - Onlus,  ha come scopo quello di indagare ed esporre violazioni dei Diritti Umani da parte della psichiatria, focalizzando la sua attenzione sull’uso “soggettivo” e ingannevole di “diagnosi” che mancano di un qualsiasi merito scientifico o medico e sulla prescrizione di trattamenti che causano danni permanenti impedendo la possibilità di un reale recupero.

03/06/2005





        
  



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