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Le metamorfosi

| La "maschera" che ognuno porta sul volto agli antichi faceva capire se fosse una persona dabbene o no. E oggi con bisturi e lifting è ancora così?

di emme

E' Carnevale e la stressante attesa durata un anno sta per finire. Vispi frugoletti dan la mano alle mamme vestiti da Zorro, distinti Ragionieri, roboanti Avvocati, giovani palestrati, corrono spinti dall'ansia degli ultimi acquisti: la parrucca alla Mae West , la scatola dei trucchi che fece felice le bambine a Natale, la lingerie del sex-shop, il velato collant e le diaboliche, anzi stregonesche, scarpe a punta montate su inagibili trampoli… A giudicare da questo o quel "Carnevale in Piazza", il Sogno dei Sogni dei virili maschi è assumere – per un'ora o per un giorno – una personalità femminile. Si dice che ogni essere umano porti in se una parte dell'altro sesso. Sarà questo il motivo ed allora ben venga il Carnevale a dare sfogo a complessi e tormenti da personalità incompiuta.

Del resto il carnevale è festa nostra più di ogni altra: non furono forse gli antichissimi etruschi a divertire i romani assumendo personalità strane e grottesche? – e poiché quei tontoloni provinciali non capivano, si mettevano in faccia il phersu, la maschera che indicava che, in quel momento, recitavano la parte del buono, del cattivo, del cornuto, dello sciocco, del vanaglorioso e via dicendo. Poiché gli attori erano bravi ed i Romani gente pratica, ci volle poco ad arrivare al dunque e farsi convinti che la persona ( appunto da "phersu") fosse quella che appariva e non quella che era e che ciò che conta è la maschera. Infatti, se uno si comporta da brava persona, a chi volete che importi che, nel suo più intimo essere, sia il più malvagio degli uomini?.

La cosa andò tanto avanti che  si convenne  che bastasse interrogare la maschera che ognuno porta sul volto per capire se,  in pratica, – fosse una persona dabbene o no. Poiché gli Umani sono persone razionali, e non vogliono lasciare nulla al Caso, di questa faccenda se ne fece una scienza, la fisiognomica, che, in certi periodi, ebbe gran successo e, comunque, ci ha lasciato bellissimi studi di facce atteggiate nelle più varie espressioni. Alcuni si entusiasmarono tanto che finirono per scrivere trattati che dimostravano ineccepibilmente che una verruca sul naso era segno di torbidi e spesso criminali istinti, ma la cosa durò poco. Quel che dura, invece, è il Carnevale , ormai tanto quotidiano che ci vorrebbe una festa nella quale, per un giorno, ciascuno torni ad essere se stesso.

Le persone, quando si incontrano, si guardano in faccia e  percepiscono simpatia od antipatia, fiducia o diffidenza etc. Sono solo sensazioni, ma non da buttar via, sol che si consideri che non sono legate alla bellezza o meno del volto. Per esempio, conoscendo un qualsiasi nostro simile, ci domandiamo quanti anni possa avere e la prima risposta ce la danno certi segni del tempo, le rughe, testimoni di incipiente o compiuta vecchiezza, ma anche del carattere ( rughe di espressione). Il modo di sorridere, di atteggiare le fattezze ci danno  anche qualche indicazione sui trascorsi di quella persona, cioè se ha  avuto grandi  e significative esperienze, se ha sofferto o se, come Taddeo e Veneranda di giustiana memoria, ha trascorso una grassa,  pacifica vita senza fastidiosi  pensieri ed azioni stressanti. In qualche modo, il volto è un libro sul quale la vita scrive fino alla fine, memento al proprietario, messaggio all'osservatore.

Si ha un bel dire che, certe persone, si guardano allo specchio, vedono una faccia mal fatta e " non si accettano", per cui bisogna affidarsi al chirurgo per correggere, ingentilire e curare l'interno travaglio che deriva da una asimmetria, da una gobba sul naso, da una bocca sottile, da un " non so che " che nessuno nota ma sembra fatale agli  odierni Narcisi rovesciati. Cleopatra, donna colta ed intelligentissima, non credo che abbia mai sofferto di turbe esistenziali per quel naso un po' fuori misura e quel mento sfuggente. Ninon de Lanclos, ormai vecchia, non arrivava a contare gli spasimanti,  che non vedevano il volto rugoso ma annegavano nei suoi occhi luminosi e lascivi. Solo Voltaire – ah! i delitti che si commettono in  nome della Ragione!-  la trovò  orribile. E si che lui era tutt'altro che bello… ( ma chi non vorrebbe incontrarlo e chiacchierarci nei Campi Elisi?!).

Ben venga dunque l'abile chirurgo ed il cruento bisturi a spianare, correggere, inventare fattezze nuove.

