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La Repubblica delle banane

| Considerazioni, dettate dai fatti di Roma, sul degrado sociale che il calcio e tutto l'ambiente che lo circonda, stanno vivendo.

di Dott. Roberto De Berardinis

Nella capitale di questa Nazione, durante la partita di campionato più importante, tra le due squadre di calcio della capitale, un gruppo di teppisti, impunemente indisturbato, invade il campo di gioco, assume il controllo della situazione di fronte a migliaia e migliaia di poliziotti dotati degli strumenti antisommossa più costosi, e provvisti dei mezzi più moderni, fanno in modo che l'unica autorità riconosciuta, una "autorità del calcio", raggiunta per telefono, sospenda la partita e mandi a casa ottantamila spettatori.

Non è servito che l'autorità di pubblica sicurezza presidi da sempre e con forze sempre crescenti e più attrezzate e più costose l'impianto sportivo in questione, e quindi fosse in teoria nelle condizioni di conoscere e controllare anche i più reconditi angoli dello stadio. Un gruppo di teppisti ha tenuto in scacco, e si è fatto gioco, come sempre, e sempre più, di migliaia e migliaia di agenti sostituendosi alle autorità competenti in base al TULPS (testo unico delle leggi di Pubblica Sicurezza), facendo sfregio delle legalità ed imponendo la legge del più forte, cioè dei prepotenti e dei delinquenti, ad ottantamila spettatori attoniti, confusi ed impauriti.

Questo non è accaduto in Brasile, in Venezuela, in Somalia, o ad Haiti, ma in Italia, nella nostra patria, la sesta potenza industriale del mondo.

Ma non è finita. Alla TV di Stato, gli strapagati e numerosissimi giornalisti ivi operanti, mai assunti per concorso, pur essendo parzialmente pagati con il canone, intervistano i capi degli ultras al Telegiornale. Mentre a cascata nelle demenziali trasmissioni calcistiche, la strapaesana sottocultura del pallone, amministrata da giornalisti miliardari e cialtroni, nulla riesce a dire contro quel mondo del calcio corrotto, dopato, truffaldino e del malaffare, che permette loro di vivere nel paese di bengodi, distribuendo idiozie,e guadagnando cifre oscene.

Il capo del Governo preannuncia anche un decreto legge per sanare i debiti verso l'erario delle squadre di calcio, cosi da permettere alla giostra dei privilegiati: giornalisti, calciatori, imprenditori, showgirls, ruffiani, evasori, truffatori, drogati di continuare a divertirsi a tutta birra...! Alla faccia degli insegnanti della scuola di Stato, che guadagnano mille euro al mese, e non arrivano alla fine del mese, e dovrebbero saper insegnare alle nuove generazioni l'istruzione e la cultura e proprio di fronte a tali quotidiani eventi. E alla faccia dei milioni di italiani che si dibattono nel bisogno e vivono di quei servizi pubblici che vogliono smantellare nello Stato e negli Enti locali.

E alla faccia mia e dei miei pochi collaboratori che con lauree e specializzazioni in abbondanza ci illudiamo, nella penombra del nostro lavoro quotidiano, di cui mai nessun giornalista, propriamente detto, parlerà, di difendere la cultura della legalità, della solidarietà, dell'onestà e della professionalità. Ma non credo che questo stato di cose potrà durare ancora a lungo...

La misura è colma. Ogni giorno di più.

*Dirigente del settore attività sociali ed educative presso la città di San Benedetto del Tronto

24/03/2004





        
  



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