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ANPI: La difesa di Tremaroli

San Benedetto del Tronto | "Hanno sparso la voce che non sono un partigiano, mi hanno addirittura visto in divisa militare tedesca"

di Elio Tremaroli

Il 23 Ottobre 2002, il Comitato Provinciale dell'ANPI di Ascoli Piceno ha commissariato la sezione ANPI di San Benedetto del Tronto, proponendo anche l'espulsione dall'associazione del sottoscritto adducendo "...circa il comportamento del sig. Tremaroli, comportamenti ampiamenti documentati come dalle relazioni scritte... ".

Ho chiesto più volte le copei di tali documenti per conoscere i motivi ed approntare una precisa difesa, ma non sono riuscito ad averli. A commissario è stato nominato Alberto Perozzi, non iscritto alla nostra Sezione, che avrebbe dovuto prendere possesso della nostra sede e almeno indire un'assemblea dei Soci. Ad oggi, sono diciotto mesi, non xi è ancora presentato. Ha solo aperto una nuova sede, forse illegale, ubicata in un locale concesso dalla nuova amministrazione cittadina. Tale comportamento ha provocato gravi danni alla nostra Sezione, che è stata costretta a saltare alcune commemorazioni come: Cefalonia, Marzbotto, Lero. Si è potuta allestire la mostra "Lo Sterminio in Europa", grazie all'interessamento dell'Assessore alla Pubblica Istruzione Maria Pia Silla.

 Il commissariamento e la sospensione sono stati abusi di potere, perchè il Comitato Provinciale ANPI, non è autorizzato a prendere, come da Statuto, provvedimenti disciplinari, che competono al Comitato Nazionale. Si è voluto mettere a tacere un'attivissima Sezione, ed oscurare la storia della nostra città.

Siamo conosciuti in Italia, in Provincia ed all'estero. Non siamo caduti nella trappola perchè gli iscritti hanno reagito democraticamente, convocando l'assemblea straordinaria che ha deliberato di respingere sdegnosamente la condanna del Provinciale, e di riconfermare nelle cariche, con voto unanime ed acclamazione, tutti i dirigenti con la solidarietà dell'Amministrazione Provinciale. La Legge sancisce che le delibere delle assemblee vanno rispettate, ma il Comunicato Provinciale ha comunicato creando stupore, confusione e imbarazzo, a tutte le autorità locali,  provinciali, regionali e scuole (Enti fuori dalla nostra Associazione), che per l'ANPI devono rivolgersi al commissario Perozzi. Forti della delibera assembleare, continuiamo ad operare ed attendiamo che il Comitato Nazionale, promuova un'inchiesta per riaffermare la nostra sovranità.

Non basta l'anomalo provvedimento. L'Alessandrini Presidente, e l'Oddi Vicepresidente (sic!), hanno sparso la voce che il sottoscritto non è un partigiano, ed è stato visto in Ascoli Piceno in divisa militare tedesca, e sembrerebbe che qualcuno abbia scritto al Comitato Nazionale che ho fatto parte della R.S.I.,e che i documenti da me presentati sono falsi.

In una riunione, quando ho tentato di documentare, per abbattere le aberranti accuse, l'Alessandrini ha avuto un comportamento poco democratico, mi ha tolto la parola, chiudendo la seduta. Avrei molte altre cose scorcentanti da dire, ma non voglio rubare spazio, non basterebbe un giornale. Sono disponibilea qualsiasi chiarimento perchè trionfi la giustizia.

20/03/2004





        
  



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