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Perché Sanremo è Sanremo…

| SANREMO - Inizia il Festival, e come ogni anno si preannunciano, colpi di scena, critiche, litigate, belle e brutte canzoni, vincitori e vinti, ma…Sanremo è Sanremo.

di Adamo Campanelli

Parappapappara parappapappara pa pa ra. Perché Sanremo è Sanremo!

Passa un anno, ma Sanremo è Sanremo.

Passano 54 edizioni ma Sanremo è Sanremo.

Ma la domanda è: Sanremo è Sanremo?

Arriva marzo,e nell'aria oltre ad una primavera… che tarda ad arrivare…si vede da parte dei mass-media una monopolizzazione nei confronti di una piccola città Ligure: Sanremo.

Devo dire la verità, io Sanremo l'ho vista…in gita di 5° superiore, era una tappa per così dire "obbligata" di passaggio per arrivare a Nizza attraversando la costa azzurra.

Penso fosse maggio, ma a Sanremo in quei giorni non c'era il Festival, c'era una città come tutte le altre, l'unica differenza al massimo era il Casinò, e…il famoso teatro Ariston?

Decisamente anonimo e niente di speciale, per me e i miei amici però, vederlo significava forse, non essere stati a Sanremo-città, ma essere stati a Sanremo-Festival.

Che cosa strana che si crea nelle persone per un evento che infondo dura solo 5 giorni.

C'è chi parte ed arriva a Sanremo per vedere anche solo un capello di un'artista, chi per un autografo rimane giorni interi appostato, e chi pur di essere ripreso dalla telecamera di turno ed essere visto in un micro triangolino di una foto o della tv sarebbe disposto a tutto.

Può un evento "sconvolgere" le vite di una città di provincia e di tanti altri?

Evidentemente si, visto che i giornali non fanno altro che riempire pagine intere di anticipazioni, notizie, speciali, e la tv si "punta" sull'evento.

E, anche chi non ne vorrebbe parlare,(come le reti concorrenti) ne deve parlare per forza, perché se non si parla di un evento di cui parlano tutti si è "Out", non si segue l'onda.

Si, perché Sanremo nel male e nel bene è un'onda che coinvolge tutti, rappresenta, come il Colosseo a Roma, per il mondo identità nazionale, evento unico da cui artisti famosi di ieri e di oggi hanno avuto le loro "umili" origini.

Ma "il ragazzo della via Gluck" di Celentano, "Cuore matto" di  Little Tony o "Piazza grande" di Lucio Dalla fino a  "Con te partirò" di Bocelli, perché a Sanremo non hanno avuto il successo che solo successivamente hanno avuto in tutto il mondo?

Forse, queste e altre canzoni prima dovevano essere apprezzate altrove, in "terra straniera" e solo allora cariche del successo e dei consensi accumulati, per paura di perderle, se ne è riacquistata la nazionalità e soprattutto l'origine.

Sanremo è un meccanismo strano, artisti come Laura Pausini, Eros Ramazzotti, Giorgia, Carmen Consoli, alcuni nomi, che in origine erano solo una "virgola" nel firmamento stellato della musica, ora rappresentano in tutto il mondo la musica italiana.

Quest'anno si parla di Sanremo come una rivoluzione, in cui "L'era Baudo"  è finita e subentra "L'era Renis", alla conduzione: Super-Simona…

Sanremo è Sanremo ok, ma siamo sicuri che quello che vedremo non sarà una sorta di Star-Wars-Sanremo?

In cui guerra di ascolti, con contro-programmazioni preannunciate, e lo stupire a tutti costi, con chi o cosa, la faranno da padroni, dimenticandosi forse della cosa più importante: le canzoni?

Staremo a vedere.  

02/03/2004





        
  



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