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martedì 22/05/2012    |   Ultimo aggiornamento ore 21:34    |   Lavora con noi    |   CameraTV    |   SenatoTV

Piano di Sviluppo rurale-PSR

| ANCONA - Modifiche nella direzione delle esigenze degli agricoltori. Privilegiata l’impresa femminile. Buono il bilancio di metà periodo.

L’agricoltura riparte con un nuovo Piano di Sviluppo rurale-PSR, il fondamentale strumento che assicura all’agricoltura le risorse maggiori, approvato dal Consiglio regionale e che dà il via ad una stagione di bandi.

“Le modifiche apportate – commenta l’assessore Luciano Agostini – fanno tesoro dell’esperienza dei primi tre anni di applicazione. Il documento è stato concordato con le organizzazioni di categoria, che sono state determinanti nel fare proposte per rendere il PSR più adeguato alle esigenze del mondo agricolo.” Agostini sottolinea che la nuova formulazione dello strumento è stata messa a punto contemporaneamente alla verifica di metà periodo di programmazione, dove “siamo stati in grado di presentarci al Comitato di Sorveglianza con un risultato particolarmente brillante: la capacità di impegno del PSR ha raggiunto l’82% dell’intero stanziamento del periodo di programmazione, con punte del 90% per l’ASSE I, relativa agli investimenti per le aziende e a misure di ingegneria finanziaria. Così come è stata buona – aggiunge - la capacità di pagamento, che ha raggiunto il 61% nell’intero PSR, con delle punte del 64% nell’asse II".

Le modifiche apportate sono di vario tipo, vanno da semplici aggiustamenti procedurali, allo spostamento di risorse da una Misura all’altra sulla base del gradimento degli operatori, fino a veri e propri nuovi inserimenti di strategia, come la priorità a favore dell’imprenditoria femminile: per alcune misure infatti – quelle relative agli “investimenti nelle aziende agricole”, la “formazione professionale” e le misure agroambientali – è stato inserito un punteggio più elevato (almeno pari al 10% di quello massimo conseguibile) ai progetti che verranno presentati da aziende gestite da donne.

Queste le altre modifiche più significative:

o   introduzione di una nuova Misura denominata “Promozione dell’adeguamento e dello sviluppo della zone rurali” (Misura J), che ingloba gli interventi già noti e relativi al rinnovamento dei villaggi rurali (ex Misura O), alla diversificazione dell’agricoltura (ex misura P), alla gestione delle risorse idriche (ex misura Q) e allo sviluppo delle infrastrutture rurali (ex misura R);

o l’introduzione di una nuova sottomisura F5 denominata “Recupero e manutenzione pascoli pedemontani e montani” allo scopo di diffondere nel territorio montano le superfici pascolive montane sottoutilizzate, abbandonate in seguito alla forte contrazione della zootecnia, al fine anche di una salvaguardia del patrimonio ambientale e della prevenzione degli incendi.
 
o soppressione di alcune Misure della precedente stesura, che verranno comunque attuate con altri tipi di interventi. Spariscono dal PSR: “Ricomposizione fondiaria” (Misura K), “Avviamento di servizi di sostituzione e di assistenza alla gestione delle aziende agricole” (Misura L), “Servizi essenziali per l’economia e la popolazione rurale” (Misura N) e “Incentivazione attività turistiche e artigianali” (Misura S). Per la ricomposizione fondiaria e l’assistenza alle imprese, la Regione attiverà interventi sostitutivi finanziati con aiuti di Stato; quanto alla misura legata alle attività turistiche, invece, viene incrementata la Misura che riguarda artigianato e turismo rurale nelle aziende agricole (Misura J2), per sostenere la diversificazione in agricoltura; La nuova stesura del PSR ha completato il suo iter, è stata cioè già approvata anche dalla Commissione europea.
 
Il PSR ha già prodotto risultati lusinghieri in termini di ricaduta sulla crescita e rinnovamento dell’agricoltura: infatti dalla relazione del valutatore esterno che ha effettuato un’indagine risulta che: le aziende che ricorrono ai contributi pubblici sono mediamente quelle più grandi e i conduttori più giovani e istruiti; gli interventi hanno provocato effetti positivi sull’occupazione, con un effetto “contenimento” sull’esodo dall’agricoltura; effetti positivi anche sul reddito dell’impresa che ha attraversato meno faticosamente questo periodo congiunturale. Complessivamente le risorse ancora disponibili sono circa pari a 100 Milioni di euro di spesa pubblica da impegnare con questa nuova stagione dei bandi.

10/07/2004





        
  



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