Per completare il quadro, i giornali ci informano che, in Inghilterra, la " ricerca" ha messo a punto le tecniche chirurgiche necessarie per trapiantare su un vivo  il volto di un cadavere all'uopo conservato. Ne trarranno gran vantaggio le persone sfigurate dal fuoco o da incidenti.

Ma, col tempo, a parte i criminali che avran già stappato champagne a iosa,  che dovrà fare una poveretta che, patrimonio permettendolo, dovrebbe rifarsi il naso, le orecchie a sventola, gli zigomi cascanti, se non risolvere in un colpo solo tutti i problemi ed indossare la faccia di una bellissima defunta?... ( E se poi diventa gelosa di se stessa?... ecco un  tema per un abile romanziere!).

Alcuni passatisti ( ve ne sono sempre, ancorché malvisti e disprezzati…) arricciano il naso e scuotono la testa alla vista di un volto levigato, tirato, corretto e cicatrizzato. Se parlassero, vien da pensare che direbbero le stesse cose che dicono le amiche della levigata, tirata,  corretta etc.: " peccato che la bocca sia venuta storta, che il naso pare quello di un'altra, che, così tirata, sembra Barbey, che non possa ridere…etc.etc.".

E invece no: io ne ho indotto qualcuno, con lusinghe irripetibili, a parlare e tutti hanno detto che, quel che non  gli andava giù era che la tirata, levigata etc. non era più la stessa persona. Uno, che è un  intellettuale, ha detto perfino: "Porta la maschera di un'altra, non ha più volto!".

Costoro non tengono conto che, incapaci come siamo di vivere ed affrontare i problemi spaventosi di cui soffre l'attuale umanità,  abbiamo da tempo affondato la testa nella cultura dell'effimero e dell'apparire, dell'incauto giovanilismo,  della bellezza come biglietto da visita ( e anche, lasciatemi fare questa confessione liberatoria, del "consumismo", cosa assai più complicata e discussa di quanto capiti talvolta di leggere) e che queste sono le ovvie conseguenze.

E poi, il "caso umano", dove lo mettiamo?! – In TV furoreggia una trasmissione, ( qualcuno l'ha definita " trash television", televisione spazzatura) condotta da una strana coppia, che mostra fanciulle non più in fiore, ma cordiali e simpatiche e, in genere, munite di non spregevoli fidanzati, afflitte, secondo il parere di autorevoli chirurghi plastici, da  nasi o poppe spropositati.

Dopo una geremiade da far piangere i sassi, la strana coppia fa riapparire  la fanciulla di turno con un nasino alla francese o un reggiseno seconda misura posto a specchio delle cadenti poppe originali,  che, se si indovina quel che c'è dentro, si vince un premio e si plaude al pensoso chirurgo, magari noto per essere consorte di una simpatica attrice, che ha fatto il miracolo. La miracolata,  nel frattempo, assiste con un sorriso ebete e timoroso ed i fidanzati si sbracciano – bravi ragazzi!- a dimostrare che l'amano più di prima o, quanto meno, come prima.

Nessuno, in televisione,  che distingua più fra esiti di lesioni deturpanti e malformazioni, sui quali è lecito, pietoso ed opportuno intervenire, se si può senza danno, e maggiore o minore aderenza al canone soggettivissimo di bellezza cui dovrebbero sottostare nasi, bocche,orecchie.

E si che, fin dai tempi degli antichi Greci, si sapeva che la perfezione fisica finisce per essere stucchevole, tant'è che alla divina Afrodite non fu negato un difettuccio all'occhio che quella olimpica perfezione rendesse umana. E se quei canoni  domani cambiassero, se dall'attuale "piercing" sadomaso, venisse in voga la stessa moda che fa belle, in loro plaghe remote, le Donne Sari del Piattello?!...Può accadere, visto che si ritiene comunemente che " non è bello quel che è bello, ma è bello quel che piace".

Queste, si dirà, sono tutte obiezioni di poco conto, quali ne può fare solo chi è manifestamente insensibile ai " casi umani" da borsa suboculare o gobbetta sul dorso del naso.( permettetemi una parentesi: farsi segare il naso o tirare le gote sfatte è scelta e problema di chi lo fa e non do alcun giudizio. Battere la grancassa , incitare di fatto, esaltare l'estetica del bisturi, tacere dei rischi, che pur ci sono,  mi pare cosa disdicevole per vari motivi.).

La Scienza e la Ricerca andranno avanti!. Non si può rifiutare ad alcuno il diritto a cambiar faccia, impedire a chicchessia di sembrare ciò che sogna, dare ad un pavido incapace la faccia di un Marcello, all'atleta allevata ad ormoni il volto di Venere del Botticelli, alla intraprendente "single" il dolce spleen del sorriso di Simonetta Vespucci , inseguita dal mal sottile, allo sciocco le rughe del Pensatore, al Pensatore il labbro cascante dello sciocco.

E' una questione di Libertà individuale! – O no?...

23/02/2004





        
  



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